
Dopo l’intervento diretto di Trump su Netanyahu, Israele si ferma come aveva fatto anche L’Iran.
La tregua, per ora, sembra tenere.
Netanyahu parla di una “vittoria storica” ma Khamenei, la guida suprema, già annuncia che l’Iran “continuerà l’arricchimento dell’uranio”.
Intanto Israele riprende con ancor più intensità il suo lavoro di massacro a Gaza.
In questi giorni ne abbiamo sentite di tutti i colori.
Sotto i bombardamenti israeliani e americani il potenziale nucleare iracheno doveva essere distrutto per sempre e il regime degli ayatollah doveva cadere sotto le macerie.
Questi 12 giorni invece hanno solo danneggiato il programma atomico e addirittura rafforzato al potere il regime islamico autoritario e misogino.
Si è giocato con la guerra e con la vita di migliaia di persone innocenti con il rischio di innestare una guerra mondiale.
Anche gli israeliani sono morti e hanno dovuto vivere sotto l’incubo di massicci attacchi dal cielo dei dovendo prendere atto che il manto protettivo, iron dome, non sempre funziona come dovrebbe contro i missili nemici.
Una tregua, per quanto precaria, è sempre meglio dell’ intensificarsi a guerra.
Ma non sara mai una pace vera che impegni attraverso le vie diplomatiche le parti e che stabilisca controlli affinché i patti siano rispettati.
Quella pace che l’Europa per prima, insieme a Obama, aveva cercato con l’Iran con gli accordi del 2015, stracciati poi dallo stesso Trump durante il suo primo mandato.
Quello che è certo è che Trump lascerà il criminale di guerra Netanyahu di continuare il genocidio dei palestinesi, un’azione razzista e criminale che prevede l’occupazione israeliana di Gaza e la costruzione della Grande Israele.
Il nuovo equilibrio di forze da costruire in Medio Oriente che Trump intende realizzare mette nel conto altre decine di migliaia di morti e l’utilizzo della fame come arma militare e le stragi, quotidiane, con il piombo israeliano sugli affamati.
Trump ha mostrato al mondo che è pronto a usare le armi per risolvere le controversie e, peggio ancora, è disposto a farlo decidendo da solo anche in violazione della Costituzione del suo paese.
Il suo attacco improvviso all’Iran è stato intenzionalmente una minaccia, un mostrare i muscoli per intimorire e dominare, per riaffermare una supremazia americana che sempre più è costretta a basarsi sulla forza militare.
Nei prossimi anni, a mio avviso, dovremo abituarci a queste modalità di intervento da parte del presidente americano.
Il quadro delle relazioni internazionali si chiarisce: il nuovo ordine americano, che è andato da tempo in crisi, Trump vuole mantenerlo nel mondo con l’aggiunta di più armi e con un loro uso ancor più massiccio e arbitrario, con modi ancora più brutali.
È la stessa linea che ha portato ai disastri dell’Iraq e dell’Afghanistan e che ha condotto all’ esplodere di tanti conflitti e di quella guerra mondiale a pezzi che da tempo stiamo vivendo.
È una linea che mette non costruisce una pace stabile e che mette il pianeta sotto la minaccia del rischio atomico.
È un ordine non multipolare, di cui ci sarebbe bisogno per assicurare relazioni di cooperazione ed equilibri duraturi, ma unipolare basato solo sugli USA, con gli alleati europei che si inchinano ai diktat di Trump.
Ieri, al vertice che si è svolto all’AIA, un viscido e servile segretario della NATO, Mark Rutte, ha accolto Trump con parole vergognose che meritano di essere lette.
“Sig. Presidente, caro Donald, Congratulazioni e grazie per la tua azione decisiva in Iran, è stata davvero straordinaria, e qualcosa che nessun altro ha osato fare. Ci rende tutti più sicuri. Stai per ottenere un altro grande successo all’Aja questa sera (al vertice Nato, ndr). Non è stato facile, ma li abbiamo fatti firmare tutti con un margine del 5%! Donald, ci hai portato a un momento davvero, davvero importante per l’America, l’Europa e il mondo. Riuscirai a ottenere qualcosa che NESSUN presidente americano è riuscito a fare da decenni. L’Europa pagherà in GRANDE misura, come dovrebbe, e sarà una tua vittoria. Buon viaggio e ci vediamo alla cena di Sua Maestà! – Mark Rutte”.
Anche Meloni, grande amica del presidente Trump e a pieno titolo appartenente alla nuova internazionale nera, è sulle stesse posizioni di Rutte e si è impegnata a raggiungere il 5 per cento delle spese militari, strisciando ai suoi piedi.
Pagheranno tutto ciò nuovi tagli alla sanità, all’istruzione e alla spesa sociali .
La destra, che oggi domina nel mondo occidentale, conferma così i tratti che sempre l’hanno contraddistinta: aumentare le spese in armamenti, spingere verso nuovi conflitti e guerre, ridurre i diritti e lo Stato sociale.
A cui si aggiunge, come ben sappiamo, la volontà di tenere bassi i salari dei lavoratori e di mantenere una massa di immigrati in una condizione di minorità affinché possa essere meglio sfruttata.
Per battere questa destra occorre tempo e occorre grande determinazione.
C’è da ricostruire una sinistra forte, che parli alla classe operaia e ai ceti medi produttivi ed intellettuali, pacifista e ambientalista, favorevole ai diritti sociali e civili.
A mio avviso, è un obiettivo posdibile.
Ognuno per la propria parte deve impegnarsi per realizzarlo.
Enrico Rossi

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