• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Nato: alleanza sotto pressione

Intenzionali o meno, le incursioni negli spazi aerei europei sono prova della crescente arroganza di Mosca e pongono interrogativi difficili alla Nato in un momento complicato per l’Alleanza. “La Russia non deve avere alcun dubbio: la Nato impiegherà in conformità con il diritto internazionale, tutti gli strumenti militari e non, necessari per difendersi e scoraggiare ogni minaccia”. Lo ha ribadito, in una nota, il Consiglio Atlantico riunitosi su richiesta dell’Estonia dopo che il suo spazio aereo era stato sorvolato per 12 minuti da tre Mig russi. L’incidente è l’ultimo di una lunga serie che ha interessato nelle ultime settimane i cieli del continente, dove velivoli senza pilota sono stati avvistati in Romania, Estonia e poi ancora Norvegia e Danimarca, mentre non si conoscono le dinamiche precise di quanto avvenuto in Polonia due settimane fa.

di Alessia De Luca | 25 Settembre 2025
NATO Secretary General Mark Rutte speaks during a press conference at the Alliance’s headquarters in Brussels, Belgium September 23, 2025.

“La Russia non deve avere alcun dubbio: la Nato impiegherà in conformità con il diritto internazionale, tutti gli strumenti militari e non, necessari per difendersi e scoraggiare ogni minaccia”. Lo ha ribadito, in una nota, il Consiglio Atlantico riunitosi su richiesta dell’Estonia dopo che il suo spazio aereo era stato sorvolato per 12 minuti da tre Mig russi. L’incidente è l’ultimo di una lunga serie che ha interessato nelle ultime settimane i cieli del continente, dove velivoli senza pilota sono stati avvistati in Romania, Estonia e poi ancora Norvegia e Danimarca, mentre non si conoscono le dinamiche precise di quanto avvenuto in Polonia due settimane fa. Anche se i media di mezza Europa puntano il dito su Mosca, ciò che è accaduto è poco per attribuire al Cremlino l’intenzione di innescare un’escalation, ma abbastanza da esigere una risposta. Per ora quella fornita dai vertici Nato comunica la ferma intenzione di reagire ad eventuali minacce, ma anche che non ci sarà alcun pericoloso automatismo, come invece aveva minacciato il premier polacco Donald Tusk. Lo ha ribadito il segretario generale della Nato, Mark Rutte, spiegando che tali decisioni “vengono prese in tempo reale e si basano sulle informazioni disponibili in merito alla minaccia rappresentata dall’aereo” e che prima di ordinare l’abbattimento, andrà fatta una valutazione per esaminare “l’intenzionalità, l’armamento e il potenziale rischio per le forze alleate, i civili o le infrastrutture”. Toni che invitano alla calma anche se è indubbio che gli episodi abbiano messo in luce, uno dopo l’altro, le vulnerabilità dell’Alleanza di fronte a una strategia ibrida volta a indebolire il sostegno occidentale all’Ucraina.  

Trump agita le acque? 

È in questo contesto che il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ha contribuito a destabilizzare l’Alleanza. Per anni il tycoon aveva limitato al settore della spesa militare da parte degli alleati le sue critiche nei loro confronti. Ma dalla sua rielezione ad oggi, l’ambiguità nei confronti dell’impegno Usa in Europa, le minacce più o meno velate di un ritiro dei militari dalle basi sul continente e i continui alti e bassi nelle relazioni con Mosca e Kiev hanno alimentato i timori europei. Ieri, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in corso a New York, Trump si è reso ancora una volta protagonista di un’inversione di marcia, questa volta rispetto alla guerra in Ucraina. E affermando che Kiev “con il sostegno dell’Unione Europea, sia in grado di combattere e riconquistare tutti suoi territori” ha lanciato un messaggio diretto: “I Paesi Nato – ha detto – dovrebbero abbattere i jet russi che sconfinano”. Una posizione drastica, anche se poi attutita da un “dipende dalle circostanze” alla domanda se gli Stati Uniti avrebbero garantito il loro intervento a sostegno degli alleati in caso di necessità. È questo un punto cruciale della crisi di identità che scuote l’Alleanza: l’Articolo 5, quello della difesa collettiva, non è un meccanismo automatico, ma una decisione politica che dipende in buona sostanza da Washington. E se l’ambiguità del presidente Usa da un lato non scoraggia le provocazioni di Mosca, dall’altro fiacca le prospettive dei singoli alleati molto nervosi all’idea di combattere la Russia senza gli Stati Uniti al loro fianco. Basti pensare agli interrogativi su una “forza di rassicurazione” europea da dispiegare in Ucraina senza un ‘backstop’ americano a supporto. 

Putin testa le difese avversarie? 

Viste da Mosca, le divisioni tra le due sponde dell’Atlantico offrono un’occasione per testare la solidità dell’Alleanza. Secondo Gideon Rachman, la domanda che riecheggia in queste settimane nelle stanze del Cremlino è: “Quanto è impegnata la NATO nella difesa degli Stati baltici?” Per questo, negli ultimi mesi si sarebbe segnalato un aumento costante dei cyberattacchi contro le infrastrutture critiche europee, parte di una strategia ibrida volta a indebolire il sostegno occidentale all’Ucraina. L’obiettivo finale del Cremlino – secondo l’editorialista del Financial Times – è dimostrare che la garanzia di sicurezza reciproca prevista dall’Articolo 5 della Nato è inutile: “Se i russi ci riuscissero – osserva – potrebbero provare a eliminare uno alla volta gli stati europei più piccoli, senza mai dover affrontare la potenza combinata della Nato”. Ma se quest’ultima è alle prese con l’incognita di un presidente americano dagli umori mutevoli, lo stesso vale per i russi. Con lui alla Casa Bianca la politica estera Usa e le sue reazioni in una potenziale crisi internazionale sono imprevedibili. Senza considerare che, se anche se l’America si facesse da parte in una eventuale escalation sul fronte est, Regno Unito, Francia, Germania e Polonia non resterebbero a guardare.  

Guerra di nervi? 

Pur mantenendo ogni cautela per evitare un’escalation incontrollata, i paesi europei non possono aspettare che la Russia vada oltre prima di affrontare i timori per la sicurezza sollevati dalle recenti provocazioni del Cremlino. “Gli stati membri dell’Alleanza – scrive Maksym Beznosiuk per l’Atlantic Council – devono stabilire collettivamente regole di ingaggio realistiche e inequivocabili per le incursioni transfrontaliere con droni e aerei da combattimento, che garantiscano la massima chiarezza per tutti i paesi, Russia inclusa”. In questo senso, secondo diversi analisti, la missione Eastern Sentry (Sentinella dell’Est), finalizzata al rafforzamento della frontiera con la Russia, dovrebbe essere ampliata e resa permanente, integrando l’Ucraina come partner strategico. L’Europa, inoltre, dovrebbe dare priorità alla produzione di strumenti per la guerra elettronica e tecnologie anti-drone. Anche per questo, secondo Politico, la Commissione proporrà opzioni di finanziamento per il progetto che punta a creare un ‘muro di droni’ sul fianco est durante un incontro informale dei leader europei previsto per il 1° ottobre a Copenaghen. Nel paese la tensione resta alta e la premier Mette Friedriksen ribadisce un concetto già espresso negli ultimi tre anni e che sembra accomunare ormai tutta l’Europa: “Non siamo in guerra – dichiara – ma non siamo nemmeno in tempo di pace”. 

Il commento 

Di Antonio Missiroli, ISPI Senior Advisor 

“Mentre si moltiplicano le provocazioni militari e le operazioni ‘ibride’ di Mosca verso l’Europa, le esternazioni ostili, ambigue e talvolta perfino contraddittorie – come quelle rilasciate ieri a New York – da parte di Donald Trump non fanno che aumentare tensioni e incertezze sull’impegno di Washington al fianco degli alleati. Il rischio di escalation e di errori di calcolo o di giudizio è ora molto alto, e richiede coesione e una giusta combinazione di freddezza e fermezza da parte di tutti i leader europei, a Bruxelles come nelle capitali”. 

Alessia De Luca

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: Donald Tusk, Mark Rutte, Mig russi, nato, Russia

Info Alessia De Luca

Journalist, Advisor for Online Publications, Responsabile ISPI Daily Focus
Relazioni Translatantiche. Alessia de Luca is a professional Journalist and an expert of US politics, in charge of the daily newsletter ISPI Daily Focus and of the Focus USA2024. She has served as Middle East and Northern Africa correspondent from 2005 to 2009. Previously at Skytg24, she also contributed for RAI and Radio Vaticana. Her works were published among others by La Stampa, Lifegate, Nigrizia, Avvenire and EastWest.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti