Nella palude della politica regionale s’avanza un nuovo soggetto. E’ Toscana Futura, una coalizione di gruppi, liste, associazioni che si richiamano sostanzialmente a tre filoni politico-culturali, quello laico, repubblicano e liberale, quello socialista autonomista, quello formato dalle liste civiche che nelle ultime elezioni amministrative sono scese in campo in forte contrapposizione alla sinistra, e in qualche caso hanno anche ottenuto notevoli successi e consensi. Storie diverse ma un unico denominatore comune: l’insofferenza verso un centro sinistra che si è ormai trasformato in un blocco di potere autoreferenziale e che proprio per questo è incapace di dare voce ai bisogni della gente e alle tante necessità della società. Accanto a questo un forte fastidio per un centro destra in stato confusionale e che in Toscana ha dimostrato con i fatti di non essere capace di portare avanti un qualsivoglia progetto alternativo a quello della sinistra. Come se non bastasse, il centro destra, che a parte le parole non pensa neanche lontanamente a mettere in dubbio l’egemonia della sinistra, ha pensato bene di scendere a patti con chi governa. Il risultato, mostruoso, di quest’intesa è stato l’approvazione di uno Statuto e di una legge elettorale che, aumentando il numero dei consiglieri e eliminando il voto di preferenza, aumenta il potere e lo spazio della “politica” e riduce quello dei cittadini. L’esatto contrario di quanto, per la ragioni dette, avrebbe bisogno la società toscana. Questo malessere ha portato i gruppi sopra ricordati ad incontrarsi. L’iniziativa è partita da una associazione, nata lo scorso anno a Firenze, il gruppo dei centouno, che, sulla base degli stessi motivi anche se riferiti alla realtà fiorentina, si era presentata alle elezioni comunali sfiorando il limite del 3%. E’ bastato lanciare l’idea e il risultato è stato subito superiore alle aspettative. Ad una prima riunione convocata a Firenze erano presenti oltre 70 persone provenienti da tutta la Toscana. Nomi importanti che hanno subito dichiarato di guardare con interesse al progetto. La strada ovviamente è lunga. La nuova legge elettorale approvata dal consiglio regionale, e con la quale quasi sicuramente si andrà a votare, sembra essere stata concepita apposta per non disturbare “lor signori”, sia quelli che governano e che fanno letteralmente quello che vogliono sia quelli dell’opposizione che si accontentano dello spazio che viene loro assicurato. Per questo bisogna mettere un cuneo fra i due poli esistenti. L’obiettivo è quello di far entrare in Consiglio regionale, uno o più “matti”, per scompaginare i giochi, scoprire gli altarini, far capire alla gente che esiste ancora la politica, con la P maiuscola e nello stesso tempo svegliare le coscienze dormienti nel centro sinistra e nel centro destra. Progetto ambizioso? Certo, ma non si vive di soli “posti”, indennità e prebende. Allo stato attuale non sappiamo ancora se la partita potrà essere giocata. Le difficoltà sono tante. Sappiamo però due cose. La prima: verificheremo fino in fondo la possibilità di dar vita, in Toscana, a questo terzo polo. Una raggruppamento laico nei metodi, riformista nei contenuti, fortemente agganciato ai bisogni della società e delle persone, assolutamente non ideologico nel senso che hanno dato a questo termine il centro sinistra e il centro destra. La seconda: non scenderemo a compromessi con gli uni o con gli altri. Nessuno fra di noi vive di politica o con la politica. Non ci allettano le “promesse”. Abbiamo solo bisogno di aria fresca e sappiamo che l’aria per essere davvero fresca non deve essere elargita ma conquistata. Chiunque voglia essere della partita non ha altro da fare che mettersi in contatto con noi. Lanceremo insieme il guanto di sfida.
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