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Napolitano, gran nocchiero d’Italia

di Giancarlo Magni | 31 Marzo 2013

Con una mossa a sorpresa il Presidente sancisce la morte della Seconda Repubblica e dei meccanismi istituzionali della Costituzione. E’ ora di cambiare. Se il governo va in porto, Napolitano deve restare al Colle.

giorgio-napolitano_1258Un colpo d’ala. E’ quello che ha tentato Napolitano con la mossa a sorpresa, e ai limiti della Costituzione, di nominare due gruppi ristretti di esperti per mettere a punto un programma, sia pur  minimo, utile a rimettere la barca Italia sulla rotta giusta. Il Presidente ha rotto gli indugi e ha preso in mano la situazione. Lo scopo implicito è quello di obbligare i partiti a sostenere un governo di scopo che dovrebbe durare  il tempo necessario a fare le cose che sono state individuate. In parole povere si tratta di un commissariamento della politica. Del resto non è che la politica, Pd, Pdl, Lega e Scelta civica, Grillo con le sue posizioni si è autoescluso, abbia dato gran prova di sé in questi ultimi tempi. La situazione è grave e il Paese non può attendere. Vedremo cosa partoriranno gli esperti ma sarà difficile per una qualsiasi delle forze ricordate tirarsi indietro. Il Pd ingolla il boccone amaro più grosso. Aveva giurato e spergiurato che mai e poi mai avrebbe fatto maggioranza con il Pdl. Se il tentativo andrà in porto sarà costretto a farla. Nei fatti certo, ma sempre maggioranza sarà. Anche se i democratici tenteranno di nascondersi dietro l’alchimia delle parole, governo di scopo appunto o governo del Presidente, la sostanza non cambia. Anche il Pdl sarà costretto ad ingollare qualche boccone indigesto. L’apertura di Berlusconi alle larghe intese, dando addirittura la guida dell’Esecutivo, a Bersani era certo finalizzata alla consapevolezza della situazione ma soprattutto mirava a far restare il partito nel gioco che conta per avere strumenti di controllo su eventuali provvedimenti indigesti al Cav., in termini di giustizia e/o conflitto di interessi. Ora mettere in pratica questa strategia sarà più difficile. Lega e Scelta civica erano e restano ininfluenti. Se il tentativo andrà in porto, allo scadere del mandato del governo di scopo il quadro politico del Paese non sarà più lo stesso. Pd e Pdl, per motivi diversi ma convergenti nel risultato finale, sono alla frutta. Semplicemente non hanno futuro. Soprattutto dopo questa mossa di Napolitano. Sorgeranno altri soggetti a destra come a sinistra e assisteremo ad un rimescolamento generale delle carte sul tavolo.

Naturalmente può darsi che, fiutando l’aria, i diretti interessati facciano saltare il banco. Ma in questo caso il loro sarebbe un gioco al massacro che finirebbero per pagare in modo molto salato. Senza contare che la  situazione generale del Paese correrebbe il rischio di diventare insostenibile.

La verità è una sola. La Seconda Repubblica è morta, come sono morti, politicamente parlando,  i suoi principali interpreti. Non è però secondaria la data del funerale. Se sarà troppo avanti, sarà un problema per tutti.

Se il tentativo di Napolitano andrà in porto, il Presidente deve restare al Colle, almeno per il tempo che durerà il governo di scopo. E’ un sacrificio che deve fare per completare l’opera e per fare stare più tranquilli tutti noi. E’ vero, ha 87 anni. Ma ha una visione e una intelligenza politica fuori del comune.

Pubblicato in : Editoriale

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giampaolo Mercanzin

    1 Aprile 2013 alle 07:25

    Non c’è nulla da fare: Napolitano DEVE essere rivotato (probabilmente lo vuole anche lui, ricordate Rino Formica?).
    Allora probabilmente con lu 87nne che può restare un anno per poi dimettersi, si può rimettere in moto questo sistema bloccato, arrivando ad elezioni che ciano competitive ma non “escludenti”
    E’ questo che dovrebbero capire i PDini (cattocomunisti non dimentichiamolo), che continuano a credersi gli unici titolati a difendere la democrazia e la Repubblica nata dalla Resistenza. Ma che invece, di fallimento in fallimento ci (ri)portano alla dittatura senza proletariato!

    Rispondi

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