Si conclude con una prima assoluta dedicata a Falcone e Borsellino la stagione lirica pisana. Un’opera inedita per ricordare il messaggio dei due grandi magistrati uccisi dalla mafia. Sabato 6 e domenica 7 aprile in scena “Falcone e Borsellino – ovvero il muro dei martiri”.
Non è cosa frequente assistere ad una “prima assoluta” di un’opera lirica in questo scorcio di XXI secolo: c’è l’emozione e la curiosità per il librettista che ha composto il testo e per il compositore che ha messo la sua musica; c’è la voglia di capire perché si è scelto questo genere musicale in un momento nel quale sembra solo riservato alla celebrazione dei passati capolavori, e scoprire come il regista ha dato vita a questa opera sul palcoscenico. E’ un’emozione che si fa più forte quando prendiamo visione del titolo “Falcone e Borsellino – ovvero il muro dei martiri” e ci rendiamo conto che non ne racconta apologeticamente la storia per esaltarne l’eroico martirio. Ma allora, di che parla e perché ha voluto vedere la luce proprio in questa stagione dove la percezione di un certo defilamento sembra farsi spazio nel nostro stanco e disilluso Pese?
Intanto a scriverla sono due palermitani avvezzi alla testimonianza e all’impegno civile: Antonio Fortunato, il compositore, e Gaspare Miraglia, in librettista, hanno sentito il bisogno di ravvivare il senso civico non solo dei loro concittadini ma di tutti gli italiani di buona volontà che non accettano di sottostare al giogo delle mafie che, ahimè, continuano a perpetrare violenze e sopraffazioni incuranti dello sdegno e del desiderio di pulizia che giunge da tutte le regioni. Il loro potere, occulto o palese secondo i momenti e le opportunità, è ancora forte e lo Stato spesso è incapace di dare risposte adeguate alle aspettative nonostante metta a segno operazioni di grande importanza. Tanto forte e tanto occulto da far sì che quest’opera dedicata in primo luogo ai palermitani, non trovasse spazio nei teatri di Palermo!
Se Pisa l’ha accolta, facendosi madrina di questa nobile volontà di dare nuovo impulso alla testimonianza attiva dei due grandi magistrati, lo ha fatto consapevole che la cultura può e deve avere un ruolo determinante nella sconfitta di tutte le mafie e di tutte le subdole strategie coercitive delle coscienze degli italiani. E’ stata una fortuita coincidenza che ha messo in contatto Marcello Lippi, direttore artistico per le attività musicali della Fondazione Teatro di Pisa con Fortunato e Miraglia, ma è stata la volontà unanime del Preside e del CdA della Fondazione a volere che quest’opera non finisse chiusa in un cassetto ma vedesse la luce su un palcoscenico dove dar voce a questa storia fatta di passione e di desiderio di riscatto.
Sotto le mani esperte di Lorenzo Maria Mucci, regista cresciuto all’interno del teatro pisano, l’opera ha trovato la forma e il linguaggio scenico più opportuno per dare ad ogni parola quel valore che merita e per consentire alla musica di raccoglierne gli echi per portarli ovunque vogliano essere accolti. Sotto al direzione del M° Elio Orciuolo, l’orchesta Arché ha immediatamente raccolto questa sfida approfondendo la partitura in ogni sua parte per garantire che nulla di quel messaggio, nato dall’angoscia per tanto dolore e tanta paura che attraversa la bella città siciliana, andasse perduto; così pure hanno fatto gli interpreti di questa prima, tre voci che hanno accettato il non facile ruolo di “simboli” di una società mai doma anche se profondamente ferita. Lidia Tamburrino e Italo Proferisce saranno Padre e Madre, emblematici metafore di una Palermo che trema ma non si arrende, di una Italia che vuole trovare la forza di reagire mediante il contributo attivo di ogni cittadino. Giuseppe Pellingra, combattivo palermitano che ha affrontato con grande entusiasmo questo impegno sentendosi in prima linea in questa opportuna battaglia contro l’ingiustizia, sarà Mafia, oscuro e potente golem dai piedi d’argilla mentre a dar voce alle parole di Falcone e Borsellino saranno due attori, Andrea Biagiotti e Marco Maria Casazza. Il Coro Laboratorio Lirico San Nicola e quello di voci bianche Pueri Cantores di San Nicola e Santa Lucia avranno a loro volta una parte importante rappresentando rispettivamente la società civile e le piccole anime, ovvero le vittime innocenti di questo “mostro” che impone con ogni mezzo le proprie regole negando ogni spazio alla libertà e alla giustizia.
Ancora pochi giorni e poi, sabato 6 aprile alle 20.30 e domenica 7 aprile alle 16 questa nuova opera si presenterà al pubblico: sarà un evento che, ci auguriamo, possa essere seguito da tantissime persone; il teatro di Pisa ci ha abituato ai “tutto esaurito” e crediamo che anche questa volta la risposta del pubblico non mancherà. E a richiamarlo non sarà solo la particolarità dell’evento, una prima assoluta di un’opera mai rappresentata, ma anche il tema trattato. Così come sul palcoscenico la forza di reagire a Madre e Padre viene dalla solidarietà e dalla unitarietà della società civile rappresentata dal coro, così l’auspicata presenza di tanto pubblico in sala sarà una forte risposta a quanti non vogliono si parli ancora di Falcone e Borsellino ed un positivo viatico a questo allestimento perché possa viaggiare su e giù per i tanti teatri d’Italia a portare questo prezioso messaggio di coraggio e di speranza.


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