Come hanno potuto nel PD lasciare che Bersani arrivasse fino in fondo, facendosi male, facendo male al PD e soprattutto all’Italia? Se questi sono i risultati, avere riempito le liste di trentenni e quarantenni, si è rivelata una semplice operazione di facciata.
Si può lasciare sul ring per quindici lunghe riprese un pugile palesemente suonato già dalla seconda, solo perché si era aggiudicato la prima?
Con Pier Luigi Bersani è successo proprio questo. Aveva vinto le primarie contro Matteo Renzi ( anche per qualche decisione arbitrale che lo aveva favorito) e poi non ha fatto che prenderne: soprattutto da Silvio Berlusconi in campagna elettorale e da Beppe Grillo dopo il conteggio dei voti.
Eppure si vedeva ad occhio che aveva perso lucidità, che menava colpi a vuoto e procedeva barcollando. Infatti aveva cominciato proclamando serietà e respiro europeo, obbiettivi in sintonia con quelli dei socialisti democratici francesi e tedeschi, ed è finito rincorrendo Beppe Grillo e le sue farneticazioni antieuropee e antieuro. Ha fatto eleggere Laura Boldrini alla presidenza della Camera per dimostrare la sua grande apertura verso gli immigrati ed i diritti e contemporaneamente rincorreva la Lega per concordare programmi che gli facessero ottenere i voti necessari al Senato.
Ma sarebbe davvero riduttivo e sbagliato prendersela con Bersani che pure ha le sue colpe. Viene buona la celebre battuta che il grande Petrolini rivolse ad uno spettatore fastidioso che continuava ad interrompere lo spettacolo dall’alto del loggione: “non ce l’ho con te, ma con chi ti sta accanto e ancora non ti ha buttato di sotto”.
Come hanno potuto nel PD lasciare che Bersani arrivasse fino in fondo, facendosi male, facendo male al PD e soprattutto all’Italia? I secondi, quelli che a bordo ring fanno il bene ed il male di ogni pugile, dove erano nel caso di Bersani?
Fuori della metafora pugilistica, perché questa chiusura a riccio e perché tanto assordante silenzio all’interno del PD? Perché nessuna manifestazione di dissenso? Annichilimento da mancata vittoria o piccole e ciniche furbizie?
Se questi sono i risultati, avere riempito le liste di trentenni e quarantenni, avere una percentuale di donne mai raggiunta in precedenza, si è rivelata una semplice operazione di facciata: tanto per nascondere le rughe. Ma questi giovani si sono dimostrati più pavidi e di gran lunga più insensibili all’interesse generale di quanto non lo fossero i loro predecessori.
Mentre Bersani procedeva a testa bassa verso un obbiettivo che potrebbe essere disastroso per il Paese, cioè nuove elezioni senza modificare la legge elettorale, nessuno si è adoprato per tirare il freno.
Evidente il motivo: l’illusione che così fosse meglio per il proprio partito e, soprattutto di conquistare punti utili per regolare a proprio vantaggio i conti in sospeso in un partito a rischio reale di implosione.
A completare il desolante quadro, nemmeno personalità che avrebbero potuto e dovuto permettersi atteggiamenti più responsabili, uomini come D’Alema, Veltroni hanno rinunciato a svolgere il ruolo di padri nobili, utili proprio in momenti come questi.
Infine, il giovane sindaco di Firenze, al quale tutti guardano con speranza. Anche lui avrebbe potuto fare di più. Fino ad un certo punto si capisce il distacco di Renzi. E’ perennemente in bilico tra due possibili accuse: se dice ciò che pensa, viene accusato di sabotaggio nei confronti del partito. Se tace, l’accusa è di mancato impegno. Ma, in questo caso, sarebbe stato meglio che avesse fatto sentire chiara e forte la sua voce, ancorchè dissenziente.
Quando finalmente muoverà il suo esercito per la conquista di Palazzo Chigi, potrebbe ritrovarsi fila talmente falcidiate dalle diserzioni da rendere certa una nuova sconfitta.


Caro Armando,
letto, approvato e sottoscritto! (Anche io avevo dato credito a Bersani quando sembrò dare vita, assieme a SEL e PSI, ad una formazione di sinistra di stampo europeo che ritenevo utilissima per sanare l’anomalia italiana e tenere un po’ a bada le lobbies finanziarie e la potentissima e incontrollata euro-burocrazia. E’ finita rincorrendo grillini e leghisti….).
Caro Nicola, sono iscritto al SEL da qualche anno perchè nel PD mi sono sentito davvero fuori posto e, per disciplina di iscritto ho sostenuto Bersani invitando anche i miei amici di sostenerlo e votarlo.
Ma sinceramente ero deluso per la sua campagna “moscia” e ricca di citazioni e parafrasi “inutili e sciocche” prive di costrutto e di contenuto politico!
E quando ho capito che non sarebbe arrivato da nessuna parte per la infantile e stupida cecità politica di Grillo, che ha sciupato un’occasione unica per cambiare parte della politica e mandare in pensione Berlusca per sempre, mi sono vergognato per l’altrettanta stupida insistenza di Bersani di volersi addirittura presentare alle Camere per la fiducia, insistenza che ha esternato solo per tentare di occupare a tutti i costi la poltrona di Presidente del Consiglio dimostrando davvero infantili le sue reiterate dichiarazioni che voleva fare il governo per il bene dell’Italia. Anche Berlusca si affannava a dichiarare che l’allenza ventilata PDL-PD era diretta al bene dell’Italia, ma sia io che te, per la nostra esperienza passata, tu di politico ed io di sindacalista, sappiamo che l’Italia c’entra come cavolo a merenda in queste infantili asserzioni.
Ed ora? Ora aspettiamo i risultati di questa dubbia operazione paralume di Napolitano e dopo prepariamoci di nuovo al voto.
E Grillo avrà qualche amara sopresa e forse qualcuno finalmente si sveglierà e capirà che forse la politica deve recuperare un minino di ideologia per poter davvero dare risposte serie al paese perchè senza ideologia, base delle idee, non si va da nessuna parte e di gruppi del tipo “Uomo Qualunque” dal 1946 in avanti ne abbiamo visti tanti, ma privi di ideologia non si va da nessuna parte perchè l’improvvisazione ed il populismo non hanno mai pagato!