Considerazioni di Luciano Berio in Lezioni Americane
“Per il musicista la scienza musicale era simile alla conoscenza della natura; il compositore trasformava i contenuti speculativi di quella scienza spontaneamente, in naturalità: produceva musiche in un alveo teorico senza per forza metterlo in questione.
La teoria stessa era soprattutto un rendiconto dell’esperienza. La grammatica e la sintassi tonali, come anche le forme (la fuga e soprattutto la sonata), sono state teorizzate e formalizzate post factum, dopo l’esperienza.
Oggi, le visioni teoriche tendono a manifestarsi prima della pratica, con conseguenze forse meno durature di quelle vissute da Severino Boezio, ma non meno significative.
Un manifesto teorico è diventato, in effetti, una dichiarazione di poetica.
Schönberg è stato il primo a realizzare questa idea di modernità. L’esperienza dodecafonica, responsabile di tante vittime e di tanti eroi, specialmente tra chi ha commesso l’errore di assumerla come progetto linguistico, è, nella realtà dei fatti, la formalizzazione di una poetica fra le più generose, complesse e drammatiche della nostra storia: quella, appunto di Arnold Shönberg.”
Dodecafonia
E’ importante sottolineare che i termini atonale e dodecafonico non sono sinonimi, poiché mentre il primo indica ogni composizione musicale priva di riferimenti tonali, il secondo si riferisce al sistema ideato da Shönberg che pone i dodici suoni del sistema europeo tutti sullo stesso piano gerarchico mentre nel sistema tonale ogni nota ha un peso diverso a seconda che sia dominante, tonica, ecc. Premessa questa che impose la presenza nei temi musicali di tutti e dodici suoni, (i 7 della scala diatonica più i 5 semitoni contenuti). Una risposta contro la casualità atonale, indicazione di rigore e ordinamento, senza tuttavia tornare alle relazioni cromatiche della tradizione.
Arnold Shönberg
Vienna 1874 – Los angeles 1951
Fondatore della Dodecafonia e personaggio di primo piano della Scuola Viennese nasce da una famiglia della borghesia ebraica. Autodidatta dal punto di vista musicale, ritenuto a ragione uno dei grandi maestri del XX secolo.
Le sue prime composizioni sono ancora investite da influenze post-wagneriane e romantiche, in particolare il lavoro sinfonico, per un organico costituito da un sestetto d’archi, “Verklärte Nacht”, in italiano Notte Trasfigurata, ispirato da una poesia di Richard Dehmel, dove le relazioni tonali e il cromatismo tradizionale vengono già toccate da novità euritmiche di appassionata energia, improvvisamente precipitanti in momenti di struggente dolcezza e poesia.
Una notte di luna lucente accoglie il travagliato duetto di 2 amanti. Lei si addolora di aver incontrato un uomo che non ama e con il quale ha concepito un figlio, per dare uno scopo alla propria vita. Una lata melodia dolce e premurosa: la risposta dell’uomo, che dolcemente, le dichiara il suo amore assoluto.
Decisamente emozionante l’esecuzione del Maestro Sinopoli con la Philharmonia Orchestra per la tedesca Grammophon.
Segue Shönberg
Umberto Zanobetti

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