L’accordo Berlusconi-Renzi risente ancora di quella autentica ossessione della casta della seconda repubblica di voler vanificare il voto degli italiani.

E’ un SUPERPORCELLUM perché non c’è il voto di preferenza, perché risente ancora, e qui lo denuncio apertamente, di quella autentica ossessione della casta della seconda repubblica di voler vanificare il voto degli italiani togliendo all’elettore di votare e scegliere il proprio Parlamentare.
Invito le forze politiche sane, ed anche amiche/ci e compagne/i nel PD, a fare un muro in difesa del voto di preferenza, ma un muro propositivo proponendo al rilancio un compromesso:
Introdurre una norma che prevede la facoltà per ogni singola lista di presentare i candidati o con la lista bloccata o con il voto di preferenza (vedi POST 1). Qui la struttura della proposta che rimanda alla scelta ed alla responsabilità delle forze politiche.
Ci troveremo di fronte a un sistema elettorale così delineato:
1) doppio turno di coalizione (N.B. e non di lista) con premio di maggioranza
2) sistema proporzionale e, si noti bene e veramente bene, voto di preferenza a discrezione del partito/lista.
3) soglia del 5% per ogni lista
Su questo schema ci possiamo lavorare tutti: sostenitori incalliti del maggioritario o nostalgici del proporzionale puro, amanti del sistema alla tedesca, avversari del voto di preferenza e fieri paladini dello stesso come me . E lavorarci attraverso referendum successivi.
Perché la mia proposta, il DIMARUM, è che, una volta approvato, saranno gli ITALIANI con più referendum, ovviamente abrogativi, a decidere sul modello definitivo.
Primo referendum: abrogare o meno quella norma che prevede la facoltà per ogni singola lista di presentare i candidati con la lista bloccata in alternativa al voto di preferenza facendo rimanere in vita solo il voto di preferenza.
Secondo referendum: abrogare o meno quella norma che introduce il doppio turno di coalizione con il premio di maggioranza. E qui, sul 2° referendum, si aprono due scenari.
A) Se gli italiani abrogano il doppio turno ed il premio di maggioranza ci troveremo di fronte ad un sistema come quello tedesco (che non è incostituzionale né demoniaco) con proporzionale e soglia al 5%.
B) Se, viceversa, gli italiani non abrogano (come io mi aspetto e mi auguro) ci troveremo di fronte al premio di maggioranza ed alla soglia del 5%, un sistema elettorale che non è né incostituzionale né una porcata.
Terzo referendum (eventuale e successivo): abrogare o meno quella norma che introduce quella soglia limitativa del 5% E qui tornano in gioco i sostenitori del proporzionale puro come alcuni miei autorevoli colleghi del ricorso alla Consulta. Ed in più, secondo me, la soglia limitativa del 5% difficilmente può convivere con il premio di maggioranza.
Affido il mio studio ed il DIMARUM a Pensalibero ed al direttore Nicola Cariglia ricordando, se non altro a me stesso, che mentre ho combattuto insieme ai soli miei colleghi del ricorso la battaglia contro il porcellum, Costituzione alla mano e per quasi 5 anni, c’è stata un’altra porcata costituita dalla CONGIURA DEL SILENZIO della stampa (TUTTA, tranne Pensalibero) e dei sedicenti intellettuali.
Non dico altro, ma propongo a Nicola Cariglia di scrivere a 4 mani la storia di questa battaglia negli aspetti scientifico/giuridici, ma anche sul ruolo avuto dalla stampa in questa vicenda evidenziando che oggi in Italia non conta la bontà dell’iniziativa che si porta avanti (e scusatemi la presunzione, ma con la battaglia contro il porcellum avevamo tanta bontà da vendere!) ma ….

Sono con te. Chissà che non ci si risvegli dal torpore collettivo!