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MPS è commissariato ed il legame di Siena con la sua banca sta per essere rescisso

di Nicola Cariglia | 4 Aprile 2013

siena-univerità-inchiestaMentre i dipendenti comunali propongono di non correre quest’anno il Palio a causa del dissesto delle casse municipali, il Monte dei Paschi –afferma Mazzoni della Stella – è tecnicamente in default. Impensabile il rimborso dei Monti bonds, le azioni passeranno al Tesoro.

Bisogna conoscere Siena per comprendere tutta la portata della proposta dei dipendenti del Comune, in arretrato con la riscossione degli stipendi causa il dissesto ormai accertato delle casse municipali. Si dovrebbero risparmiare gli 800 mila euro destinati alle due edizioni annuali del palio per assicurare una minore aleatorietà del ventisette del mese a vigili urbani, maestre d’asilo, impiegati, tecnici, giardinieri, etc.

Maggiore dimostrazione non poteva esserci di una città che assiste sbigottita al crollo di tutto quanto l’aveva resa importante, spesso in testa alle classifiche della qualità della vita: Monte dei Paschi e Università. Che però non sono i soli ad essere in dissesto, dovendosi aggiungere, appunto, il Comune e l’Azienda Sanitaria, tutti scossi da una voragine nei loro conti.

“ Negli ultimi due secoli – sottolinea Vittorio Mazzoni della Stella, già sindaco della città e vicepresidente di MPS – il palio è stato sospeso solo due volte, in occasione delle due guerre mondiali”.

Lasciando a chi di competenza stabilire le eventuali responsabilità di carattere penale, ciò che trova ogni giorno maggiore conferma è la grande e collettiva responsabilità di una dirigenza politica che, attraverso le successive metamorfosi, chiama in causa il PD e che ha sempre controllato strettamente tutti i gangli del potere cittadino, provinciale e di conseguenza bancario.

Quando, su Pensalibero, iniziammo il viaggio nei meandri delle disavventure MPS e senesi, accompagnati da Mazzoni della Stella, partimmo da un calcolo molto significativo. Nel 1997, quando Vittorio, da vicepresidente della Banca firmò il suo ultimo certificatissimo bilancio, in concomitanza con la trasformazione in Spa dell’Istituto, c’era un patrimonio netto contabile pari a 7,5 miliardi attuali e plusvalenze implicite tra gli otto e i dieci miliardi attuali. Il tutto secondo valutazioni prudenziali. Proprio in questi giorni è stato dato l’annuncio che il rosso per il 2012 è di tre miliardi e cento milioni, al netto degli oneri derivanti dalla sottoscrizione dei Monti bonds.

“ Tecnicamente è già default. A impedirlo sono ragioni di opportunità non solo italiane ma europee. In quindici anni sono stati bruciati ben oltre 20miliardi.  La conseguenza è semplice nella sua brutalità. Gli attuali amministratori sono commissari, non imprenditori del credito. Il loro compito  (e lo stanno assolvendo) è di svuotare i cassetti di tutti i titoli tossici e delle altre porcherie per consegnare, al termine del loro lavoro, una banca ripulita da tutta la spazzatura”.

Dopodichè, è evidente che Siena non sarà più padrona di quella che per secoli è stata la sua banca.

“Rimborsare il capitale e gli altissimi interessi (8,5%) dei Monti bonds, nelle condizioni attuali è impensabile. Quindi, fino da ora si può correttamente affermare che il Tesoro è azionista per l’82% di MPS, secondo accurati e autorevoli calcoli che tengono conto di quanto dovuto alla Stato per capitale e interessi. Il futuro della banca ex senese potrebbe essere pubblico. Lo spero, perché c’è un gran bisogno di una grande banca pubblica con il compito di gestire gli interventi pubblici nel settore del credito. Ma l’opzione ideologica o la necessità di recuperare capitali potrebbero portare ad una soluzione diversa: vendere ai privati, in tutto o in parte, la Banca finalmente ripulita.  In ogni caso, purtroppo, Siena non c’è, ha chiuso il suo lunghissimo legame con il “suo” Monte dei Paschi. I senesi chi ringraziare lo sanno molto bene”.

Pubblicato in : Il punto del Direttore

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. giocondo

    5 Aprile 2013 alle 12:15

    Sarebbe già un buon risultato un sindaco 5 stelle- Invece i senesi,utili idioti contin ueranno a votare per un Valentini o peggio comunque per qualc’uno della vecchia Banda Bassotti,cioè per “quelli” che hanno distrutto il Monte !
    A nessuno è venuto in mente di far restituire i soldi (rubati) ricevuti per amministrare Fondazione e Banca negli ultimi dieci anni? Cioè dovrebbero restituire: gettoni di presenza e qualsiasi altro emolumento percepito: TUTTI dico TUTTI I COMPONENTI AVVICENDATISI NEL TEMPO ALL?AMMINISTRAZIONE DI BANCA E FONDAZIONE E ORGANI DI CONTROLLO.! E non si invochi come ha fatto una medichessa per propria autodifesa la propria incompetenza. O che c’è andata a fa ? O chi c’è la mandata ?

    Rispondi
  2. natale

    4 Aprile 2013 alle 16:27

    Ma dove erano i Senesi-Etruschi quando succedeva tutto ciò. Consiglio di Amministrazione e Sindaci, Banda d’Italia etc., non hanno rilevato nulla di quello che stavano facendo? Mazzoni della Stella è l’unico che si era accorto di qualcosa? Vergogna. Gli Etruschi di oggi con il Babbo Monte come si deve avrebbero comprato il Mondo. Luca Pacioli di Sansepolcro insegnava: chi ha avuto deve dare, chi ha dato deve avere. E’ come se aveste arso in piazza del Campo i quadri di Michelangelo e Leonardo.

    Rispondi

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