• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Morire di plastica o di fame. Scontro fra ambientalismo esasperato e economia non etica

De la patata bollente e il cerino in mano. A chi tocca tocca.
In medio stat virtus. E la colpa morì in culla.

di Carla Ceretelli | 11 Novembre 2019

“La dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia”  sentenziava Aldous Huxley.

 

Beppe, il popolo ha fame!

“Mandateli a giocare nei giardini ex ilva”.

 

Abbiamo passato la settimana attanagliati da una inquietudine mista a disappunto, a volte  rabbia. Abbiamo assistito a prese di posizione opposte, come solitamente succede sotto il cielo italico. Ora pioviginoso come si addice all’autunno inoltrato. Un autunno non caldo ma bollente. Da altoforno. Ma basta ragionare un po’ e anche ascoltare le proprie emozioni per comprendere quanto sia  difficie, anzi, impossibile,  adeguarsi ad una delle due posizioni senza avere grossi dubbi,  con difficili  soluzioni. O nulle, addirittura, come asserisce  Giuseppi in visita a Taranto. Ma  il caso emblematico dell’Ilva dà adito  a un’  analisi della possibile esistenza di un equilibrio tra sviluppo industriale, sociale e sostenibilità ambientale. Per non parlare  dello  scontro tra Confindustria e sindacati sulle garanzie per l’occupazione.

E allora ci siamo messi a pensare quanto  questo dramma, che  rischia di trasformarsi in tragedia, perchè di questo si tratta, avrebbe dovuto e potuto  essere evitato se solo i governi   passati, avessero affrontato, per tempo, il problema e preso  decisioni virtuose. Ma la politica è sempre così, si dirà. Alcune scelte  sono  dolorose,e,  oltre l’aspetto umano e ideologico,   fanno perdere o acquisire voti. Ma, stavolta, di più. Ascoltando le varie  tesi e scuole di pensiero, ci siamo resi conto che si tratta proprio di scegliere  come nella parabola di re Salomone. La mamma, quella vera, lascia il proprio figlio all’altra, pur di salvarlo.

Abbiamo visto i cimiteri enormi, troppo vasti, con troppi morti, con le tombe di marmo bianco diventate di un giallo ocra, il colore,  vagamente color  ruggine. Il colore del ferro, comunque del metallo, delle polveri provocate dalla lavorazione   dell’acciaio. Ma abbiamo visto anche le lacrime di coloro che si sentono perduti senza lavoro, senza garanzia di camapare la propria famiglia.

Intanto si sente dire di  scudo penale, di   riconversione economica   di  rescissione. Termini poco o mai  usati dalla gente comune che non può davvero comprendere e tanto meno dare consigli come  spesso sono soliti  fare i  tuttologi. E impariamo  che  l’acciaio colato, non un metallo bensì una lega di  ferro e  carbonio ,  viene tagliato, ridotto in grossi “blocchi” detti  blumi o bramme che poi vengono laminati  per essere trasformati in lamiere, nastri, tubi, barre, profili. Ma tutto questo serve a ben poco.

 

Ma spippolando sul web si scopre anche che in Olanda, per esempio,  l’inquinamento non c’è. La Hoogoven di Ijmuiden, il più grande stabilimento  siderurgico dei Paesi Bassi ha  una produzione media di 5,5 milioni di tonnellate all’anno e occupa 26 mila persone.

L’ambiente della fabbrica e delle zone limitrofe viene mantenuto pulitissimo nel massimo rispetto per l’uomo e la natura.

 

E, allora, ci si pongono parecchie domande.

 

 

Note a margine.

 

 

Giuseppe Conte, l’avvocato del popolo che in queste ore accusa Arcelor Mittal di aver rotto il contratto di acquisto dell’Ilva senza alcuna seria motivazione, se non quella di non onorare i propri impegni, dovrebbe leggere il contratto di affitto dell’acciaieria con cui il gruppo franco-indiano si è assunto l’obbligo di gestire l’impianto.

 

Il paragrafo che dovrebbe interessare il Presidente del Consiglio, un avvocato che dovrebbe cogliere al volo la questione, è il 27.5, ovvero la clausola che fissa le regole in base alle quali l’affittuario può recedere dal contratto mandare tutti a quel paese, compreso Giuseppi.

 

Lo so che la faccenda ad alcuni di voi potrebbe sembrare affare da leguleio, ma quelle poche righe sono la chiave di un pasticciaccio brutto in cui si è infilato e per il quale rischia di pagare un prezzo piuttosto alto in termini di Pil, occupazione e di penali.

 

Ma andiamo con ordine, per spiegare nel dettaglio ciò che è accaduto.

 

Prima c’è l’inchiesta penale della Procura di Taranto che arresta i proprietari e dichiara fuorilegge la fabbrica, con l’accusa di violazioni delle norme ambientali. I Riva, cioè la famiglia di acciaierie, sono praticamente espropriati dell’azienda e questa, sotto minaccia della magistratura di chiudere tutto, è commissariata.

 

Dal punto di vista tecnico, per poter operare gli altiforni devono essere messi a norma, ma per esserlo non solo bisogna investire un mucchio di soldi, ma serve anche tempo. Per i duri e puri, tra i quali paiono esserci anche un paio di pm, bisognerebbe spegnere tutto, ristrutturare e poi ripartire. Ma un’acciaieria non è un lampadario che spegni ed accendi con un clic. Una volta che hai premuto l’interruttore, per farla tornare a splendere, ci vuole qualche anno

 

Maurizio Belpietro – 8 novembre 2019

 

 

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: confindustria, figlio, lavoro, lega, magistratura, natura, olanda, persone, presidente del consiglio, punto di vista, sindacati, soldi, sviluppo

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti