• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Monti non è il premier. E’ il commissario imposto all’Italia dall’Europa a trazione tedesca. E sarà così ancora per molti anni.

di Giancarlo Magni | 1 Gennaio 2012

In sede europea è stato fatto un accordo che è entrato in vigore, nel silenzio generale, in primis della nostra stampa ultrademocratica, lo scorso 13 dicembre, si tratta del nuovo “Patto di stabilità e crescita” rafforzato. 

Sgombriamo il campo da un’illusione nella quale ci siamo cullati o siamo stati cullati, ad arte. L’uscita di scena di Berlusconi non vale almeno 100 punti di spread, come dal centrosinistra e dall’ Udc ci avevano assicurato autorevolissimi esponenti, su tutti Enrico Letta, Massimo D’Alema e Pierferdinando Casini. Con la crisi che ha investito l’Italia non c’entrava niente quella che era stata definita “l’impresentabilità” dell’allora premier. E’ passato più di un mese dal passo indietro del Cav., è nato il nuovo governo fatto tutto di persone più che presentabili, è stata fatta la manovra, e lo spread veleggia ancora sopra o poco sotto i 500 punti. Le opposizioni a Berlusconi sono state abili, dal loro punto di vista,  a cavalcare la tigre della crisi e a farlo dimettere ma i problemi sul tappeto sono rimasti esattamente al punto dov’ erano. A questo punto bisogna dire la verità. Con Monti è iniziato un periodo di “commissariamento” della politica italiana che durerà anni, Monti rappresenta solo il primo anello della catena. Quando lascerà, non ha nessuna importanza se a primavera o al termine della legislatura, arriverà un altro personaggio simile, magari facendolo passare formalmente dalle elezioni con l’appoggio di questa o quella maggioranza, ma la sostanza sarà la stessa di oggi. Democrazia di fatto commissariata dall’Europa a trazione tedesca. E’ di tutta evidenza che un personaggio come il Cav., bunga bunga a parte, andava tolto di mezzo per portare avanti un’operazione di questo tipo. Questo tipo di analisi si basa esclusivamente sui numeri. Analizziamo alcuni fatti. Il debito pubblico italiano è di 1900 miliardi, pari al 120% del PIL. Dal 2012 abbiamo l’impegno di non creare deficit, vale a dire dobbiamo pareggiare entrate ed uscite. Ma più cresce lo spread, più aumentano gli interessi che come Paese dobbiamo pagare sul debito già esistente. Ogni punto di incremento costa all’incirca 19 miliardi. Che esista un differenziale con i bund tedeschi è fisiologico ma ora che il differenziale (lo spread) è più alto di 2/3 punti si arriva ad un aumento, attenzione aumento, della quota interessi, di circa 40/50 miliardi all’anno. Quindi per tenere il bilancio in pareggio bisogna, solo per questo, aumentare le entrate di 40/50 miliardi. Ovviamente se lo spread scende la cifra diminuisce fino ad annullarsi, come incremento, perché i nostri 70 miliardi di interessi li dobbiamo sempre pagare. Le cose sarebbero già preoccupanti così, ma c’è molto di più. In sede europea è stato fatto un accordo che è entrato in vigore, nel silenzio generale, in primis della nostra stampa ultrademocratica, lo scorso 13 dicembre, si tratta del nuovo “Patto di stabilità e crescita” rafforzato. Ebbene in virtù delle nuove regole europee quei paesi che hanno un rapporto debito/pil superiore al 60% (l’Italia è al 120) devono ridurlo al ritmo di 1/20 all’anno per la quota che supera il 60%. Vale a dire, per quello che ci riguarda, che in 20 anni noi dovremo azzerare, alle cifre di oggi,  la bellezza di 950 miliardi, cioè 47,5 miliardi all’anno. In aggiunta a quanto dobbiamo via via tagliare, grazie allo spread, per avere il pareggio entrate/uscite. I numeri ad oggi sono questi. Se lo spread diminuisce e il Pil aumenta, entrambe quelle cifre si riducono ma restano comunque imponenti. Ovvio che in questa situazione debbano stare al governo uomini che sono funzionali al Moloch europeo. Le dimissioni di Berlusconi sono state solo lo specchietto per le allodole per far passare una manovra di questo tipo, anzi per iniziare ad abituare il Paese ad avere governi di questo tipo. Del resto se ci collochiamo nella logica di questa Europa potevano essere tenuti o mandati al governo uomini espressione di una classe politica, da destra a sinistra, che ha contribuito, a partire dai primi anni80, aportare il Paese a questo disastro?

L’Italia è commissariata e la democrazia sospesa. Il fatto che i commissari siano, per ora, italiani non cambia la realtà delle cose. Resta da vedere, e la discussione è aperta, cosa fare per il futuro.

Pubblicato in : EditorialeTag: berlusconi, casini, classe politica, debito pubblico, democrazia, enrico letta, nuovo governo, politica italiana

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. an. de.

    3 Gennaio 2012 alle 19:27

    Non ho mai pensato di saper di politica, quella vera, ne’ tanto meno di economia …
    Però, mi sia consentito affermare che quando una famiglia è in serie difficoltà, non solo cerca di risparmiare su tutti i suoi consumi, ma cerca anche quelle risorse che potrebbero consentirle una sopravvivenza decorosa. Ho acquistato ultimamente 25.000 € di BOT, ma non so se molti altri italiani l’hanno fatto, se erano in grado di farlo.
    In tutti i discorsi che si sono sentiti, sull’onda degli eventi accaduti in questi ultimi mesi, non ho mai udito parlare di far rendere il nostro oro nero, trattato con sufficienza, come merce di nessun valore e lasciato all’incuria (artata).
    Parlo delle nostre giacenze culturali, di sicuro le maggiori al mondo. Perché allora, scavando tra i depositi dei nostri musei, non si incentiva il collezionismo privato? Non parlo di grandi opere, ma di oggetti d’uso quotidiano di cui esistono più che centinaia di doppioni (es. i reperti ceramici del Museo di Montelupo conta non si sa quanti oggetti che sono ripetizioni di modelli d’uso comune nelle varie epoche in cui sono stati prodotti).
    D’altro canto non è sopportabile sentir dire che i nostri beni culturali sono talmente tanti, che di tutti non è possibile occuparci: Qui è la miopia. Potrebbe esser possibile che la metà della popolazione attiva lavori in questo settore, se si rendesse autonomo ogni ente che si occupa di beni culturali. Del resto chi è ricco non paga le tasse e lo stato, che si dà il caso che sia formato soprattutto da cittadini (in maggioranza non proprio nababbi), non ce la fa più a governare una barca che non ha avuto nocchieri accorti, capaci di dirigerla con lungimiranza verso approdi sicuri. La cosiddetta legge di stabilità ha solo tagliato. Quest’ultima manovra ha solo tassato e sempre i soliti noti. Non mi pare che questa sia politica.
    Perlomeno la politica capace di osservare l’orizzonte e di fare scelte lungimiranti.
    Se siamo incapaci, vendiamo allora i nostri beni culturali. Il pareggio di bilancio arriverà nei termini richiesti e soprattutto forse qualcuno sarà capace di fare quello che noi non facciamo: tutelarli e offrirli a chi voglia vederli. An. De.

    Rispondi
  2. LUIS

    2 Gennaio 2012 alle 13:38

    Tutto condivisibile, anche i commenti.
    Penso però che si esorcizzi un aspetto: si continua a parlare di debito pubblico italiano, di spread fra bot italiani e tedeschi, di governo italiano, insomma di Italia. Siamo proprio sicuri che alla fine a saltare non sia proprio l’unità nazionale come la conosciamo da 150 anni? Siamo sicuri che non avverrà un passaggio dall’attuale stato di protettorato ad annessioni parziali o differenziate magari surretizie (tipo Repubblica Ceca o Slovenia o Croazia ecc.). Perché non aprire una riflessione spregiudicata su queste probabili prospettive? E’ evidente che nel caso nulla potrebbero l’esercito o i carabinieri. Perché non parlarne? Ne abbiamo paura?

    Rispondi
  3. puccio cartoni

    1 Gennaio 2012 alle 20:49

    Non occorre continuare ad elencare le malefatte italiche . Bisogna cercare il sistema per eliminarle ,che non è certo quello di togliere voce agli elettori. E sino a quando un Presidente della Repubblica non approverà una norma che dimezza i parlamentari ed i loro benefici ,abolendo liquidazioni e pensioni ( dove sta scritto,nella nostra Costituzione ,che tutti,a parole,vogliono “difendere”?) ,sarà difficile parlare di risparmi,di lotta alle evasioni ,di credibilità e responsabilità nazionali.Altro che “chiedere sacrifici” ,l’appello all’ “armiamoci e partite “non è più credibile,se mai lo è stato …

    Rispondi
  4. Alberto Lopez

    1 Gennaio 2012 alle 20:42

    Nuovo Patto ratificato dal precedente esecutivo. Insieme alle nuove norme, imposte dall’Eba che risultano particolarmente penalizzanti per gli istituti di credito italiani e più vantaggiose per quelli francesi e tedeschi. Accettate nella più totale indifferenza dal governo Berlusconi. Evidentemente, in altre faccende affaccendato.
    Per il resto, non ci si può aspettare che il governo Monti possa dove il precedente ha fallito a Parlamento immutato, soprattutto sul versante della lotta alle corporazioni ed alle rendite. Il Parlamento farà solo concessioni su quanto di marginale la maggioranza relativa che sosteneva il precedente governo era già, allora, pronta a mettere in discussione (e. g. le pensioni -a cui si opponeva solo la Lega- ; in piccola misura il mercato del lavoro).
    D’altra parte, gli altri governi europei non eccellono certo per visione politica. La miopia della Merkel è disarmante. L’unica che avrebbe in Europa l’autorevolezza per guardare al tutto e decidere di conseguenza, invece, si ostina a guardare la parte: nemmeno per i tedeschi il crollo dell’eurozona sarebbero bruscolini ( e la confindustria tedesca lo ha già capito). La posta varrebbe il coraggio di scelte impopolari. Coraggio che per calcolo (sbagliato) politico a maggior torto non trovano i nostri.

    Rispondi
  5. piero tirinnanzi

    1 Gennaio 2012 alle 16:58

    é dal mese di dicembre che penso e sostengo come ho postato da piu parti che la manovra del presidente Napolitano assomiglia molto a un colpo di stato ordito da germania e francia. ed ha avuto un gran coraggio a chiedere sacrifici ai ceti piu deboli mentre non ha preso posizione affinche il “governo Monti”avesse piu coraggio per colpire anche “caste” mi spiace ammetterlo ma il “berlusconi” ha vinto ancora .
    cordiali saluti Piero Tirinnanzi

    Rispondi
  6. michele

    1 Gennaio 2012 alle 16:07

    Allora avevo ragione:l’Europa non si fida degli italiani non di Berlusconi, tragica maschera di furbismo(scusate il neologismo) all’italiana. Un furbismo che, alla lunga, si è trasformato nella condanna unanime dei paesi civili dell’Italia. Quel furbismo stupido che fa pensare sempre allo stellone per risolvere i problemi o che qualcun altro li risolverà per noi, quel furbismo che ci fa pensare di essere particolarmente intelligenti a chiedere 10 euro al turista per un caffè al bar o che ci fa guardare ammirati l’avvocato con la Porsche o il gioielliere con lo yacht sapendo che dichiarano 10.000 euro l’anno e che, in pratica stai pagando tu la scuola o l’appendicectomia dei suoi figli. quel furbismo che ci pensare che tanto il posto al figlio lo troverà il cugino del cognato dello zio di tua suocera perchè lo hai votato alle elezioni e poi è “mezzo parente” , è corrotto ma mezzo parente e quindi non ti può rifiutare il favore. Quel furbismo che ti fa lecchino con i superiori anche se ti senti ( e forse sei) migliore e dispotico con i tuoi sottoposti tranne la segretaria carina con i maglioni attillati tanto sai che non farai carriera per meriti ma per ” fedeltà” alla cordata giusta. Dobbiamo continuare ad elencare le malefatte italiche?

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Giorgio Pizzol su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luca Bagatin su Il disagio giovanile italiano ed europeo
  • Luca Bagatin su Ucraina: il tradimento di Trump mette a nudo le contraddizioni politiche italiane
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti