
Alexandru Munteanu ha prestato giuramento come Primo ministro della Moldavia nel corso di una cerimonia alla quale hanno partecipato la presidente Maia Sandu e il presidente del Parlamento, Igor Grosu. Economista di 61 anni con esperienze alla Banca Mondiale e alla Banca nazionale della Moldavia, Munteanu entra per la prima volta in politica con l’obiettivo di guidare il percorso del Paese verso l’adesione all’Unione Europea.
La sua nomina è stata approvata dal Parlamento, che venerdì gli ha accordato la fiducia con 55 voti su 101, a seguito delle elezioni di settembre che hanno consegnato al Partito Azione e Solidarietà (PAS), forza di governo guidata da Sandu, un successo netto sui rivali filorussi. Il PAS ha superato la soglia del 50% dei consensi, mentre il Blocco Elettorale Patriottico (BEP) si è attestato al 24,2%.
Secondo le autorità di sicurezza nazionale, la tornata elettorale è stata segnata da un’“inedita” campagna di interferenza ibrida russa — tra disinformazione, compravendita di voti e tentativi di fomentare disordini — volta a indebolire la spinta pro-europea del Paese.
«Abbiamo un’opportunità unica di essere il governo che porterà la Moldavia nell’Unione Europea», aveva dichiarato Munteanu prima del voto di fiducia. A margine dell’insediamento, Sandu ha auspicato un cambio di passo: «Dopo anni di crisi e sfide, serve un esecutivo concentrato sullo sviluppo e capace di completare la trasformazione della Moldavia in uno Stato europeo moderno». Rivolgendosi al nuovo Consiglio dei ministri, la presidente ha quindi invocato «fiducia, risultati, forza e saggezza nelle decisioni, e unità nell’azione, per il bene della Repubblica di Moldova e del suo popolo».
Marco Tabili

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