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Milano via Cavalcanti, dopo 12 anni chiude la moschea abusiva: «Restituita serenità al condominio»

Dopo dodici anni di procedimenti civili e amministrativi si chiude la lunga vicenda della moschea abusiva di via Cavalcanti 8, ricavata all’interno di un magazzino seminterrato e frequentata, nei momenti di maggiore affluenza, anche da centinaia di persone. L’accordo raggiunto prevede la cessazione definitiva dell’utilizzo improprio dei locali e il pagamento di alcune somme, tra cui parte delle spese condominiali arretrate e delle spese legali sostenute. Ne parliamo con l’avvocato Gennaro Colangelo dello Studio Boreatti Colangelo, che ha assistito il Condominio fin dall’inizio della controversia.

di Luca Rampazzo | 5 Agosto 2026

Dopo dodici anni di procedimenti civili e amministrativi si chiude la lunga vicenda della moschea abusiva di via Cavalcanti 8, ricavata all’interno di un magazzino seminterrato e frequentata, nei momenti di maggiore affluenza, anche da centinaia di persone. L’accordo raggiunto prevede la cessazione definitiva dell’utilizzo improprio dei locali e il pagamento di alcune somme, tra cui parte delle spese condominiali arretrate e delle spese legali sostenute. Ne parliamo con l’avvocato Gennaro Colangelo dello Studio Boreatti Colangelo, che ha assistito il Condominio fin dall’inizio della controversia.

Avvocato Colangelo, dopo dodici anni questa vicenda può dirsi davvero conclusa?

«Sì. Desidero innanzitutto esprimere la mia soddisfazione per la definizione di una vicenda che si è protratta per oltre dodici anni e che finalmente ha trovato una soluzione condivisa. È un risultato importante per il Condominio che ho assistito fin dall’inizio e che ha dovuto affrontare un contenzioso lungo e particolarmente complesso, sviluppatosi sia davanti al giudice civile sia davanti a quello amministrativo.»

Che cosa prevede l’accordo raggiunto?
«L’accordo definisce i rapporti tra le parti e prevede il pagamento di alcune somme dovute, tra cui parte delle spese condominiali arretrate e delle spese legali sostenute durante il contenzioso. Si tratta di una soluzione transattiva che consente di chiudere definitivamente i diversi procedimenti ancora aperti.»

Qual è il risultato principale ottenuto dal Condominio?

«Il punto essenziale è l’impegno a non utilizzare mai più quei locali in modo improprio. Il magazzino non potrà più ospitare una moschea né finché resterà di proprietà dell’associazione, né successivamente, in caso di vendita. Dopo anni di utilizzo incompatibile con la destinazione dei locali e con le regole condominiali, viene finalmente ristabilita una situazione di legalità e di corretta convivenza.»

Nel corso della controversia era intervenuto anche il Comune di Milano con l’acquisizione del magazzino. Come valuta quel passaggio?

«È un aspetto che merita attenzione. Il Comune aveva adottato un provvedimento particolarmente incisivo, diretto all’acquisizione del magazzino al patrimonio comunale. Come rilevato dal TAR, però, quel provvedimento è stato annullato per carenze istruttorie. Questo dimostra che anche l’azione dell’amministrazione avrebbe richiesto maggiori verifiche e un approfondimento più accurato prima di assumere una decisione di tale portata.»

Che cosa resta di questa lunga battaglia giudiziaria?

«Resta certamente la consapevolezza dei tempi enormi che i cittadini possono essere costretti ad affrontare per ottenere il rispetto di regole che dovrebbero apparire elementari. Per dodici anni la vita del Condominio è stata profondamente condizionata da questa situazione. Oggi, però, prevale la soddisfazione per avere raggiunto un risultato definitivo, restituito serenità ai condomini e chiuso una vicenda tanto complessa quanto delicata.»

Luca Rampazzo

Pubblicato in : Primo piano

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

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