Il 21 aprile 2017 è stato approvato alla Camera il testo del decreto legge Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento. I voti favorevoli sono stati 326, contrari 37, 4 gli astenuti; il provvedimento, che passa ora all’esame del Senato, introduce le Dat (Dichiarazioni anticipate di trattamento), con il diritto per i pazienti di rifiutare le cure. Dopo anni di indugi, omissioni, sordità, finalmente anche in Italia avremo una legge che regolamenta alcuni aspetti fondamentali del fine vita, restituendo la scelta a colui che ne è il depositario più legittimo. Nessun medico potrà mai comprendere sino in fondo lo stato dell’individuo che ha di fronte: i narratori onniscienti esistono solo nei romanzi. Il medico può solo inferire un quadro generale, fondato sulla lettura (anche esaustiva e rigorosa) di una serie di sintomi visibili dall’esterno.
C’è un luogo, a Milano, dove si fa testamento biologico dal 2009: è la libreria Claudiana di via Sforza 127/A, attigua alla Chiesa Valdese, dove si uniscono cultura, fede e rispetto per la vita. Nicla Stucchi, moglie dell’immunologo Alberto Mantovani, segue dai suoi primi passi l’iniziativa.
Da quanto tempo la Chiesa Valdese raccoglie il testamento biologico?
Dal 2009, all’indomani della storia di Eluana Englaro, morta il 9 febbraio, al termine della battaglia del padre Beppino, durata 17 anni.
In cosa consiste questa iniziativa?
La Chiesa Valdese di Milano ha aperto uno sportello dove tutti i cittadini possono consegnare la proprie Direttive Anticipate di fine vita (comunemente chiamate “testamento biologico), perché vengano conservate nei suoi archivi. Esse vengono consegnate di fronte a testimoni, in busta chiusa, sigillata con la firma dell’interessato e la nomina di un garante di fiducia.
Queste direttive hanno valore vincolante?
Per il momento no, poiché non esiste ancora una legge (che ci auguriamo venga approvata definitivamente nei prossimi giorni). Ma il testamento biologico ha avuto, in questi anni, un chiaro potere condizionante nei confronti dei medici curanti.
A Milano com’è la situazione?
Dal 2012, anche a Milano esiste un registro dove è possibile indicare il luogo di deposito del proprio testamento biologico e la nomina dei fiduciari. Coloro che vengono da noi ed effettuano il testamento biologico, sono accuditi, assistiti e i documenti vengono poi registrati in Comune. In questi anni oltre 1.000 milanesi si sono avvalsi di questo servizio.
Tra la visione del testamento biologico della Chiesa Valdese e il testo di legge in esame alla Camera trovi delle differenze?
Il giudizio che posso dare è del tutto provvisorio, sino all’approvazione del testo definitivo. Ma mi pare di individuare uno spostamento del baricentro a favore del medico. Viene, in altri termini, lasciato meno margine di scelta al paziente che, in realtà, è l’unico a conoscere davvero il suo stato e a poter decidere.
Questi sono i documenti per il testamento biologico, che potrete trovare anche al link:
http://www.milanovaldese.it/attivita/testamento-biologico.php
Giuliana Nuvoli (lavocemetropolitana.it)

Lascia un commento