Non si può non rilevare come alle ultime elezioni complessivamente si sia registrata una brusca frenata di un voto caratterizzato come civico: il mancato quorum di + Europa della Bonino e la perdita di voti della Lista piemontese caratterizzata come “di Chiamparino” sono stati la conferma del fatto che la lista “gregaria” segua la fortuna politica di altri partiti o personalità che siano.
È però altrettanto indubbio che uno spazio politico resta significativo ed in crescita – anche nel Piemonte della sconfitta più dura, la somma delle liste civiche sciaguratamente divise, in sette micro – liste per inseguire un seggio in Consiglio dalla lotteria dei resti – è superiore al 10%.
Nello stesso giorno e seggio delle europee, le civiche ottengono nei Comuni percentuali importanti (a Verbania oltre il 10%, a Reggio Emilia quasi il 6%, a Bergamo, con la lista Gori percepito come “civico”, addirittura la maggioranza degli eletti in Consiglio) che non trovano riscontro nelle elezioni di livello superiore.
Essere protagonisti ed attori in questo spazio politico richiede quindi un salto di qualità dell’azione politica per dare vita ad un soggetto autonomo e diverso, caratterizzato politicamente per proprie idee forti e “radicali”, radicato nel territorio: cioè nel Nord, nei temi dell’autonomie federale, dello sviluppo e del rispetto della “morale civica”. Si parte dal contenuto e non dal contenitore e non si parte con un leader, che emergerà per adesione o cooptazione, non necessariamente tra le file dei civici della “prima ora”.
La nostra ipotesi è quella di un soggetto autonomo che si caratterizza sui contenuti e territorio e partecipa con propria identità politica definita, portatrice di un “pezzo” di progetto politico più ampio e non come mero “mosaico” di gruppi dirigenti locali scollegati politicamente fra loro, la nostra identità parte da “Alleanza” (vale a dire rapporto tra varie liste e soggetti) ma deve tendere a evolversi in un soggetto unitario, come raggruppamento di “Europeisti, nordisti, ambientalisti”.
Cominceremo, o meglio continueremo a discuterne nella serata al Cam Garibaldi convocata da tutte le diverse associazioni civiche milanesi che in questi anni hanno avuto un ruolo politico determinante nella realizzazione del cosiddetto “modello Milano”, con maggioranze elettorali che hanno portato all’elezione di Giuliano Pisapia prima e Beppe Sala poi, confrontando e cercando di mettere a sistema le diverse iniziative che ci hanno visto protagonisti, dalla bella realtà regionale che Elisabetta Strada ha messo in piedi come rete del civismo lombardo in poco più di un anno di lavoro, a quella delle liste civiche di Lombardia, Piemonte, Liguria che è già una realtà consolidata, a tante altre. che proprio a Milano hanno visto l’avvio ed in molti casi il successo, come quella dei ragazzi di “Volt”, dei professionisti di Filo Europa ed altre ancora.
Il parere di ciascuno di noi è importante, oggi più di sempre: spero di ascoltarne numerosi la sera del 9 luglio alle 20.30.
Franco D’Alfonso

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