Insospettati i meccanismi ed i comportamenti inusuali che la lunga corsa verso le elezioni politiche del 2006 è capace di innescare nelle forze politiche.
A Firenze e in Toscana, la Pace non è più così pacifica. Non è il valore assolutamente prioritario, da ostentare o da brandire, secondo circostanza e convenienza.
Se il Consiglio regionale della Toscana ha addirittura mandato alle ballodole la grande invenzione dell’Agenzia per la Pace frutto del grande Inventato, l’assessore al Perdono (sic! In Toscana esiste un assessorato al Perdono), non è stato da meno il sindaco di Firenze Domenici.
Come Pensalibero aveva scritto, a Domenici, oltre che a Clementina Forleo (gip garantista per i presunti terroristi, non sappiamo se anche per gli altri, come riteniamo giusto dovrebbe essere), era stato assegnato il riconoscimento della mezzaluna d’oro, con una motivazione che alludeva anche al suo rifiuto di assegnare il fiorino d’oro a Oriana Fallaci.
Pressato dalle polemiche e fiutando possibili complicazioni, il sindaco si è un po’ defilato (non del tutto). Prima ha detto che non accettava la motivazione nella parte che coinvolgeva la Fallaci. Poi ha fatto sapere che nessuno aveva richiesto di svolgere la cerimonia della consegna della mezzaluna in Palazzo Vecchio.
Il giorno previsto ( 7 dicembre) in realtà la cerimonia si è svolta proprio in Palazzo Vecchio. Ma, a ritirare la mezzaluna, non c’era Domenici, bensì Lorenzo Marzullo (PdCI), presidente della commissione consiliare per l’immancabile pace.
Mezzaluna d’Oro: Domenici manda Marzullo
Una serie di contorsioni per nascondere l’imbarazzo e cercare di glissare le polemiche

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