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Metropoli in fallimento? Minacci e alzi la voce tanto ci pensa il governo Pantalone. Caro Renzi a carnevale ogni scherzo vale!

di Cesare Mannucci | 2 Marzo 2014

Fa arrabbiare il doppiopesismo della politica che tende la mano alle grandi città e penalizza invece le migliaia di comuni virtuosi che compongono il tessuto connettivo del Belpaese.

renzicarnevaleConti in rosso con una voragine nel bilancio? Fai la voce grossa minacci il governo e i forzieri depredati da anni di spreco sono di nuovo pieni di monete d’oro per l’immarcescibile bengodi di sempre. A patto che tu sia il primo cittadino di una grande città o di Roma Capitale. Primi grattacapi per il sindaco-premier alle prese nei giorni scorsi con le minacce del numero uno del Campidoglio Ignazio Marino di far coprire la città eterna di rifiuti, senza trasporti pubblici, mettendo a rischio la cerimonia di canonizzazione dei due Papi in seguito all’ennesimo ritiro al parlamento del decreto “Salva Roma”. Ma la boutade di Marino non è una novità, prima di lui anni fa fece lo stesso il sindaco di Catania per scongiurare il fallimento e il dissesto economico della bella città ai piedi dell’Etna. Centrodestra e centrosinistra uniti nel passato e nel presente nel ricatto al governo al fine di evitare una nuova gestione draconiana della cosa pubblica nel pieno rispetto del patto di stabilità interna. Ma quello che fa più arrabbiare le persone come il sottoscritto che in passato ha ricoperto la carica di sindaco di un comune dell’hinterland milanese di 12 mila abitanti è il doppiopesismo della politica che tende la mano alle grandi città e penalizza invece le migliaia di comuni virtuosi che compongono il tessuto connettivo del Belpaese. Sortirebbero lo stesso risultato le grida di dolore del sindaco veneto di Sommacampagna, di Paganico Sabino nel Lazio, piuttosto che quello Racalbuto in terra siciliana se si trovassero, con le dovute proporzioni, nelle stesse condizioni di Roma e di Catania? Il governo eviterebbe il loro dissesto con la soppressione di importanti servizi a domanda individuale che metterebbero in crisi migliaia di famiglia? Certo si obietterà che i numeri e le proporzioni sono diverse e l’immagine che l’Italia darebbe agli osservatori stranieri potenziali nostri investitori sarebbe davvero pessima. Ma la sofferenza a nostro avviso non può avere una discriminante, la Costituzione repubblicana ci pone tutti quanti sullo stesso piano in ogni zona geografica della nostra penisola. Noi pensiamo che sia un fatto di costume e di buona politica non fare distinguo e creare evidenti disparità e discriminazioni. Il decreto “salva Roma” è infatti ancora una volta l’ennesima dimostrazione che la politica non vuole prendere atto che a livello globale è in atto un processo di cambiamento epocale. E noi come sempre stiamo perdendo il treno. Da queste colonne da mesi sosteniamo che gli sprechi e la burocrazia eccessiva sono il vero freno alla ripresa del paese e non c’è cambio di direzione  e di guida del governo che tenga. Renzi sino alla settimana scorsa era in trincea in prima linea sullo scranno più alto di palazzo Vecchio e queste cose le ha toccate giorno per giorno con mano per cinque anni come sindaco e per altri 10 come presidente della provincia di Firenze. Per la nostra pubblica amministrazione è necessaria una seria cura dimagrante sul personale in eccesso, e nonostante la follia del patto di stabilità interna per i comuni (formica) che da sempre chiudono i bilanci in attivo, di contro è necessario che i comuni (cicala) che hanno sperperato le risorse pubbliche (i soldi delle nostre tasse) vadano in fallimento e ripartano da una nuova e attenta gestione delle risorse. L’allora ministro dell’Economia Tremonti ha fatto diventare legge il giusto principio che i cattivi amministratori pubblici che hanno mandato in malora, comuni, province e regioni rispondano personalmente delle loro malefatte ed incapacità. Possibile che la legge c’è e come sempre non possa essere applicata?

Pubblicato in : Editoriale

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

Interazioni del lettore

Commenti

  1. michele

    3 Marzo 2014 alle 13:19

    il problema, almeno a mio parere, non è il ” salvaroma” perché è probabile che sia anche necessario. Il problema è che se non si modifica l’andazzo di riempire le “municipali” di amanti, parenti, consulenti, amici ed elettori più o meno grandi questo decreto rischia di diventare inutile già dall’anno prossimo stante che il solo ATAC ed AMA accumulano perdite per oltre un miliardo di euro l’anno. Marino, a fronte del non indifferente impegno degli italiani, si impegna a sua volta a risanare le municipalizzate senza guardare in faccia a nessuno?

    Rispondi
    • Cesare Mannucci

      5 Marzo 2014 alle 10:23

      Ottima osservazione Michele, se Marino si libererà di lacci e lacciuoli non solo della burocrazia ma anche dalle posizioni decisamente anacronistiche delle organizzazioni sindacali confederali, forse davvero si potà mettere mano ai costi e alle inefficienze delle controllate delle pubbliche amministrazione, Non si chiede la massimizzazione dei profitti, ma solo la funzionalità, l’efficacia e l’efficienza degli stessi che fanno a pugni con gli stipendifici dei cortigiani della corte dei miracoli della politica. Non abbassiamo la guardia Michele e buona giornata visto che oggi finalmente sembra sbocciare la primavera!

      Rispondi
  2. Giampaolo Mercanzin

    3 Marzo 2014 alle 00:00

    Caro Mannucci, Lei avrà senz’altro letto quella branchia del DIRITTO che parla di “scelte tragiche” sulla quale è stato fatto anche un buon libro. Ecco negli stati di estrema necessità si usa questo metodo, che può essere anche equiparato al male minore. es. Deve vivere la madre o il bambino? Se il gancio tiene una sola persona. è lecito tagliare la corda di quello/i sottostanti? Se c’è un’alluvione si lascia l’Arno che distrugge Firenze o si pratica una falla prima o dopo, secondo le convenienze? Vi sono cose giuste e cose opportune. In questo caso però lo Stato-coniglio non è in grado di scegliere e quindi amministratori e dirigenti incapaci, alla fine ottengono anche i premi di produttività. Questa è l’Italia buonista amico mio (mi passi la confidenza).

    Rispondi
    • Cesare Mannucci

      3 Marzo 2014 alle 09:54

      Che che dire caro Giampaolo (io dalla confidenza passo alla sfacciataggine) sottoscrivo in toto questo brillante e intelligente commento….fidiamoci per una volta della nostra cara Chiara Boriosi, speriamo davvero che il premier Renzi faccia davvero delle scelte coraggiose per il bene del nostro amato Paese!
      con amicizia,
      Cesare

      Rispondi

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