Senza seguire un andamento oggettivamente lineare e senza volere essere un libro di storia e di antropologia in senso scientifico ed accademico, così come avverte l’editore nella prefazione, “Merlino, un mito italico” di Bernardo Tavanti ci conduce alla scoperta di una figura mitologica e letteraria, quella appunto di Merlino, che rimanda ad una sorta di “inconscio collettivo” dalle origini toscane, contrariamente alla ben più diffusa versione che lo colloca invece nelle regioni d’oltralpe.
L’originario Myrddin, da molti posto in continuità con Merlino, con il quale è da evidenziare anche un’assonanza del nome stesso, era – ci spiega Tavanti –, un guerriero che perse il senno in seguito ad una battaglia e si rifugiò in una foresta, dove iniziò a vivere allo stato selvaggio. Questa testimonianza del primo Merlino compare in alcuni poemi gallesi, pervenutici in trascrizioni, del XII secolo. Dal Myrddin della cultura celtica si passò poi al nome vero e proprio di Merlino, testimoniato in tre celebri opere di Geoffrey di Monmouth: l’Historia Regum Britanniae, la Prophetiae Merlini e la Vita Merlini. Troviamo poi, continua Tavanti, Merlino e Re Artù nelle avventure tradotte in francese da Maistre Wace nel Roman de Brut e nel Roman de Rou (metà del XII secolo); ma l’incantatore Merlino sarà assoluto protagonista nel Merlin di Robert de Boron (inizi del XIII secolo). Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/merlino-un-mito-italico-tra-letteratura-toponomastica-e-antropologia_2676.html

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