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Meriti di Giorgetti

La situazione dei Comuni italiani resta critica. Per anni, gli amministratori locali hanno dovuto fare i conti con limiti datati, come i tetti fissati su base 2008 e 2011-2013, che hanno ingessato la gestione del personale e ostacolato la funzionalità di enti sempre più al centro delle esigenze dei cittadini. Anni di vincoli rigidi, tagli lineari e burocrazia soffocante hanno messo in difficoltà amministrazioni locali già fragili, riducendo la capacità dei sindaci di garantire servizi essenziali ai cittadini e di programmare interventi strutturali.

di Eugenio Fusignani | 19 Novembre 2025

La situazione dei Comuni italiani resta critica. Per anni, gli amministratori locali hanno dovuto fare i conti con limiti datati, come i tetti fissati su base 2008 e 2011-2013, che hanno ingessato la gestione del personale e ostacolato la funzionalità di enti sempre più al centro delle esigenze dei cittadini.  

Anni di vincoli rigidi, tagli lineari e burocrazia soffocante hanno messo in difficoltà amministrazioni locali già fragili, riducendo la capacità dei sindaci di garantire servizi essenziali ai cittadini e di programmare interventi strutturali. Il Governo, nel suo complesso, ha prodotto misure parziali e tardive, incapaci di affrontare in modo organico la questione delle autonomie locali e della spesa comunale. La legge di bilancio e i decreti attuativi finora approvati hanno mostrato grande prudenza e poca visione strategica, lasciando i Comuni in una condizione di stallo, con vincoli che in alcuni casi risultano anacronistici e paralizzanti, come i tetti di spesa sul personale fissati ormai più di un decennio fa.

In questo contesto, l’intervento del Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, all’Assemblea nazionale dell’ANCI a Bologna rappresenta una nota di concreto pragmatismo e competenza. La sua disponibilità ad alleggerire i vincoli alla spesa per il personale, con particolare attenzione ai Comuni più piccoli, va letta come un segnale politico di grande rilevanza. Non si tratta di un’azione simbolica, ma di un passo concreto per valorizzare figure essenziali come educatori, vigili urbani e personale tecnico-amministrativo, oggi limitate da regole ormai obsolete.

Ancora più significativo è il lavoro del ministro sul fronte della riscossione e della gestione dei crediti tramite Amco, pensato per garantire maggiore efficienza e autonomia ai Comuni in difficoltà. Strumenti moderni e ben calibrati, che offrono la possibilità di programmare il futuro senza essere soffocati dai vincoli della finanza pubblica centrale. In un quadro dove il Governo appare spesso prigioniero di equilibri politici interni e di interessi divergenti, l’azione puntuale di Giorgetti emerge come esempio di serietà, competenza e capacità di ascoltare le esigenze concrete del territorio.

Non possiamo però nascondere le insufficienze del quadro complessivo. Se da un lato il Ministro Giorgetti si muove con pragmatismo e concretezza, dall’altro il Governo resta incapace di proporre una riforma organica delle autonomie locali e della gestione delle finanze comunali. I provvedimenti restano parziali, frammentari e destinati a produrre effetti limitati se non inseriti in un disegno coerente. La politica nazionale continua a sottovalutare la centralità dei Comuni come presidi di democrazia e sviluppo, riducendo così la capacità dello Stato di intervenire efficacemente nei territori.

Come ricordava un grande repubblicano come Oliviero Zuccarini nella sua relazione sulla “Costituzione regionale”, presentata alla Costituente: «Il Comune è nell’ordinamento dello Stato italiano nucleo fondamentale della libertà o dei diritti del cittadino. Entro i limiti fissati dalle leggi generali è autonomo nella sua interna struttura, nelle sue attribuzioni e nelle sue funzioni.»

Queste parole restano oggi di stringente attualità: alleggerire vincoli, riconoscere autonomia gestionale e garantire strumenti finanziari adeguati non è solo giusto, ma indispensabile per la tenuta democratica del Paese.

I Repubblicani riconoscono e apprezzano la visione concreta del Ministro Giorgetti, che riesce a muoversi con competenza all’interno di un contesto politico complesso. La sua capacità di combinare pragmatismo e attenzione ai Comuni rappresenta un esempio virtuoso di come si può governare con responsabilità, anche in un momento di difficoltà generale. Allo stesso tempo, però, è evidente che il resto del Governo continua a mostrarsi lento e incapace di affrontare le sfide strutturali: una politica che dovrebbe essere al servizio dei Comuni non può limitarsi a interventi sporadici, ma deve aprire finalmente una fase di riforme organiche, capaci di restituire autonomia, efficienza e responsabilità ai territori.

Per i Repubblicani, l’insegnamento è chiaro: la politica utile è quella che conosce i problemi concreti e li affronta con strumenti adeguati. E in questa prospettiva, la figura di Giorgetti e il suo intervento all’ANCI rappresentano non solo un merito puntuale, ma anche un modello da cui guardare per il futuro della gestione pubblica locale. Se vogliamo Comuni forti, efficaci e responsabili, è proprio questa strada che va percorsa.

Eugenio Fusignani

(da La Voce Repubblicana)

Pubblicato in : Editoriale

Info Eugenio Fusignani

Eugenio Fusignani è Cavaliere della Repubblica e membro del Tribunato di Romagna. Laureato in Economia aziendale e marketing, svolge l’attività di geometra come libero professionista. Dal 2021 è presidente nazionale di Culturalia, settore culturale dell’Agci. Iscritto al Partito Repubblicano Italiano dal 1976, attualmente è Segretario regionale del Pri dell’Emilia-Romagna. Dal 2016 è vicesindaco del Comune di Ravenna

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