Io ho visto e incontrato angeli camuffati da persone ordinarie che vivono vite ordinarie.Tracy Chapmam
Mentre il teatrino della politica blatera a destra e a manca e si abbuffa sull’amatriciana
Sfilano le nostre vere eccellenze, uomini e donne in prima linea.
Prima fra tutte la Titti Postiglione. Fra le nostre eccellenze. Quelle del nostro grande grandissimo martoriato torturato, maltrattato, seviziato, martirizzato, vessato Paese.
Attraverso l’esperienza di altre catastrofi purtroppo, tutti pronti a intervenire. In modo equilibrato organizzato. Con gli elicotteri a pale ferme in attesa di essere chiamati. Credo che nel mondo abbiamo dato prova di grande forza civiltà competenza. Altro che americani..
Gli americani non ce l’hanno i paesini medievali arroccati dove i caterpillar non ce la fanno ad arrivare.
E’ vero, come ha detto Boschi, non la Mariele per carità, recitando la solita solfa si sarebbe potuto e dovuto fare di più, fin dai tempi del Belice . Si è sgolato nel dire quel che si doveva fare. Ma quello che ci frega a noi è la corruzione a tutti i livelli. Temiamo perfino di mandare i due eurini via sms.. che ne abbiamo sentite di tutti i colori.
Quello che ci manca è la fiducia. Matteo urla a destra e a manca di dargliela sta fiducia..ma quando il bel Cantone, scelto e incaricato da lui, mette nero su bianco che la corruzione in Italia è inalienabile, che vuoi sperare e dare affidamento. Se il top dell’anticorruzione non offre appigli.
E dopo poco più di un anno getta la spugna. Almeno così pare, sempre pronti a rimangiarci questa convinzione, in ipotesi. Se dimostrerà il contrario.
Ma la Titti si. Ora, lo dico con molta sincerità e forse ingenuità. Questa persona, non questa donna, l’avrei ascoltata per ore mentre sciorinava dati anche molto dolorosi con voce stentorea e sicura ma pacata senza smorfiette, senza piagnistei a mo’ di alcuni ministri passati presenti e speriamo non futuri.
Dati certi informazioni precise.
Scenario totalmente diverso dal teatrino della politica dove ci si sbrana e si disserta su bischeraggini per giorni per settimana, anzichè unire tutte le nostre forze, quelle di tutti per uscire dal guado e dal guano.
Alcuni sostengono che è colpa dei partiti, ma i partiti sono composti da umini. Dunque tutti a recitare il mea culpa mea culpa mea grandissima culpa.
La statuetta di una Madonnina è rimasta intatta in un posto che non ricordo, ah si Pescara del Tronto, sotto le macerie. Da laica non mi astengo dal dire che potrebbe essere un segno. Di speranza. Quella di far rinsavire chi ci sta guidando verso l’orrido. D’altra parte non si può negare ciò che non si conosce. Anche se, e di sicuro siamo tutti d’accordo, valgono più e sono più sacre mani che fanno che mani che pregano.
Qualcuno ha avuto da ridire per il fatto che comunque la tragedia con i suoi morti conta più della statuetta. Ma è semplicemente un fatto e mi è piaciuto, laicamente, interpretarlo così. Che esiste il male lo sappiamo tutti. Bisogna vedere chi vincerà alla resa dei conti . Credo nessuno. Ci sarà sempre un’altalena un bilico.. bene e male si alterneranno per l’eternità.
Al di là di tutte le polemiche che ci stanno strangolando e asfissiando.
Onore ai nostri angeli.

Marzio, per tagliare la testa al toro, i figlioli non son cosa per me, la natura ci ha pensato alla perfezione. Quanto alo Spirito Santo, io mi vedo piu nell’inferno dantesco, possedendo tutte le qualità richieste per soggiornarvi, dalla prima all’ultima, inoltre molto piu divertente e stimolante della paridisiaca noia mortale o dalle brume del purgatorio.
Quanto al terremoto, le colpe ci sono, inutile affidarsi ai santi, al Papa e alle preghiere, cosi come alla generosità dei singoli e alla loro dedizione. Ci sono colpe morali e materiali, ci sono atteggiamenti fatalisti che derivano dalla cultura cattolica e insieme dall’ incompetenza e inadeguatezza dei politici, due cose ormai indistricabili. Anticipare i rischi noti e mettere in sicurezza la popolazione, dovrebbe essere la priorità della politica. Il resto un bla bla senza utilità. Almeno se la politica facesse basso profilo e evitasse l’ipocrisia, sarebbe gié qualcosa, invece è esattamente l’opposto.
Paolo, Giannellini m’ha acceso un’idea. Io sono sempre etero, però insieme potremmo accordarci per affittare un utero e finalmente diventare uno e trino. Che ne dici? Donne disposte non mancano, dopo che la Merlin credette di liberarle, da quasi sessant’anni le donne sono in attesa d’essere di nuovo regimate. Prima si pagava per la passera, ora per l’utero, c’è un approfondimento anatomico. Mi fermo sennò i perbenisti di Pensalibero vanno in sollucchero. Però t’avverto, uno e trino mi va bene, purché a me sia riservato lo spirito santo che negli ultima duemila anni ha saltellato di guaio in guaio e perciò mi piace tanto.
che lo spirito, buono meglio che santo, sia sempre con voi.
Francamente abbasserei i toni sull’italietta solidale nelle tragedie come dilaga nella cattoinformazione, cioè in tutta l’informazione. Non c’è comunità che nelle tragedie non sia solidale, anche le famiglie di insetti lo sono. Piuttosto guardiamo l’italica solidarietà quando tragedia apparente non c’è o è sapientemente diluita al rallentatore. Quale altra definizione se non il ricatto, si merita la paghetta giornaliera che l’accoglienza di stato elargisce a tanti pensionati alla fame a patto che si mettano in casa il migrante? Un lurido ricatto cattolico in cui non solo non si prevede di risollevare dalla miseria milioni di pensionati al minimo, ma li si vernicia di bontà accogliente in cambio della paghetta giornaliera, dopo che il cattolicesimo familistico li ha convinti per decenni a riversare i loro sacrifici nel mattone, che appunto oggi li induce ad accogliere mettendo su una famiglia bastarda. Senza considerare il fattore fondamentale, ossia che il migrante accolto nella famigliola di disgraziati sarà lui a guidare l’acculturazione pro domo sua, sia per la giovane età sia per l’avvilimento di chi lo ospita. Per cui milioni di vecchi italiani moriranno nell’incertezza d’essere diventati magrebini o sub sahariani, mentre ci si affannerà a ricostruire Amatrice per salvare la nostra cultura, in realtà l’industria turistica. che da un pezzo s’è sostituita alla cultura. Sic! Allora misuriamo l’italica solidarietà, il volontariato e tutti gli Enrico Toti della solidarietà in prima linea permanente come accade in ogni altra nazione, ma misuriamola fuori dalle tragedie e smettiamo di blaterare dietro l’ansia pilotata.
A me non pareva di aver parlato di solidarietà italica bensì di organizzazione efficienza professionalità e abnegazione . E anche ahinoi di corruzione che blocca qualunque buona intenzione. Ma forse non ti riferisci al mio scritto.
infatti, ho preso spunto dal pezzo. Le tante notizie che arrivano mi fanno venire in mente che anche in occasioni passate e recenti, la gente si è sempre fatta in quattro per aiutare, dagli angeli del fango di Genova ai tanti che si sono adoperati nei post terremoti.
Se queste energie fossero spese prima, si conterebbero probabilmente solo i danni materiali, o qualche morto, non quasi 300.
In questo senso, il post di Marzio elucida bene alcuni aspetti che si ripetono in Italia in queste occasioni.
Ora vedremo Mattarella nel suo ruolo migliore, quello di becchino di Stato.
Si elogiano le forze preposte a lavorare nelle macerie, bene, benissimo, ma l’eccellenza dovrebbe essere nel prima che le macerie si formino, dopo….come i sismologi, vedono, prevedono e stravedono, ma alla fine non arrivano mai a prevenire, mi chiedo a cosa servano realmente i loro studi, La loro utiità sarebbe quella di indicare ai politici le zone rosse, e su quelle lavorare per evitare terremoti che non sono in grado di prevedere, ma i politici hanno altro da fare, poi il tempo per un bel funeralone di stato lo si trova sempre.
La loro utiità sarebbe quella di indicare ai politici le zone rosse, e su quelle lavorare per evitare i danni di terremoti che non sono in grado di prevedere
ma allora paolo e marzio sono uno e bino?
C’é l’Italia del selfie, il terremoto virale in rete, la madonnina in piedi, la gente intervistata a caldo, sulle macerie delle case, che si disperava di aver perso l’I Pad. Tutto il minestrone italiano è là, pardon, l’amatriciana. Dio, sempre in mezzo, che aspetta proprio la settimana piu popolata dell’anno per far sfogare la natura che lui ha creato evidentemente cosi. Almeno il terremoto è bio, è vegano, è senza additivi, e come il fungo mortale, o il serpente che uccide, è naturalissimo, niente Isis, niente inquinamento, nessuna colpa.
Ma l’uomo invece, l’uomo italico scaramantico, fatalista, che prega quel Dio che ha fatto cosi questo minuscolo pianetino perso tra altri milioni di pianeti, lui sapeva che quella zona era siffatta, e per l’ennesima volta ha nicchiato, ha aspettato, ha ignorato, ha sfidato la natura e Dio. Non ha fatto nulla in decenni per evitare morti, e ora prega. Poi sarà tutto come prima, fino alla prossima scossa. Accumoli di macerie.
Brava Carla. Mi ritrovo completamente in quanto hai scritto e così, credo, tantissimi italiani.
Grazie mille
Nicola…allora fondiamo un partito!
la vocazione minoritaria non mi manca….