
Ancora una volta la premier Meloni segna dei punti a suo vantaggio nell’area moderata
dei ceti medio- bassi che il Pd ha lasciato scoperta
Infatti, si è contrapposta in modo netto ai diktat dell’Europa sulle così dette case green che
creano grande preoccupazione nelle famiglie a modesto reddito in nome di un
ambientalismo part time (e spiegherò tra poco perché lo chiamo così).
Eppure anche questo colpo messo a segno si potrebbe trasformare in un boomerang se
Pd e le formazioni di centro facessero pressing chiedendole come intende operare in
concreto per evitare questo salasso.
Infatti proprio nel momento in cui per la “casa green” si profilano spese difficilmente
sostenibili per milioni di italiani, il governo Meloni abolisce lo sconto in fattura che era
proprio una salvaguardia per quei redditi medio-bassi i quali non hanno possibilità di
sborsare cifre consistenti.
Questo è un tasto su cui si dovrebbe insistere. Infatti l’opposizione dell’Italia – che mi pare
la sola nel contesto europeo – porterà forse a qualche ammorbidimento ma di poco conto
e allora sarebbe meglio pensare fin da subito come fronteggiare quello che ci attende.
Quindi sarebbe stato meglio chiedere all’Europa uno stanziamento straordinario per
consentire agli Stati nazionali di potenziare gli incentivi… invece stiamo eliminando il 110 e
lo sconto in fattura… senza tener conto che la detrazione fiscale in 10 anni per molte
famiglie è troppo gravosa o addirittura inutile per gli incapienti
Ma questi sono argomenti che interessano alle opposizioni? A prima vista mi sembrano
in tutt’altre faccende affaccendate… nei giochi delle alleanze e nella tutela delle fasce
emarginate, che è doverosa ma che non dovrebbe essere esclusiva perché all’attenzione
per gli ultimi dovrebbe unirsi anche quella peri penultimi.
Quanto all’Europa vorrei una maggiore coerenza ambientalista. Ovvero che non si
abbattesse la scure solo sulla casa ma si pensasse con disposizioni altrettanto draconiane
anche all’inquinamento prodotto dai veicoli in strade sempre più congestionate dal traffico
ormai non solo nelle città ma su tutta la rete viaria (invece sulle auto a combustibili fossili
mi pare si sia fatta marcia indietro) a come ridurre la produzione dei rifiuti e (le confezioni
sono sempre più grandi ) e a come procedere allo smaltimento.
Mi poi che fine hanno fatto le istanze di consumo zero del suolo?. Quali direttive europee
per privilegiare il recupero edilizio? Hanno pensato che chi dovrà affrontare spese
gravose per appartamenti vetusti si rivolgerà senz’altro alle nuove costruzioni…E il
consumo del suolo, la cementificazione procederanno alla grande.
E se gli abitanti delle città si spostano in provincia cresce notevolmente il pendolarismo di
massa su mezzi privati…servirebbe un forte potenziamento del trasporto su rotaia per
persone e merci, anche con nuove linee.
L’Europa sembra prendersela con singolare tenacia contro le case di proprietà. Così
prodiga con il PNRR, sembra pervasa da un atteggiamento punitivo per quanto riguarda i
lavori di efficientamento energetico che rischiano di mettere in crisi molte famiglie e già
adeso stanno provocando disagio e turbamento.
Siamo tutti per un mondo più green ma il problema è come arrivarci…con mazzate ai più
deboli o con incentivi pubblici che restituiscano tranquillità? E’ su questo interrogativo che
si dovrebbe giocare il confronto politico tra centro destra e centro sinistra. Invece temo
che si procederà a colpi di slogans, di atteggiamenti e prese di posizioni che avranno solo
un effetto immagine.
Gabriele Parenti

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