Spetta a Zubin Mehta inaugurare il 79° Maggio Musicale Fiorentino il prossimo 24 aprile (ore 18, all’Opera di Firenze), a cinque giorni del compimento dei suoi 80 anni, in gran parte dedicati al servizio delle musica. Fortissimo il legame del celeberrimo direttore indiano con l’orchestra fiorentina, risalente all’ormai lontano 1985.
Con tutte le fasi difficili e i cambiamenti gestionali conosciuti dal Teatro del Maggio, soprattutto nell’ultimo decennio, Mehta ha rappresentato e rappresenta tuttora un punto di riferimento costante ed in grado di offrire – non solo agli orchestrali, ma anche al teatro nel suo complesso – un valore aggiunto di grande rilievo; senza contare l’affetto e la stima mostrati verso il direttore dal pubblico fiorentino, che ad ogni suo concerto si muove in massa con entusiasmo. Ciò si verificherà puntualmente anche in occasione dell’appuntamento musicale inaugurante il 79° Maggio, che si sta avviando verso il tutto esaurito.
Altro importante elemento di attrazione è costituito dal programma del concerto, interamente basato su Beethoven, di cui vengono eseguiti il Quinto concerto in mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra (il famoso “Imperatore”) e la monumentale Nona sinfonia in re minore.
Nella prima parte l’attenzione si concentra sull’interprete al pianoforte, l’ungherese András Schiff, anche lui di casa nel capoluogo toscano con le sue innumerevoli performance per il Maggio e gli Amici della Musica. Classe 1953, Schiff è stato protagonista di una carriera ad altissimi livelli e può essere sicuramente annoverato fra i più grandi interpreti al pianoforte nell’attuale panorama internazionale.
Nominato circa due anni fa Cavaliere in occasione del Queen’s Birthday Honours List (acquisendo così il titolo di “Sir”), Schiff è da considerarsi un autorevole interprete dell’opera di Beethoven, da lui affrontata in tempi recenti con uno splendido ciclo dedicato alle 32 sonate per pianoforte.
Nella seconda parte della serata tutta l’attenzione si proietta invece su Mehta e gli orchestrali, con l’aggiunta del coro nell’ultimo movimento della Nona, ad intonare l’amatissimo “Inno alla Gioia” di Schiller. Si ricordano anche i cantanti solisti: il soprano Julianna Di Giacomo, il mezzosoprano Julia Rutigliano, il tenore Burkhard Fritz ed il baritono Tomas Konieczny.
Per info: www.operadifirenze.it

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