Bersani non è convinto di vincere le elezioni del 24 e 25 febbraio 2013. Egli teme gli avversari che lo attaccano personalmente per le colpe sue e del PD che non hanno saputo tutelare i diritti dei cittadini più deboli sanciti dalla Costituzione italiana.
Bersani è criticato per aver consentito al Prof. Monti, nominato in Italia senatore a vita e capo del Governo dei Tecnici, di salvare le Banche tedesche e Francese con il ricavato dalle tasse imposte ai cittadini italiani.
Il Segretario del PD non è più il grande vincitore delle primarie per aver battuto ai punti il temibile rivale Matteo Renzi, il “Rottamatore”della vecchia e stantia classe dirigente del PD.
Bersani si è ridotto a elemosinare aiuti a chiunque per il timore di perdere le elezioni politiche di febbraio 2013. Si è rivolto persino alla sua vittima delle primarie. E questi c’è cascato come una mela marcia.
Matteo Renzi è salito sul palco mentre Bersani teneva un comizio e l’ha incoraggiato a credere nella vittoria elettorale. E’ stato un atto di grande senso politico e nello stesso tempo di grande delusione per chi vedeva in lui il “Messia” del rinnovatore del PD.
Adesso il Sindaco di Firenze dovrebbe deporre le armi e abbandonare definitivamente il suo progetto di “Rottamatore”. Poteva benissimo assistere al comizio di Bersani senza recitare la parte del maggiordomo. Un vero peccato per lui, ma gli errori si pagano. Infatti, Renzi non è più l’astro nascente per una politica nuova culturalmente e demograficamente.
A ridicolizzare Bersani, in crisi per il timore di essere superato da altre forze politiche nella corsa verso il Palazzo Chigi è Beppe Grillo che accusa il PD dello scandalo della Banca MPS. E Grillo critica anche il Prof. Monti che ha prestato alla MPS o che si accinge a farlo tutto il ricavato della tassa IMU prima casa.
Bersani è con la testa tra le nuvole perché non riesce a tenere fronte a Vendola a Casini a Fini e se non bastasse anche l’inaspettato Sostituto Procuratore di Palermo il Dott.Ingroia a capo del partito “Rivoluzione Civile” di cui fanno parte gli ex giudici Antonio Di Pietro e De Magistris.
Bersani non accetta che un uomo di sinistra come il giudice Ingroia contrasti il PD nella difficile campagna elettorale. Bersani, però, sapeva bene che il dott. Ingroia era un avversario del Prof. Monti nella veste di Commissario dell’Italia, voluto dalla Merkel per controllare la finanza italiana e punire Berlusconi.
Berlusconi non doveva dimettersi sapendo cosa sarebbe accaduto dopo. Sarebbe stato meglio affrontare il rischio di nuove votazioni e non trovarsi con un Governo imposto dall’Ue per massacrare di tasse il popolo italiano.
Il Professore della Bocconi ha imposto l’IMU contro specifiche norme della Costituzione e ha punito le classi più deboli a vantaggio delle banche e, quindi, dei poteri forti.
Il problema inspiegabile del momento sono i cittadini che si sono schierati con Monti che ha commissariato l’Italia, ha sospeso la democrazia e ha peggiorato la situazione economica.
La notizia riportata da alcuni giornali e trasmessa da canali televisivi su Monti circa l’assegnazione a una banca, di due miliardi di euro per sistemare il figlio Antonio come vice presidente del Consiglio d’Amministrazione della stessa banca non ha interessato né turbato nessun sostenitore del Professore. Anzi, applaudano quando Monti accusa Berlusconi di incorrere nel reato di voto di scambio, quando promette di restituire alle famiglie italiane il mal tolto con l’IMU prima casa.
E’ il massimo della sfrontatezza accusare di voto di scambio chi vuole restituire il mal tolto a chi è stato derubato con l’IMU. E con tale realtà è difficile pronosticare un futuro migliore per l’Italia.

Infatti il futuro dell’Italia è nelle mani di altri.