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Un appello agli italiani?

di Enrico Martelloni | 10 Febbraio 2013

Solo loro hanno la possibilità, ma ancora non  la forza di rifiutarsi di andare a votare chi ha distrutto l’Italia.

20121121-voto-donne-italia-320x240italiaE’ cosa forse insensata? Nessun dio ha imposto loro di andare al voto, come per  incontrare gli aruspici apollinei di Delfo. Per credere alle solite  nenie, per non votare altro partito che quello della volta precedente.  Pigro, risoluto solo per convenienza, senza neppure convinzione, l’ agile e l’invalido, la casalinga, o il professionista, devono al Paese  il loro consenso fino a questo momento, sacrificando il proprio  autonomo pensiero nei confronti dei soliti noti: PD, PDL. Ha senso,  dunque, andare a votare? Ha senso, sapendo che come sciame, fiumane di  persone apporranno il proprio sigillo, in hoc signo vinces, ai semi  dei, semi calvi, e finte chiome, quando in stolido ghigno esclamano  promesse da spot pubblicitari, dimostrando d’esser uno di loro. Quante  probabilità avrà mai l’italico pensiero, medio, di rendersi conto che è  possibile mandarli a casa senza l’obbligo di andare a fare la spesa  alla Coop, o vedere un programma in tv? La pochezza espressa, eppure, è  ben riposta. Traspare finta ingenuità,  finta chiarezza. Promana false  promesse dopo che il paese langue in declino. Avrà senso raccontare che  si possono votare persone degne, non macchiate di abusi, stupri,  concupiscenti azioni, che mai hanno fatto pressioni, concussi, o sono  stati corrotti. Vorremo sperare, ma si è sempre più scettici: una  classe politica migliore di noi, sarà mai possibile? Quando l’uomo  medio, quello piccolo e quello grande  dietro la tenda elettorale,  hanno già in mente il  misfatto del loro voto?  Che cosa c’è da  aspettarsi al ritorno in massa al voto della Sicilia?  Ugualmente in  Campania, nel Lazio, o in Lombardia. Gli equilibri politici non sono  generati da idee, ma da vaghe promesse, roboanti appelli. E gli  scandali? Scordati. La Lega, la destra lombarda e del Lazio, Mps ,  Penati, l’inconcludenza di governi derisi in Europa, il debito  pubblico, la giustizia. A destra non uno che possa tener testa a  Berlusconi, capace di fare politica e dare uno spessore per quanto poco  condivisibile. Nessuna eleganza, eloquenza, argomento plausibile. In  questo incredibile  granitico blocco, uguale sorte sorregge l’indubbio  e acritico voto della sinistra, appesa ai circoli ricreativi, alle loro  roccaforti politiche del centro Italia, cementate da clientele per  numerosi lustri, senza mai un ricambio politico degno di questo nome  che ha reso paludoso e impraticabile tutto. Quale sapore avrebbe fare  un appello agli italiani? Solo loro hanno la possibilità, ma ancora non  la forza di rifiutarsi di andare a votare chi ha distrutto l’Italia.  Sarebbe come auto infliggersi una punizione corporale che però avrebbe  il vantaggio di uccidere il loro Avatar parlamentare, liberandoli dal  giogo. Forza, fatelo! Vi sentirete più liberi.

Pubblicato in : Primo piano

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Federico Baldini

    12 Febbraio 2013 alle 21:50

    Anche io come l’amico Adalberto credo che sia un nostro dovere civico andare a votare. Personalmente in Emilia-Romagna grazie alla “laica follia” di tanti amici repubblicani romagnoli avrò la “fortuna” di poter votare per il PRI che si presenta da solo con la sua antica Edera. Se non ci fosse stata l’Edera, pur rimproverando all’amico Oscar Giannino tanti errori perchè avrebbe dovuto proporsi come federatore dei liberali e dei repubblicani per provare a scalare l’Everest elettorale del 4%, avrei votato per Fermare il Declino perchè appartenendo ad una cultura minoritaria come quella repubblicana la storia del “voto utile” non mi ha mai convinto.E’ stato “utile” il voto in questi 20 anni dato a Berlusconi, Bossi, Casini, Fini, Bersani, Vendola o Di Pietro? Ci siamo ritrovati ad un passo dalla bancarotta e dopo mille sacrifici siamo ancora qua a lottare contro una crisi economica spaventosa e un debito pubblico enorme.
    Speriamo che un giorno non troppo lontano quel che resta del mondo laico, liberale, radicale e repubblicano comprenda che soltanto uniti si potrà ancora incidere nella battaglia politica per il futuro dell’Italia e che è terminata per sempre l’epoca dell’elemosina di posti presso i partiti maggiori e che procedendo in ordine sparso ci stiamo avviando all’estinzione politica…

    Rispondi
    • Enrico martelloni

      13 Febbraio 2013 alle 10:30

      Caro Baldini, il problema del P.R.I. è Nucara. Sapeva che il P.R.i è dato in forza alla destra di Berlusconi? Per il resto condivido il suo pensiero.

      Rispondi
  2. Adalberto Scarlino

    11 Febbraio 2013 alle 15:05

    Andare a votare, in ogni caso. Lo sento, da sempre, un dovere; tale anche in questa occasione. La scelta del meno peggio – soprattutto per laici, liberali, socialisti, come ,per lo più , i lettori e i simpatizanti di Pensalibero – è difficile: tanto. La scelta dell’astensione è – mi sia permesso – comoda: troppo.
    Coraggio: un voto per la Camera e uno per il Senato. Una lista nuova ( Giannino, anche Grillo ) . Se uno se la sente, a “destra”, meglio Meloni che Berlusconi ( almeno una giovane, invece del giovanilista bauscia ridens ). Se no, il più usato che sicuro di Bersani – Vendola ( persone che, almeno, ragionano ).
    Grazie a Pensalibero, che ci aiuta a discutere e a confrontare opinioni. Da laici, appunto: liberi e pensanti anche nell’estrema difficoltà.

    Rispondi

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