
Oggi sono 61 anni che l’aereo di Enrico Mattei esplose in volo a Bascapè poco prima dell’atterraggio sulla pista areoportuale di Milano Linate.
E negli ultimi mesi l’opera del fondatore e primo presidente dell’Eni è tornata sulle ribalta delle cronache giornalistiche e dei dibattiti politici nelle sedi istituzionali e nei talk show televisivi.
Ma allo stesso tempo è veramente fastidiosa questa polemica che da un anno a questa parte, da quando cioè il governo di centrodestra continua a sbandierare ed annunciare all'”Universimondo” il fantomatico “piano Mattei” che si cerca di mettere addosso al fondatore dell’Ente petrolifero di Stato la divisa da “squadrista nero”.
L’unica divisa nera che Enrico Mattei abbia mai portato nella sua intensa vita fu quella del servizio militare nei carabinieri in onore del padre Antonio, maresciallo dell’Arma che ad inizio del Novecento arrestò il celebre brigante Musolino.
Enrico Mattei fu un giovane imprenditore a Matelica e a Milano durante il ventennio fascista, troppo impegnato nelle sue attività per dedicarsi alla politica.
Le cose cambiarono con lo scoppio della guerra ma è universalmente risaputo che Mattei fu uno dei più importanti dirigenti del Comitato di Liberazione nazionale Alta Italia.
Argomento chiuso!
Sipario…
Cesare Mannucci

Enrico Mattei l’uomo che stava portando l’Italia in testa al mondo. Ma c’erano criminali che la volevano in coda, debole, bisognosa, pericolante. E hanno vinto la partita. Perché i geni come Mattei sono ricchi di nemici e di detrattori anche nel loro paese.