Conosciamo tre tipi di matrimoni. Il più desiderato è il matrimonio di amore. Poi, non disdegnato anche se non sbandierato, il matrimonio di interesse. E, infine, c’è quello, sbiadito, che unisce due persone, non più con l’ardore della gioventù, che guardano con spavento ad un futuro di solitudine, noia e precarie prospettive. Insomma, per costoro il sacramento è l’ultima e incerta spiaggia. Non è una botta di vita. Sono rassegnati e niente altro si aspettano se non un quotidiano tran tran.
Il matrimonio di cui si parla da tempo fra PD e 5Stelle appartiene in tutta evidenza a questo terzo tipo. Amore, neanche a pensarlo. Si sono talmente odiati (o si odiano tuttora?), che devono necessariamente chiudersi in lunghi periodi di mutismo per non venire politicamente alle mani. Quanto all’interesse, fino ad oggi non hanno guadagnato un fico secco dalle imprese politiche affrontate assieme. Hanno fatto fiasco nelle contese per le amministrazioni locali, nel mentre al governo si fanno notare solo per liti da cortile. A questo livello la stella di Draghi brilla tanto di più quanto più dimostra di essere solitaria e non avere tempo da perdere con le loro iniziative estemporanee e con i distinguo di Salvini.
Ma ormai, la stagione delle belle speranze e delle prospettive è passata da tempo per entrambi, PD e 5Stelle. Non attirano, non hanno fascino e hanno deciso di andare avanti facendosi compagnia. Sono anche piuttosto maldestri. Perché la loro condotta è autolesionistica. Hanno cercato, senza successo fino ad ora, di creare alleanze nei grandi comuni che affronteranno il voto in autunno. Affermano che sarebbe il banco di prova di una futura alleanza a livello nazionale, in vista delle elezioni che si svolgeranno nel ’22 o nel ’23. Sembra incredibile: tra loro non c’è vero amore, eppure è un sentimento che li ha resi ciechi. Le elezioni per i sindaci dei comuni, infatti, sono a doppio turno e prevedono il ballottaggio. Se proprio non si va d’amore e d’accordo, è certo che alleandosi i voti si perdono, non si sommano. Sai che bel viatico per l’alleanza successiva, in vista del rinnovo del parlamento! Sarebbe stato meglio per entrambi puntare da subito al proprio pieno di voti e sperare poi nel ballottaggio. Invece, fallimento dopo fallimento, dovranno imboccare questa strada come ripiego, cioè debilitati e senza entusiasmo. Vai a capire quale è la logica dei matrimoni che si fanno per paura di un incerto futuro e della solitudine.
Nicola Cariglia

Hanno esaurito da tempo la finta “SPINTA PROPULSIVA”!
“Non hanno fascino”, hai detto bene, caro direttore. Bisognerebbe che qualcuno riuscisse a far capire , soprattutto al buon Enrico Letta, che non solo non attirerà, ma addirittura respingerà tanti elettori se continuerà a parteggiare per la bella figura del signor Fedez e/o per la bella figura della sua signora Ferragni; che qualcuno dicesse – sempre al buon Letta – che quella del voto ai sedicenni è proposta clamorosamente sbagliata , sia dal punto di vista pedagogico sia da quello culturale-politico; che qualcuno segnalasse – sempre al buon Letta – che l’intervento primo da realizzare ( sarà mai possibile nella nostra Italia ? Vorrà farne mai una bandiera la cosiddetta Sinistra ? ) per combattere la sempre più grave disuguaglianza , per dare fiducia nella serietà della politica, dovrebbe essere CONCRETAMENTE l’effettivo perseguimento degli evasori e la guerra ( la guerra, sì ) contro i “paradisi fiscali”.
Facciamo una cosa equilibrata: siccome tu ed io nei paradisi fiscali non saremo mai ammessi, facciamo la guerra anche agli inferni fiscali. Che ci riguarda più da vicino…