Era fuori luogo coinvolgere l’Unione Sovietica, allora potente alleato degli Stati Uniti contro la Germania ed il Giappone.

Fu nel 1943 che alcuni nazisti condussero un gruppo di soldati prigionieri nella foresta di Katyn, nel sud della Russia. La zona era allora sotto controllo tedesco. I prigionieri vi scoprono migliaia di corpi ammassati nelle fosse. I documenti, le lettere e altri diari intimi ritrovati sui cadaveri in stato di avanzata decomposizione, sono datati fino al 1940. Per i testimoni di questa atroce scoperta è stato possibile constatare che le esecuzioni non erano recenti, ma datate da alcuni anni, all’epoca in cui la zona era ancora sotto controllo dell’URSS. Due americani, il capitano Donald Stewart ed il tenente colonnello John Van Vliet, decidono di informare Washington che i responsabili di questo eccidio non sono i nazisti. Ma alti funzionari dell’amministrazione del presidente Roosevelt fanno scomparire i messaggi codificati. Era fuori luogo coinvolgere l’Unione Sovietica, allora potente alleato degli Stati Uniti contro la Germania ed il Giappone.
Durante i primi anni successivi alla fine della guerra il governo americano condusse una vasta inchiesta, il cui rapporto finale, pubblicato nel 1952 in piena guerra fredda concluse per la colpevolezza dei sovietici. Ma in nessun momento il rapporto [di cui al fianco alleghiamo un esemplare di pagina – Nota del trad.] cita il messaggio codificato inviato da Stewart e Van Vliet. Questo documento costituisce perciò una prova scritta molto evidente che Washington aveva pienamente coscienza della vera natura dello stalinismo, come afferma Allen Paul, ricercatore esperto sul massacro di Katyn.
Invece, fra le mille pagine di documenti segreti pubblicati il 10 settembre dagli archivi americani il messaggio codificato di Stewart e Van Vliet figura ed il suo accoglimento tempestivo avrebbe potuto cambiare forse il corso della storia. Il rifiuto occidentale riguardo a Katyn fu un colpo mortale per i polacchi ed ha contribuito a peggiorare la loro sorte. Così pensa Allen Paul.
Altre prove decisive sono ormai disponibili negli archivi americani, in primo luogo il rapporto inviato da un ambasciatore inglese al suo primo ministro Winston Churchill. Da parte russa invece bisognerà attendere fino al 1990 perché Gorbaciov riconosca i fatti ed indirizzi delle pubbliche scuse alla Polonia. Ma per 50 anni le famiglie delle vittime di Katyn sono state soggette e discriminazioni e frustrazione.
In seguito Mosca ha pubblicato alcune informazioni segrete col contagocce. Nel 2010 è stato reso pubblico l’ordine di esecuzione delle 22.000 vittime direttamente firmato dalla mano di Stalin. Ma altri documenti, come quelli relativi ad una nuova inchiesta condotta in Russia negli anni 90 sono ancora inaccessibili per i difensori dei diritti umani che chiedono una totale trasparenza.


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