Quando si dice la fiducia. Dunque Prodi organizza una mega spedizione in Cina, con tanto di Confindustria e Regioni al seguito. Dalla Toscana dietro al Professore una minidelegazione, meno della dita di una mano, guidata dall’assessore Ambrogio Brenna. Voglia di risparmiare? Non scherziamo. Prodi torna, Brenna resta. Dopo qualche giorno infatti ecco Martini con una folta rappresentanza di imprenditori toscani e un ricco, dal punto di vista numerico, codazzo di giornalisti della stampa regionale. Il Nostro ripete, nella sostanza, il giro di Prodi. Stringe mani e fa affari. Un successo. Non è questo comunque quello su cui vogliamo richiamare l’attenzione. Ci interessa sapere infatti perché la delegazione toscana non è andata con quella nazionale. Le ragioni possono essere soltanto due: voglia di distinguersi, meglio soli che male accompagnati, e scarsa fiducia nella capacità del governo di tessere e intrattenere rapporti. Viste le gaffe di Prodi, fra l’altro l’attenzione di tutti in quei giorni, anche in Cina, è stata accentrata sul caso Telecom, bisogna proprio dire che Martini questa volta l’ha indovinata. Ma battute a parte quella missione in solitario la dice lunga su un altro aspetto di chiaro significato politico: la Toscana vuole comportarsi anche sul terreno dei rapporti a livello internazionale, come se fosse un piccolo stato autonomo. Giusto o sbagliato? La discussione ci porterebbe lontano. Per ora una sola notazione. All’epoca della riforma federalista della passata legislatura, una riforma lo diciamo a scanso di equivoci che avrebbe portato ad una serie infinita di problemi nel rapporto Stato Regioni, la Toscana fu all’avanguardia nella battaglia di principio sull’unitarietà dello stato. Ora, bocciata quella riforma, la Toscana con le parole e con i fatti dimostra di voler ripercorre fino in fondo la strada dell’autonomia. Insomma, la musica del federalismo, a parte qualche stonatura era giusta, ad esser sbagliati erano solo i suonatori.
Martini snobba Prodi e non lo segue nella missione cinese. La delegazione toscana aspetta il ritorno del professore e poi parte per il celeste impero. Difficile dargli torto
Una cosa è la politica e una cosa sono gli affari. Quando si tratta di cose serie, Martini non si fida del Professore o forse il governatore toscano punta, nei fatti, ad una più avanzata forma di federalismo

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