
La Russia ha crudelmente criticato l’Unione Europea per il suo 19mo pacchetto di sanzioni, definendolo un tentativo di assumere il ruolo di “poliziotto globale”. Le nuove misure colpiscono 45 aziende, di cui 17 in Paesi terzi come Cina, Thailandia e India, nell’ambito della risposta all’invasione dell’Ucraina. “Intrappolata nel proprio senso di eccezionalismo, la convinzione di essere investiti di un ruolo e di una missione ritenuti eccezionali e straordinari. L’Ue ricatta un numero crescente di Paesi terzi con la proliferazione delle sanzioni secondarie. In questo modo, dichiara apertamente di considerarsi autorizzata a dettare le regole del commercio e della cooperazione economica tra Stati sovrani”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. L’Italia continua a sostenere l’Ucraina nel quadro complessivo degli impegni assunti in sede Nato e Unione Europea, con un approccio trasparente e coerente con le deliberazioni del Parlamento”. “Centinaia di migliaia di russi stanno morendo per la folle aggressione di Putin. La verità è che Putin sta perdendo soldi, truppe e idee”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte in conferenza stampa al termine del vertice dei Volenterosi e sottolineando come ora sia il momento di “aumentare la pressione” su Mosca.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha preso parte ieri pomeriggio, collegata da Roma, a una riunione della Coalizione dei volenterosi. L’incontro si è svolto all’indomani delle recenti parallele decisioni di Unione Europea e Stati Uniti di introdurre nuove sanzioni contro la Russia, a seguito della persistente indisponibilità di Mosca a impegnarsi per la cessazione delle ostilità. La presidente del Consiglio, nel corso del suo intervento, si legge in una nota di Palazzo Chigi, “ha ribadito l’importanza dell’unità tra le due sponde dell’Atlantico nel perseguire un cessate il fuoco da cui venga avviato un credibile percorso negoziale che prenda le mosse dall’attuale linea di contatto con l’obiettivo di raggiungere una pace giusta e duratura”. Appartiene ai singoli Paesi membri della Nato definire quali armi fornire all’Ucraina: lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, nella conferenza stampa tenuta al termine del vertice di Londra con il premier britannico Keir Starmer e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Dallo scorso luglio, gli Stati Uniti hanno fornito all’Ucraina armi di importanza fondamentale; quanto alla possibilità di inviare a Kiev dei missili Tomahawk, “la questione è ancora all’esame del Presidente Donald Trump e, naturalmente, spetta agli Stati Uniti decidere”, ha concluso con l’ultima battuta. Per la Russia “non deve esserci altra scelta se non quella di porre fine alla guerra”: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, intervenendo nella conferenza stampa a Londra con il premier britannico Keir Starmer e altri leader europei che partecipano alla cosiddetta coalizione dei volenterosi. “Vladimir Putin è l’unico che non vuole fermare la guerra in Ucraina”. Lo ha detto il premier britannico Keir Starmer nella conferenza stampa dopo la riunione dell’alleanza dei volenterosi a Londra. La pressione rimane l’unico linguaggio che la Russia comprende, e le sanzioni coordinate con i nostri alleati e amici sono fondamentali per portare Putin al tavolo delle trattative”. Lo scrive sui social la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dopo il vertice dei volenterosi a Londra. La Francia consegnerà nei prossimi giorni ulteriori missili antiaerei Aster all’Ucraina, come anche aerei da caccia Mirage: è quanto riferito da Emmanuel Macron, al tavolo dei Volenterosi in corso a Londra.”Consegneremo nei prossimi giorni dei missili Aster aggiuntivi, nuovi programmi di formazione e nuovi Mirage”, ha dichiarato il presidente videocollegato da Parigi, senza fornire ulteriori dettagli. Finora, la Francia ha inviato a Kiev tre Mirage 2000 sui sei promessi all’Ucraina, in particolare, per le necessità di formazione dei piloti ucraini. Uno degli apparecchi è stato abbattuto a luglio. Le richieste del presidente russo Vladimir Putin sui territori dell’Ucraina sono “ridicole”. Lo hadetto il premier britannico Keir Starmer nella riunione della coalizione dei volenterosi a Londra. Per poi aggiungere che i Paesi alleati e gli Stati Uniti sono “più uniti che mai”. Preferisco parlare dell’invulnerabilità che tanti, in Europa, attribuivano all’America.
Giuseppe Basilico

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