Renzi e Berlusconi la pensano allo stesso modo. Per loro ogni organo di garanzia rappresenta un intralcio a disegni politici a lungo coltivati.
La marcialonga per il Quirinale è ai nastri di partenza. Come finirà? Non lo sappiamo. Ma siamo perfettamente consapevoli che, se andrà per il verso giusto a lor signori, siamo rovinati. Il motto di Matteo Renzi è quello che campeggiava sui tram di una volta: “Non disturbare il manovratore”. Ragion per cui il nostro beneamato presidente del Consiglio non fa mistero di volere al Quirinale un taglianastri che non gli faccia ombra. Già, perché in questo Renzi e Berlusconi la pensano allo stesso modo. Per loro ogni organo di garanzia rappresenta un intralcio a disegni politici a lungo coltivati. Il Cavaliere, al contrario, vorrebbe sul Colle un garante. Ma di che? Elementare, Watson. Una personalità che gli dia garanzie, che gli permetta una piena agibilità politica, insomma che in cambio dei suoi voti gli conceda l’agognata grazia. In questo caso non si tratterebbe di una concessione ma di una estorsione. E, diciamocela tutta, non sarebbe un bel vedere. La morale della favola è presto detta: mors tua vita mea. Solo se i nostri due eroi (si fa per dire) sbatteranno la loro testolina contro il muro, avremo forse un presidente della Repubblica all’altezza dei suoi compiti. Ne abbiamo un disperato bisogno. Soprattutto in un momento in cui una partitocrazia allo sbando alza la cresta.

Vorrei aggiungere che ieri la Banca di Spagna, approfittando del QE di cui Mario Draghi si fa artefice ha rifinanziato 23 B Euro al 1.6 % per dieci anni dal 4% dell’asta precedente, i nostri dormono, cosa aspettiamo a dar la balia all’arddomentato Renzi, di essere in rovina?
Eleggiamo Prodi Presidente con un moto del popolo e questi presuntuosi mandiamoli tutti in cantina ad invecchiare.
Caro Paolo,
Basta leggere il Financial Times di oggi per rendersi conto che l’Italia è data in default entro l’anno.
Ora abbiamo varie possibilità, mandare alla Presidenza della Repubblica Romano Prodi, che col suo curriculum superiore a quello di Warren Buffet metterebbe immediato stop alla speculazione contro di noi, peroi raddrizzare gradualmente la nostra economia, come lui saprà fare.
Oppure potremmo scegliere un altro economista di rilievo alla Monti con i risultati che abbiamo giá visto.
Infine potremmo anche scegliere un politico alla Napolitano e vedere un default cosa comporta.
Personalmente considero Romano Prodi, la scelta migliore per il paese e visti i problemi mentali di Berlusconi e l’arroganza stellare di Renzi, credo giusto appellarci all’amore per il nostro paese dei delegati Regionali ed alle coscienze civili dei rappresentanti onesti per una azione di forza, in tal senso.