“Lo si costituisca. È a questo punto che il capobanda dei ladri in uniforme esce allo scoperto per dichiarare il suo nome e la sua qualifica di salvatore, cioè per farsi re”.

Israeliani partecipano a una manifestazione,fuori dalla Knesset, il parlamento israeliano, a Gerusalemme contro il piano del primo ministro Benjamin Netanyahu di licenziare il capo del servizio di sicurezza interna Shin Bet e per chiedere il rilascio degli ostaggi detenuti da Hamas nella Striscia di Gaza. “I soldati dell’Idf hanno avviato nelle ultime ore un’operazione di terra nel quartiere di Shaboura a Rafah, distruggendo infrastrutture terroristiche”, ha dichiarato il portavoce dell’Idf, aggiungendo che le forze stanno espandendo le attività nel sud della Striscia di Gaza,mentre continuano le operazioni anche nel centro e nel nord del territorio.”Nel nord della Striscia, le forze dell’Idf hanno colpito un’infrastruttura terroristica utilizzata negli ultimi mesi come centro di comando e controllo di Hamas, da cui venivano pianificate ed eseguite operazioni contro l’Idf e i civili israeliani”. Il rappresentante israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, dopo una riunione del Consiglio di Sicurezza, ha dichiarato che “a Hamas è stata data una scelta e ha scelto la guerra”. “I terroristi di Hamas si sono infiltrati in Israele e nella casa di Eli, hanno commesso un massacro, rapito, violentato e saccheggiato. Per tre mesi, Hamas ha fermato i negoziati quando aveva l’opportunità di estendere il cessate il fuoco,” ha denunciato Danon, aggiungendo che “la guerra continuerà finché i nostri ostaggi saranno detenuti da Hamas a Gaza, e finirà solo quando tutti torneranno a casa e Hamas sarà sconfitto. I consiglieri del primo ministro Benjamin Netanyahu saranno la prossima settimana a Wahington per discutere con l’amministrazione Trump del tema nucleare iraniano, oltre che di Gaza. Lo rivela il giornalista Barak Ravid sul portale Walla. Della delegazione israeliana faranno parte il ministro degli Affari strategici Ron Dermer, negoziatore capo per Gaza, e il consigliere per la sicurezza nazionale Tzachi Hanegbi. Sarà il primo incontro del Forum strategico israelo-americano da quando il presidente Donald Trump è entrato in carica. Un missile balistico è stato lanciato dallo Yemen contro il territorio israeliano. Lo hanno riferito i media locali, precisando che le sirene d’allarme sono scattate nella zona centrale dello Stato ebraico e nell’area di Gerusalemme. A quanto riferisce il Times of Israel, che cita fonti dell’Idf, il missile è stato intercettato con successo dalle difese aeree prima che arrivasse sul territorio di Israele. E’ il terzo attacco Houthi contro Israele negli ultimi due giorni, il secondo da questa mattina presto. Il presidente israeliano Isaac Herzog attacca il governo di Benjamin Netanyahu per aver perseguito politiche “divisive” e “unilaterali”. “Di recente sono stati emessi migliaia di ordini di chiamata alle armi per la riserva. E’ inconcepibile mandare i nostri figli al fronte mentre allo stesso tempo si perseguono mosse controverse che approfondiscono la divisione all’interno del popolo” ha detto Herzog in un messaggio video pubblicato sui media israeliani. “Purtroppo”, aggiunge il presidente israeliano, “stiamo assistendo a una serie di azioni unilaterali e sono profondamente preoccupato per il loro impatto sulla nostra resilienza nazionale”. “Chiedo che ogni passo venga attentamente considerato ed esaminato per vedere se contribuisce alla resilienza nazionale, e soprattutto se contribuisce allo sforzo bellico e al ritorno degli ostaggi”, conclude Herzog. “Il Consiglio europeo deplora la rottura del cessate il fuoco a Gaza, che ha causato un gran numero di vittime civili nei recenti attacchi aerei. Quindi deplora il rifiuto di Hamas di consegnare gli ostaggi rimasti”.E’ quanto si legge nel capitolo delle conclusioni approvate dal Consiglio dedicate al Medio Oriente. “Il Consiglio europeo chiede inoltre – prosegue il testo -un immediato ritorno alla piena attuazione dell’accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi. Sottolinea la necessità di progredire verso la sua seconda fase, in vista della sua piena attuazione che porti al rilascio di tutti gli ostaggi e alla fine definitiva delle ostilità. “Il Consiglio europeo accoglie con favore il piano di ripresa e ricostruzione araba approvato al vertice del Cairo del 4 marzo 2025. L’Unione europea è pronta a impegnarsi con i suoi partner arabi, nonché con altri partner internazionali, su tale base. L’Unione europea rimane fermamente impegnata per una pace duratura e sostenibile basata sulla soluzione dei due Stati ed è pronta a contribuire a tutti gli sforzi verso questa soluzione e invita tutte le parti ad astenersi da azioni che ne compromettano la fattibilità. E tuttavia, malgrado le nostre abitudini, ci siamo comportati con gran civiltà.
Giuseppe Basilico

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