
Le incursioni dei Turchi e prima di essi dei saraceni divennero un incubo per gli abitanti delle nostre coste dalla Liguria alla Sicilia e la Toscana fu una delle regioni prese maggiormente di mira. In realtà, quelli che venivano chiamati Turchi erano soprattutto i corsari barbareschi maghrebini come il celebre Khayr al-Din detto il Barbarossa che nel 1554 assalì’ l’isola del Giglio, la saccheggiò e portò via come schiavi quasi tutti i gigliesi superstiti ( circa 700 persone)..
E’ quindi comprensibile che queste scorrerie fossero un incubo per le popolazioni e che abbiano caratterizzato fortemente l’immaginario collettivo nel corso dei secoli (l’ultima avvenne nel 1799 sempre al Giglio e fu fortunatamente respinta) dando origine a leggende, ad aneddoti a racconti di miracoli e di prodigi.
Un recente libro di Franco Ciarleglio Mamma li turchi ! (edito da Sarnus.Polistampa) presenta alcune di queste storie, tra le più significative nate dall’eroica resistenza dei nostri antenati ma anche dalla ricchezza della fantasia popolare, Non solo agguati e scontri cruenti, ma anche amori e tradimenti, fantasmi, animali mitologici, e talvolta l’origine di feste, tradizioni e ricorrenze che sopravvivono ancora oggi. |
Un libro di piccole dimensioni ma particolarmente gustoso, succulento con ben 31 racconti che alternano toni drammatici ,sentimentali, epici, tragicomici o avvolti da un’aura di mistero .Ne cito solo alcuni a titolo di esempio La leggenda di Kinzica, La spiaggia del’ innamorata, La leggenda di Ubertenga, La principessa prigioniera, Il polpo campanaro, La Torre di Giuda, La Madonna Nera di Positano, La nave pietrificata. Ma nche gli altri hanno titoli e temi altrettanto evocativi.
Ne abbiamo parlato in questa intervista con l’autore.
Anzitutto la domanda di rito: come è nato questo libro così originale ?
Stavo rileggendo il mio libro “Lo Struscio Toscano” durante il periodo della pandemia e mi sono soffermato sulla leggenda della “Bella Marsilia”, una storia che mi ha sempre affascinato, fin da quando da giovane frequentavo il Parco dell’Uccellina di Alberese. Quella bellissima torre di avvistamento sul mare mi aveva sempre incuriosito e mi ero immaginato quante altre storie simili si erano svolte nel tempo lungo le coste toscane. Quella lettura è stata l’occasione per cominciare a cercare fra libri, racconti su internet e suggerimenti di amici tante storie e leggende sugli assalti saraceni alle coste della Toscana, poi estese anche alle coste del Settentrione e del Mezzogiorno d’Italia.
Come si lega questo agli altri numerosi libri che lei ha scritto su storia fiorentina e toscana su usanze, modi di dire ?
Il legame che unisce “Mamma li Turchi!” agli altri libri della mia produzione penso sia la forza e il fascino della “leggenda”, che è sempre alla base di tutti i miei racconti.
Tra l’altro, molte leggende, hanno un fondamento storico….
Trovo che in tutte le leggende ci sia sempre un fondamento storico, una base di realtà che ha dato origine alle più incontrollabili “passaparola” tra persona e persona, poi tra borgo e borgo e infine tra popolo e popolo fino ad arrivare ai nostri giorni. In molti casi le leggende ci giungono con una chiara e netta parvenza storica, altre volte sono addirittura i Santi e le Madonne in persona che diventano protagonisti nel risolvere i vari problemi!
In Toscana c’è stata una particolare fioritura di queste leggende ?
La Toscana è piena di leggende, direi che ne è letteralmente invasa e del resto nei tempi passati molti sono stati i narratori, più o meno noti, che hanno dato origine con i loro racconti a storie, più o meno credibili, poi spesso narrate in famiglia la sera, al caldo del focolare, dopo la cena. Forse la Toscana è “privilegiata” in materia ma ho potuto constatare che anche le altre parti del nostro paese non sono da meno come diffusione di leggende.
Nato sulle rive dell’Arno a Sovigliana, nel comune di Vinci (Firenze), Franco Ciarleglio, laureato in giurisprudenza è appassionato da sempre di giostre, palii e tornei medievali ed è un divulgatore di aneddoti, curiosità e leggende della storia ‘minore’ dell’antica Firenze e della Toscana.
Nel 2001 pubblica Lo struscio fiorentino, una guida di Firenze fuori dal circuito turistico di massa, più volte ristampata e poi tradotta in inglese, aggiornata (Il canto dei Bischeri, 2010), estesa (Lo struscio toscano, 2013), ampliata (2021).
Suoi anche i romanzi Il segreto della priora (2011), La mappa (2013) e, editi da Mauro Pagliai, Il lato buio del giardino (2017), L’ultima chiave del mazzo (2019).
Nel 2014 esce per Sarnus Adagi ma non troppo, illustrato da Cesare Serni, in cui si spiegano origini ed etimologie di tanti modi di dire toscani, seguito nel 2015 da Adagi con Brio e nel 2016 da Adagi allegri andanti. Ancora per le edizioni Sarnus escono nel 2017 Burle toscane: ovvero le ciarle di Ciarleglio, nel 2018 Da piazza della Passera al vicolo dello Scandalo, nel 2023 Mamma li Turchi!
Gabriele Parenti

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