Inglese di origine libica di seconda generazione con genitori profughi.
Mentre qualcuno sostiene che è inglese è necessario ribadire di origine libica il che significa, semplicemente, che l’invasione islamica è già iniziata due o tre generazioni fa. E chi ha accolto si è covato le serpi in seno. Inutile sottolineare che non per tutti è così ma soltanto per poche menti fragili. Perchè ora sappiamo, per avere toccato vieppiù con mano, ahinoi, che uno è sufficiente per commettere una strage. Senza possibiltà di difesa. Non vogliamo certo auspicare nè fare confronti con le guerre tradizionali, che di guerra si tratta, ma almeno c’erano le sirene e i rifugi e le campagne. E i primi a essere protetti e tutelati erano proprio i bambini.
E ora siamo del gatto perchè li abbiamo già in casa. Ragionamento semplice, lapalissiano, ma qualcuno ancora non lo capisce. E non lo vuole ammettere.
Quanto all’immigrazione, certo non assimilabile del tutto al terrorismo, chi arriva ora potrebbe, in ipotesi se pur remota, diventare come lui. Magari alla prossima generazione.
No, non significa essere razzisti ma realisti.
Lo Ius soli ha permesso al mostro di Manchester attenzionato dai servizi segreti e in odore di radicalizzazione di andare e tornare dalla Libia e, pare, dalla Siria, senza che nessuno potesse dirgli nulla, perchè lui era inglese. Come il fratello arrestato a Tripoli. E poi la famiglia ormai considerata una piccola cellula del terrore.
Non riusciamo più nemmeno a commemorare le vittime di una strage che subito si ha notizia di un’altra. Sempre di più stretta misura. Il male non ha nè babbo nè mamma. E’ e basta.
Si parla della mafia. Un fenomeno con cui abbiamo dovuto e dobbiamo convivere. Ma accogliere volentieri chi ha un comportamento violento, di qualsiasi violenza, no, questo nessuno ce lo può chiedere.
E’ vero, anche noi siamo stati cattivi, abbiamo fatto cose tremende e inconcepibili, come stragi di massa, collettive, oppure orribili delitti ad personam, come sciogliere un bambino nell’acido. Ma speravamo di esserne usciti. O di vedere almeno la luce in fondo al tunnel. Ma ogni tanto la luce si riaffioca e qualcuno ci riaffossa nel buio.
E l’odio e i rancori la fanno da padrone. Qualcuno sostiene che siamo destinati, noi occidentali, alla soppressione. Lo vorrebbero i poteri forti. Coloro che sanno e che hanno la verità in tasca lo danno per scontato. Ma stentiamo a crederci. E poi, cui prodest.
Note a margine
A Milano si è manifestato contro muri che non ci sono, se non a Ventimiglia o al Brennero. Va bene, ma sullo zerbino del welcome, sul ponte aperto ci sia come un pedaggio una piccola regola: ognuno può pregare chi vuole, ma importare valori che negano diritti e libertà (di pensiero, di espressione, di dissenso, di orientamento sessuale) vuol dire importare da noi le culture dei paesi da cui i migranti se ne vanno o devono andarsene. Tanto valeva restassero dall’altra parte del ponte. (Tony Capuozzo).
Per non parlare della funerea visita del Tycoon e famiglia, Addams, in seconda istanza. Se il nero le maniche lunghe e l’accollo col classico filo di perle, unico monile consentito, sono protocollari, il muso no. Sempre bellissimo, comunque.
Francesco avrà certamente preso precauzioni sotto la talare bianca.
Carla Ceretelli

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