Non è una bella storia quella che coinvolge Edmondo Bruti Liberati, procuratore aggiunto di Milano ed esponente storico di Magistratura democratica, il sindacato delle toghe rosse.
Niente di meno è sospettato, quando era presidente del comitato di sorveglianza Olaf, di aver divulgato o permesso la divulgazione o non aver saputo impedire la divulgazione di notizie riservate.
Il nostro garantismo non viene meno per il fatto che trattasi dell’esponente di spicco della parte meno garantista della magistratura.
Le cronache riportano che un nutrito gruppo di parlamentari europei della Casa delle Libertà (Antonio Tajani, Lorenzo Cesa, Gianni De Michelis, Cristiana Muscardini, Mario Borghezio, Mario Mauro, Giuseppe Gargani,
Renato Brunetta, Jas Gavronski, Alessandro Battilocchio, Roberta
Angelilli, Armando Dionisi, Vito Monsignore ) ha presentato una interrogazione nella quale, maliziosamente, si chiede di sapere se “questi documenti, classificati come riservati, finiti nelle mani di alcuni giornalisti e di alcuni dirigenti di agenzie comunitarie che si trovavano in situazioni di contenzioso con la Commissione Ue” abbiano continuato ad essere divulgati anche “dopo il rinnovo del Comitato di vigilanza del
novembre 2005”,cioè dopo che Bruti Liberati era stato sostituito nel suo incarico.
Ma a noi pare di poter dire che solo all’estero si può sospettare che un magistrato divulghi notizie riservate o violi il segreto istruttorio.
In Italia non verrebbe mai in mente a nessuno
Magistrato sospettato di divulgare segreti: solo all’estero può accadere
Non è una bella storia quella che coinvolge Edmondo Bruti Liberati, procuratore aggiunto di Milano ed esponente storico di Magistratura democratica, il sindacato delle toghe rosse.

Difatti: proprio non se ne parla!