E’ scandaloso che la politica quella con la P maiuscola faccia errori o canagliate come la candidatura di una persona inesperta di amministrazione.
“Il sindaco Marino dimostri di essere all’altezza, sino ad ora non l’ha fatto, subito, in caso contrario se ne vada a casa”. Queste in estrema sintesi e riassunte per brevità di cronaca le parole del premier Matteo Renzi non più tardi di due mesi fa dopo l’ennesimo caso di arresti nel triste “affaire” di “Mafia Capitale” . E dette dal numero uno di palazzo Chigi, suo segretario di partito ed ex sindaco (quindi esperto) ed ex presidente della Provincia di Firenze erano suonate fortissime, in attesa del non concesso scioglimento del consiglio comunale della città di Roma e il rimpasto “forzoso” della giunta del chirurgo Dem. Anche noi con un po’ di riluttanza avevamo assecondato la proposta del presidente del Consiglio dei ministri che aveva concesso un’ultima chance di cambiamento per la “Città eterna” turbata dai clamorosi scandali finiti sulle prime pagine e nei titoli di testa di tutti i quotidiani e Tg internazionali. Ma dentro di noi sapevamo che la scelta era sbagliata dall’inizio e quella di Renzi era la classica “piaga purulenta del medico pietoso”. Il problema è nel manico o se volete nel bisturi, se uno dopo due anni di governo della città non si è accorto di nulla (al contrario del suo predecessore Gianni Alemanno che invece con i “Signori” di Roma ci andava pure a cena….) non può cambiare in poco tempo, gli mancano i fondamentali e il fiuto che non si impara in una legislatura ne tanto meno con le complesse problematiche della Capitale. E a conferma di ciò che stiamo dicendo arriva anche il commento sul blog di La Repubblica dell’ottimo Concetto Vecchio: ” E’ la sesta volta dacché è sindaco (due anni) che Ignazio Marino vola negli Usa: lo scorso Capodanno vi andò a sciare, e si fece pure male. Stavolta era a New York mentre l’Italia assisteva incredula al funerale stile Sopranos dei Casamonica. Queste vacanze oltre Oceano segnalano un’ingenuità, e pongono un interrogativo: può il sindaco di Roma stare troppo lontano dalla Capitale per periodi anche mediamente brevi? Il sindaco di questa Roma: una città squassata dagli scandali, fragile, ipersensibile, dove ogni settimana scoppia una grana da prima pagina. Psicologicamente Marino in questo modo accentua la sua estraneità, o quantomeno dà l’impressione di accentuarla. E’ una questione di presenza. Non sono in discussione le ferie di un sindaco, che sono sacre, ma la sua reperibilità, la sua capacità di stare sul pezzo, ed eventualmente anche la prontezza di rientrare nel giro di 12 ore. Non lontano da Roma ci sono pur sempre spiagge bellissime”. A queste considerazioni noi vogliamo aggiungere una cosa. Troviamo scandaloso che la politica quella con la P maiuscola faccia errori o canagliate come la candidatura di una persona inesperta di amministrazione come Ignazio Marino. Perchè parliamoci chiaro, l’allora senatore Marino due anni fa fu “tolto dai coglioni” lui e la sua posizione critica nei confronti del segretario Pier Luigi Bersani e dal rottamatore Matteo Renzi allora in corsa per le primarie nella sfida per la candidatura a premier delle funeste elezioni del 2013. E’ vergognoso, e lo scrivo da ex sindaco di un comune di 12 mila abitanti, che gli enti locali vero specchio del nostro Paese vengano affidati a chiunque e chichessia per giochi di palazzo e di mero potere. Qui il Belpaese sta andando veramente a “puttane” e per dirla con quel genio di Bersani…..”oè ragazzi non siamo mica qui a pettinare le bambole”.

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