
E’ stato quindi per noi, incalliti liberali, davvero sconcertante apprendere che Lei ha richiesto all’oggi primo ministro russo Vladimir Putin di tenere la lezione di apertura della cosiddetta “Università del Pensiero Liberale”.
La Sua iniziativa è un vero paradosso e ribalta in modo inaccettabile gli elementi essenziali ed ineludibili del pensiero dei padri fondatori del liberalismo italiano ed europeo. E’ l’associazione di una parola sacra : libertà, ad una storia politica che nasce nel Kgb sovietico e prosegue con metodi di polizia, di occultamento della verità, di ripristino della vecchia mitologia del potere sovietico ora mescolata agli sgargianti interessi personali dei nuovi dominatori dell’economia.
Non è Vladimir Putin l’uomo che può insegnare, in Italia e nell’Occidente, cos’è la libertà, tanto meno in ambito economico. L’oppositore di Putin Khodorkosky è stato spogliato della sua società, la Yukos, e dopo un processo farsa è ora costretto ai lavori forzati.
Lo stesso destinoè stato riservato a Platon Lebedev.
La morsa del potere politico rappresentato da Putin si è stretta sulla indipendenza, non solo proprietaria, dei media, prontamente nazionalizzati o ricondotti alla dipendenza dagli ordini politici. Nulla si fa conoscere circa i veri responsabili della morte di Anna Politkovskaja, giornalista del giornale, quello sì liberale, Novaja Gazeta, impegnata nella più liberale delle funzioni: criticare il governo per le reticenze e le responsabilità nel conflitto ceceno.
Le voci russe che non riescono a parlare liberamente o che non parlano più del tutto sono troppe perché si possa accettare senza reagire la Sua iniziativa, che è stata formulata in un’ occasione ufficiale nella Sua veste di presidente del Consiglio del nostro Paese e perciò doppiamente sconcertante ed offensiva per tutti gli uomini e le donne liberali. Abbiamo infatti il diritto di pretendere che il presidente del Consiglio italiano rispetti le tradizioni, la cultura e i valori dei padri fondatori del liberalismo che sono anche i padri fondatori del nostro Paese.
Finchè Lei sarà presidente del Consiglio avremo il diritto di chiederLe di astenersi dal mescolare la propensione personale ad un rapporto preferenziale con Vladimir Putin con la storia del liberalismo, che appartiene anche alla nostra storia personale.
Ci preoccupa, infine, questo Suo invito, perché esso sembra contenere l’auspicio di una stretta integrazione tra il sistema realizzato da Vladimir Putin e quello italiano. Ma non è del modello russo che ha bisogno l’Italia, siamo certi che di questo sono convinti tutti gli italiani.
Adesioni pervenute alla lettera aperta a Berlusconi
Associazioni:
Alleanza Lib-Lab
Associazione per la Democrazia liberale
Comitato liberale di Alleanza per l’Italia
Liberal PD
Nessuno Escluso
Prato Città Liberale
Sinistra Liberale
Spazio Lib-lab
Adesioni individuali:
Barzini Ludina
Battaglia Adolfo (Liberal PD)
Bianco Enzo (Presidente Liberal PD – Senatore)
Bitetto Andrea
Bogi Giorgio (Liberal PD)
Buratti Tonino
Cassano Gim
Cesco Giuseppe
Cimiotta Vittorio
Colla Paolo (Nessuno Escluso)
De Luca Stefano (Segretario PLI)
Del Giacco Sergio
Di Massimo Guido (PLI)
Facchetti Beppe
Fortuna Nicola (PLI)
Galluccio Fabio
Gentile Claudio (PLI)
Gerolimetto Bruno
Gerolimetto Mario
Gozi Sandro (Liberal PD – deputato)
Guzzanti Paolo (deputato PLI)
Lecis Enrico
Lupoli Renato
Maccanico Antonio (Liberal PD)
Magnifico Giovanni
Marzari Fabio
Minucci Franco (Liberal PD)
Monaco Ignazio
Morganti Franco
Palaferri Galgano (PLI)
Palumbo Enzo (Presidente Consiglio Nazionale PLI)
Passalacqua Gianfranco
Pasta Alberto
Pera Costanza
Prodomo Raffaele
Quaglieni Pierfranco (direttore Centro Pannunzio – Torino)
Quero Matteo (Nessuno Escluso)
Rangoni Machiavelli Beatrice (vice-presidente e patron Internazionale Liberale)
Saitta Antonio – Messina
Scarano Maurizio
Steffenino Mario
Terzi Giuliano
Vernetti Gianni (Gruppo Italiano Internazionale Liberale – deputato)
Vetritto Giovanni (Critica liberale)
Vignudelli Marco (Liberal PD)
Volante Marco
Zaniboni Maria
Zanone Valerio
Zorcolo Luigi

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