Mercoledì scorso, nella prestigiosa cornice di una sala di Montecitorio, è stato presentato il libro di Antonio Del Pennino e Daniele Merlo relativo ai complessi problemi del fine vita (“Di che vita morire” ed. Gaffi, a cura di Gianfranco Gioielli). I presentatori, oltre agli autori, erano Stefano Folli e il Presidente della Camera Gianfranco Fini il quale ha fatto un puntuale intervento sulla materia trattata dal libro partecipando a tutta la manifestazione malgrado la trasmissione Porta a Porta che lo attendeva e i tumulti parlamentari che riguardavano i suoi stessi deputati.
L’accumularsi nelle stesse ore di molti eventi ha impedito ai media di segnalare la manifestazione che però aveva un chiaro significato politico perché tra le file dei numerosi partecipanti era presente praticamente riunificato tutto il vecchio establishment laico e repubblicano. Tra gli altri, oltre a Zanone, De Luca e Biondi per l’area liberale, erano presenti ex ministri repubblicani come Battaglia, Bogi e Gunnella, esponenti delle varie famiglie repubblicane come Santoro, la signora Sbarbati e persino l’attuale segretario del PRI Nucara. Giorgio La Malfa aveva mandato una lettera di incoraggiamento. Tra gli altri ancora erano presenti il senatore Turci, già Presidente della Regione Emilia Romagna e l’assessore milanese Landi di Chiavenna.
L’evento segnala che attorno al molto applaudito Gianfranco Fini si sta coagulando un secondo partito finiano esterno al Pdl che corrisponde specularmente a quello ancora interno al partito di Berlusconi.
Il pubblico presente aveva prevalentemente un’età superiore ai sessant’anni ma questo non vuol dire che non abbia ancora una certa influenza su un elettorato laico di centro che potrebbe trovare riscontro soprattutto nell’area degli astenuti. Se così non fosse, lo specifico argomento del libro, il fine vita, potrebbe comunque prestarsi ai pensieri e ai progetti del pubblico affluito a Montecitorio mercoledì scorso.
Giacomo Properzj
www.leragioni.it

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