
“No. Non vogliamo mandarci nessuno. Tanto meno voi”. Il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato le parti coinvolte nel cessate il fuoco in Libano a rispettare i loro impegni “il prima possibile”, mentre il Libano accusa Israele di “rimandare” il suo ritiro dal sud del Paese. Emmanuel Macron ha fatto questa richiesta durante una conversazione telefonica con il suo omologo libanese Joseph Aoun presidente del Libano. L’ufficio del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, aveva dichiarato ieri che il ritiro delle forze armate sarebbe proseguito oltre la scadenza del 26 gennaio, cioe’ oggi, previsto dall’accordo. Israele non ha ancora ricevuto informazioni da Hamas sulle sorti dei 33 ostaggi che saranno rilasciati nella prima fase dell’accordo sul cessate il fuoco che è entrato in vigore questa settimana. Lo riporta il Times of Israel. Secondo i termini dell’accordo Hamas doveva far sapere a Israele entro ieri quale dei restanti 26 ostaggi della lista, che rientrano nella cosiddetta ‘categoria umanitaria’ di donne, bambini, anziani e infermi, siano vivi. Il primo ministro Benjamin Netanyahu sta cercando di organizzare un incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Washington. Lo ha detto il suo portavoce Omer Dostri alla Cnn aggiungendo che l’incontro avrà “probabilmente” luogo in due settimane, ma i piani sono ancora in via di sviluppo e non sono ancora un “accordo fatto”. Sabato sera, una bambina palestinese è morta a causa delle ferite riportate durante un raid dell’esercito israeliano nel villaggio di Muthalath Ash-Shuhada,a sud della città di Jenin, nella Cisgiordania occupata. Lo ha reso noto il Ministero della Salute palestinese citato dall’agenzia locale Wafa.Il Ministero ha confermato che Layla Mohammad Aymanal-Khatib, di 2 anni e mezzo, è morta per una ferita alla testa causata da proiettili sparati dall’esercito israeliano. La Casa Bianca avrebbe ordinato al Pentagono di inviare bombe del peso di 907 chilogrammi a Israele che l’amministrazione Biden aveva precedentemente ordinato di fermare. Lo riporta Ynet spiegando che anche l’ostacolo alla consegna dei bulldozer D9 a Israele è stato rimosso. Un detenuto palestinese destinato al rilascio come parte dell’accordo tra Israele e Hamas si è rifiutato di tornare a Gaza, dicendo di temere per la sua vita.È stato sostituito con un prigioniero che avrebbe dovuto essere scarcerato la prossima settimana. Lo ha riferito il servizio carcerario. Israele stima che Hamas ha pubblicato ieri sera l’elenco di tutti i sequestrati che verranno rilasciati nella prima fase dell’accordo, ma non è ancora chiaro se si tratterà di un elenco dettagliato in cui viene confermata l’esistenza in vita di ognuno, oppure se siano morti in cattività. Lo riferisce la tv pubblica Kan. Israele ritiene che otto su 33 siano deceduti. Il presidente Trump ha ottenuto il rilascio di altri quattro ostaggi israeliani che, per troppo tempo, sono stati trattenuti contro la loro volontà da Hamas in condizioni orribili. Gli Stati Uniti continueranno con il loro grande partner Israele a spingere per il rilascio di tutti gli ostaggi rimasti e per il perseguimento della pace in tutta la regione”: così la Casa Bianca in una nota a commento della liberazione di altri quattro ostaggi israeliani. I media palestinesi riportano di un morto e diversi feriti dopo che le truppe delle Forze di difesa israeliane avrebbero aperto il fuoco contro persone che si stavano avvicinando all’area del Corridoio di Netzarim. Lo riferisce ieri Times of Israel. L’esercito israeliano non ha ancora commentato queste affermazioni. Hamas, in una dichiarazione ufficiale, ha accusato Israele di “ritardare ancora l’attuazione dei termini del cessate il fuoco” e dell’accordo sugli ostaggi, non permettendo il ritorno dei palestinesi sfollati nel nord della Striscia di Gaza. Secondo i termini dell’accordo, Israele avrebbe dovuto ritirarsi da una parte del Corridoio di Netzarim entro domani e permettere ai palestinesi di tornare nel nord di Gaza attraverso la strada costiera. L’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu tuttavia ha dichiarato che non permetterà ai palestinesi di raggiungere il nord della Striscia fino a quando Hamas non “organizzerà” il rilascio della civile Arbel Yehud, che avrebbe dovuto essere liberata ieri. Durante la liberazione odierna dei prigionieri palestinesi, due dei detenuti rilasciati si sono rifiutati di salire sull’autobus che li avrebbe condotti dalla prigione di Ketziot in Egitto. Lo riporta l’emittente pubblica Kan, come riferisce Times of Israel. Alla fine uno dei detenuti ha accettato di salire a bordo, mentre l’altro ha mantenuto il suo rifiuto ed è stato sostituito da un altro prigioniero. Primo Ministro Benjamin Netanyahu, con voi no, ma con gli egiziani sì.
Giuseppe Basilico

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