Vi ricordate la copertina pubblicata ani fa da un settimanale tedesco con un piatto di spaghetti ed una pistola e l ‘accusa di essere un popolo di mafiosi ? Orribile. Ma ci risiamo . Gli stessi giornali teutonici ci danno dei ” barboni ” e ci descrivono come una piccola Ape tricolore che finisce in un burrone. Brutta malattia quella di questi scribacchini che esprimono valutazioni razziste Nessuno sa, ad oggi, quale sarà il governo che andrà a guidare il nostro Paese , o forse possiamo intuirlo ed immaginarlo .Ma al di là delle valutazioni che ognuno di noi potrà dare , non è certo ammesso che un altro popolo , non scevro di colpe gravi , possa continuare ad insultarci. E non si tratta di certo di un sobbalzo di sovranità o di uno sventolio di bandiere tricolori , ma la sacrosanta richiesta di un doveroso rispetto. Anche e soprattutto istituzionale. Questa Europa ha già commesso troppi errori nel passato e nessuno sente il bisogno di alzare i toni e di creare conflittualità tra Paesi che andrebbero solamente ad indebolire una fragile alleanza anche di fronte al carrarmato Trump.. Sarà inevitabile riscrivere una pagina che i padri costituenti avevano tracciato dopo i drammi della seconda guerra mondiale. La crisi politica che attanaglia l ‘ Europa , a partire proprio dalla Germania, non aiuta ad affrontare i problemi con lucidità e lungimiranza. E solitamente gli insulti razzisti sono sempre stati l’ inizio di brutte avventure e di nuove barbarie. L’ assenza della socialdemocrazia, che spesso era stata in grado di lenire i conflitti , oggi si sente più che mai. Ci attendono tempi oscuri. La mancanza di leader autorevoli porta ad essere l’ Italia un preoccupante vaso di coccio
Roberto Caputo

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