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Non è più tempo di detrattori

Lo stato attuale di crisi deve fare i conti con una situazione che senz’altro desta maggiore preoccupazione e legata allo sviluppo dell’immigrazione dal sud e dall’est del mondo

di Angelo Giubileo | 28 Maggio 2018

Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione, quindi, è eccellente.L’espressione, attribuita a Confucio, rispecchia fedelmente la fase globalista che stiamo attraversando a diverse latitudini e longitudini, escluse le situazioni di perdurante e conseguente immobilismo che attraversano la stragrande maggioranza delle società sovraniste del continente africano (in particolare, per quanto concerne l’area subsahariana), dell’area mediorientale, in gran parte del continente asiatico, e in buona parte dell’America latina.

In breve, si tratta di tutte aree geopolitiche già caratterizzate da una forte accelerazione dei tassi demografici di crescita delle popolazioni, tassi che peraltro nelle medesime aree sovrappopolate sono stimati in tendenziale e costante aumento oltre il 2%. In generale, sopra tutti, è questo il dato che emerge: la popolazione mondiale è cresciuta dal 1950 a oggi, da1,5 circa a 7,5 circa miliardi di persone e per il 2050 le stime più accreditate parlano di oltre 9 miliardi di persone. Salvo fenomeni eccezionali, quali guerre e carestie.

Normalmente discutiamo, ovunque ma molto meno nei territori succitati per ragioni discriminanti che è fin troppo facile comprendere, delle dinamiche e in specie dei rapporti di forza che regolano l’attività di governo dei territori; eppure, solitamente, trascuriamo l’elemento che è alla base di tali rapporti, ovvero, secondo l’uso di una terminologia paretiana abbastanza diffusa, lo scambio di potere tra una “élite” e la “restante parte del corpo sociale”.

Nell’Occidente industrializzato, il processo di consolidamento e revisione di questo scambio è continuo ed è iniziato dopo una prolungata fase di rottura coincisa con lo scoppio della Prima e Seconda Guerra mondiale. Da circa trent’anni, il nuovo processo di consolidamento e revisione prosegue su scala mondiale, mediante lagiovane apertura dei mercati commerciali e finanziari oltre quelli tradizionali dellavecchia politica fino ad allora ancorata al sistema dei due blocchi dell’Est sovietico e dell’Ovest statunitense. Questa fase ha incontrato e incontra ostacoli e fratture, trattandosi pur sempre dell’esercizio di dinamiche e rapporti di forza contrastanti, fino all’attuale stato di crisi. Ma, il nodo gordiano dell’intera questione che occorre sciogliere riguarda, ora, l’obiettivo del nuovo assestamento che bisogna raggiungere. Salvo rotture.

In rapida ed estrema sintesi, guardando agli ultimi trent’anni a Ovest, rammento che la fase dell’attuale crisi dei rapporti internazionali è iniziata soprattutto attraverso un rinnovato scontro tra forze di potere occidentali e mediorientali, significativamente attraverso le guerre del Golfo, è proseguita con la crisi di debito sovrano dei paesi dell’Ue – quella che ha caratterizzato l’assetto socio-politico-economico dei PIIGS, acronimo tratto dal termine inglese pigs che tradotto in italiano sta per maiali, e cioè Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna -, l’elezione di Trump alla Casa Bianca, la Brexit e quanto accade ormai quotidianamente, ancora sotto l’egida degli Stati Uniti, a diverse latitudini e longitudini del pianeta.

Per quanto concerne l’area dell’Unione Europea, lo stato attuale di crisi deve fare i conti con una situazione che senz’altro desta maggiore preoccupazione e legata allo sviluppo dell’immigrazione dal sud e dall’est del mondo. Il compito che attende, più di tutti, il governo dell’Ue è senz’altro complicato, difficile e impegnativo. Per cui, senza dubbio alcuno, occorrerebbe piuttosto uno sforzo comune di tutte le componenti socio-politiche-economiche, impegnate sia sulle diverse scale nazionali che sovranazionale.

Non è più tempo di distinguo, occorre impegnarsi tutti insieme, davvero tutti insieme, per ritrovare una soluzione capace di garantire stabilmente un nuovo assetto di potere utile a regolare pacificamente lo scambio tra “élite” e “restante parte del corpo sociale”. Grande è la confusione sotto il cielo, ma, se c’è questo impegno comune, la situazione potrebbe rivelarsi eccellente.

 Angelo Giubileo

Pubblicato in : EditorialeTag: africa, asia. Italia, brexit, casa bianca, commissione europea, conti, crisi, europa, geopolitica, governo, governo Casa Bianca, grecia, guerra mondiale, italia, mercati, mondo, persone, processo, scambio, seconda guerra mondiale, soluzione, spagna, stati uniti, sviluppo, Trump

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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