Gli uomini, soprattutto i politici, non dovrebbero essere giudicati quando hanno il vento a favore. Prudenza vuole che si aspetti di vedere come reagiscono quando il vento soffia loro in faccia. Ci si accorgerebbe, così, che guadagnare cinicamente consensi spropositati giocando con la vita di poveri emigranti non significa essere un genio dal punto di vista politico. E alcune centinaia di migliaia di persone che, imitandolo, augurano buon pranzo ai pesci ogni volta che affonda un barcone, si rivelerebbero squallide caricature di questo leader “carismatico”, (a sua volta caricatura di un precedente leader carismatico).
Insomma, alla prima vera difficoltà, persino molti suoi esagitati sostenitori si sono dovuti ricredere. Salvini non è un fuoriclasse della politica: al massimo merita un posto nella lega dei semiprofessionisti. Ha sopravvalutato se stesso e sottovalutato gli avversari, per non parlare della limitatezza dei suoi argomenti: immigrati, barconi, porti chiusi. Ovvero paranoia politica, una fissazione capace di scatenare gli istinti più bassi ma nessuna di quelle sottigliezze che sono indispensabili ad un politico di livello. Quando ha stretto l’alleanza con i 5Stelle, ha fatto valere da subito il vantaggio di disporre di due forni. Oltre all’alleato di governo, i partiti di centrodestra. L’errore è stato pensare che la stessa cosa non fosse possibile per i 5Stelle. E, forse, addirittura non si è accorto che il presidente del consiglio, Conte e Di Maio, non solo non temevano la sua minaccia di crisi, ma la aspettavano come una occasione per liberarsi da un giogo che li stava strangolando. E, così, ora, dentro e fuori la Lega, non ha più l’immagine del vincente e dell’invincibile.
Per il Paese e per i suoi rapporti con l’Europa ed i tradizionali alleati, il ridimensionamento di Salvini e delle sue aberranti tesi è un bene. Ma la situazione non consente di stappare bottiglie di champagne. Servirebbe un governo subito per le misure necessarie a non fare scattare l’aumento dell’IVA. E’ di per se un obbiettivo sufficiente. Ma non si può fingere di non vedere che gli attori che stanno lavorando a nuove alleanze che ne consentano la nascita hanno, ciascuno per proprio conto, anche altre motivazioni e altri interessi. Il grande e inaspettato errore di Salvini ha restituito ai 5Stelle la perduta centralità e al PD e a Forza Italia l’opportunità di uscire dall’angolo. Ma non si deve dimenticare che a votare per sciogliere i nodi veri del Paese ci si dovrà andare, necessariamente, prima o poi. Solo il voto, infatti, può consentire (quando ci riesce) alleanze e schieramenti forti e credibili. Dopo la stagione della demagogia e della paranoia contro gli immigrati, breve ma non indolore, è necessaria quella della serietà e della concretezza.
Nicola Cariglia

L’aveva preconizzato Mozart caro Nicola. In questa nuova classe politica italiana “COSI’ FAN TUTTE”! A quando il rinsavimento? Io non lo scorgo!