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Ma l’italia è in salita o in discesa. Dipende dal punto di osservazione.

Da Capo Passero  o dalle Alpi. Ma  tutto il paese è paese. Come l’Europa. Se non ora quando.

di Carla Ceretelli | 17 Gennaio 2016

Titolone insignificante: “Crisi o crescita? Duello sui dati Eurostat”. “Nelle elaborazioni dello Sviluppo economico il paragone con gli altri Paesi UE non premia l’Italia” (sic!).

“Poi il ministero precisa: tanti i segnali positivi. Ma centrodestra e sinistra attaccano: servono nuove ricette”.  Cioè il nulla del nulla.

“Disoccupazione giovanile ancora troppo alta, industria in affanno e costruzioni che faticano a decollare. Tre indicatori di elezione  che spingono l’Italia tra gli ultimi posti nella UE rispetto ai Paesi che sono usciti più rapidamente e con più energia dalla crisi. È chiaro che, se si vuol sapere la verità, non bisogna leggere i quotidiani. O almeno non fermarsi ai titoli.. Sappiamo che sono state le vendite di automobili a tener su il Pil italiano nel 2015 ma stiamo parlando di volumi che viaggiano poco sopra quota 140 mila al mese. Ebbene nel 2008 il mercato italiano valeva poco meno di 240 mila auto vendute in un mese. E nessuno sa se torneremo a quei livelli. E’ cambiato il mondo e si  sono affermati nuovi stili di vita legati anche  alla sharing economy. Per tornare indietro, cioè economicamente avanti, sarebbe necessaria una crescita cinese alla vecchia maniera.

Sì, quei cinesi che scuoiano i cani e li cucinano nei loro ristoranti. Sic.

E il livello culturale? Un macello. Si assiste alla satira sugli errori grossolani del ragazzo medio italiano. Contemporaneamente all’uso spasmodico di gergo smartfoniano e wotsappiano.

Giovannino Guareschi dixit:

” Il latino è una lingua precisa, essenziale. Verrà abbandonata non perché inadeguata alle nuove esigenze del progresso, ma perché gli uomini nuovi non saranno più adeguati ad essa. Quando inizierà l’era dei demagoghi, dei ciarlatani, una lingua come quella latina non potrà più servire e qualsiasi cafone potrà impunemente tenere un discorso pubblico e parlare in modo tale da non essere cacciato a calci giù dalla tribuna. E il segreto consisterà nel fatto che egli, sfruttando un frasario approssimativo, elusivo e di gradevole effetto “sonoro” potrà parlare per un’ora senza dire niente. Cosa impossibile col latino”.

Davvero..e grande preveggente

Se avessi fatto carriera in politica mi sarei dedicata al recupero della vecchia media di una volta quando si facevano già le versioni che ora non si fanno neppure al ginnasio.

Purtroppo l’ignoranza avanza anche per queste scelte perverse di innovazione sgangherata.

Ho fatto fare il classico ai miei figli con la certezza che con quelle basi culturali avrebbero potuto  essere più consapevoli  nelle loro scelte. Magari è pura illusione giacchè tanti parametri esterni delineano le scelte di vita. Ma ci ho provato.

E anche in mancanza di  grande sensibilità sociale  possiamo sostenere che c’è  qualcosa che non va in un Paese che si preoccupa di salvare le banche mentre una madre di famiglia uccide una vicina perché le chiede di restituire un prestito di 100 euro che lei non ha.

Mentre la signora Cucchi sulla pelle del fratello cerca  la fama attraverso la tv la politica lo spettacolo e la gogna mediatica nei confronti di persone indagate ma non condannate. Forse colpevoli. La fama fa gola anche sulla pelle dei propri cari. Giusta  e assolutamente legittima di diritto e dovere la ricerca della giustizia..fino alla morte.. ma nulla più.

Intanto cinque ragazze  cinque poi salite a sei e più  muoiono di parto con le loro creature. Tutte italiane. Eppure la natalità, italiana conclamata,  è anche piuttosto bassa e ci stiamo avviando alla nascita zero…Ma da chi saranno intasati i reparti di maternità?

L’età avanzata delle neo  mamme resta un fattore di rischio, dice chi sa.  Grazie ministro è ovvio, ma questo  non significa sottovalutare certi sintomi per le giovani. Cinque casi anche così diversi in pochi giorni e durante il periodo festivo fanno riflettere, senza allarmismo, per carità.  Ma sottolineando l’opportunità di  fare turni accettabili e alternare ferie e permessi per coprire al centopercento certe unità  di prontointervento , come in genere sono  i reparti dei parti.

O meglio come erano dato che oggi sono abbastanza pilotati.

Mala cronaca della maternità… Il ministro, dopo che i buoi sono scappati,  ha inviato una squadra di ispettori negli ospedali  sotto controllo.  Dovranno verificare eventuali errori commessi nelle procedure eseguite per assistere le vittime. Il compito spetterà ai dirigenti del Ministero e dell’Agenas, ai Carabinieri dei Nas e ai rappresentanti delle regioni…ma  gli  eventuali errori saranno valutati dalla magistratura.  Si nota comunque a tutti i livelli una grande tendenza al ribasso..alla perdita di tanti risultati raggiunti con fatica.

Mala, mala tempora…

Nota a margine

“State molto attenti a far piangere una donna perché Dio conta le sue lacrime! La donna è uscita dalla costola dell’uomo, non dai piedi, infatti non doveva essere calpestata; non è uscita nemmeno dalla testa per essere superiore all’uomo; ma dal fianco per essere uguale, un pò più in basso del braccio per essere protetta, e dal lato del cuore per essere amata”  una  significativa e attualissima citazione estrapolata dal Talmud.

Se non ora quando.

Pubblicato in : EditorialeTag: banche, crisi, discorso, euro, giovani, italia, magistratura, mercato, mercato italiano, mondo, persone, satira, sviluppo

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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