Come se non bastasse l’inchiesta della magistratura sui diritti pagati da RAI Cinema, l’azienda del servizio pubblico radiotelevisivo è presa di mira (non è una novità) per i cachet faraonici pagati a numerosi conduttori di programmi televisivi. E’ bene precisare che in molti casi si tratta di cifre in linea con il “mercato”. E che i dipendenti dell’azienda, in massima parte hanno retribuzioni al di sotto di molti altri lavoratori che in altre aziende svolgono mansioni analoghe. Tuttavia, senza farne motivo di scandalo, ci sembra opportuno pubblicare una tabella tratta danewsletter UIL Contratt@Innovazione di settembre. I cittadini che pagano il canone hanno diritto di sapere. Ognuno farà le proprie valutazioni circa l’opportunità che lo Stato mantenga la proprietà dell’azienda che svolge il servizio pubblico radiotelevisivo.
La tabella è stata pubblicata da newsletter UIL Contratt@Innovazione di settembre
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