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Ma gli italiani sono fascisti ?

Sempre dalla parte sbagliata della Storia. Il fascista moderno, mimetizzato da destra a sinistra, esalta il dittatore, ne annusa la stoffa, applaude al suo falso coraggio.

di Enrico Martelloni | 3 Gennaio 2016

capriolaSono fascisti dentro, gli italiani servili, con il complesso d’inferiorità, approssimativi, spesso grezzi amici dei dittatori di oggi. Sempre dalla parte sbagliata della Storia. Il fascista moderno, mimetizzato da destra a sinistra, esalta il dittatore, ne annusa la stoffa, applaude al suo falso coraggio. Non importa se ha invaso un Paese e ne occupa una parte strategica. Al fascista dentro, come gli italiani, non interessa se ha distrutto generazioni di persone, se ha commesso stragi e assassini, se nel suo paese vige la regola dell’oligarchia e della prepotenza. Insomma della democrazia sa poco o nulla, ma si mimetizzare bene. Sono, i fascisti, come scrive nel suo libro “ A noi” Tommaso Cerno, nascosti nel modo di fare ma neppure più di tanto.  “ Un modello d’Italia e di italiano, simili nei difetti al popolo. Difetti che non sono scomparsi, sono solo mutati di sembianza. E che ritroviamo ancora oggi. Se sappiamo dove andare a cercarli.” Insomma la camicia nera è dentro di noi, trasmessa da fin dopo la caduta del fascismo, mal digerito, nei settanta anni a seguire di quotidianità e politica, di lavoro e società. E’ in chi ci rappresenta e ci ha rappresentato, in molti capi di governo, ma anche in chi si ostina a non capire che la democrazia americana è molto complessa e articolata. Soprattutto non ha idea che il suo presidente non è onnipotente, ma soggetto a forti controlli e verifiche, e che ogni otto anni cede il passo. Che l’opinione pubblica degli Stati Uniti ha una grande influenza sulla società. Fascista è apparentemente più brutto che sentirsi dare del comunista, e non dovrebbe esserlo perché il comunismo è stato cento volte peggio. Non è più brutto però, di nazista, perché appare come una dittatura dal volto umano. Insomma come dire a un cieco che è un non vedente. Il risultato è invece il medesimo. Il fascismo è stato in Italia un fenomeno popolare rivoluzionario, non marginale, giovanile, da “ Rottamatore”, insomma, condiviso, italiano centrico, in parte bigotto. L’Italia da sud a nord ha l’idea di se stessa in mano ad un vincitore, a un informatore fasullo. Rispetta chi frega, chi fa il ganzo. Esalta, chi gli fa credere al “ Mare nostrum”, che in politica estera l’Italia è determinante, mentre gli altri Paesi sono sprovveduti. Sono fascisti dentro gli italiani, che non conoscono la Storia e se va bene, non la capiscono. In vari modi il carattere fascista è emerso nelle folle che disperate, cercano continuamente, sorrette da legulei con varie sfumature, il duce risolutore decisionista che trae il dado scenico, effimero, ieri da piazza Venezia, come oggi dallo schermo della televisione. E’ difficile pensare ad un cambiamento radicale di un popolo che ama l’apparenza, resta servile, immobile, non lotta mai, sempre dalla parte di chi immagina più forte. Questo è un quadro forse fin troppo crudo ma non irriverente, basta camminare in strada e lo noti subito; è visibile negli edifici, nelle infrastrutture, nei cantieri aperti da decenni e dai conti da regolare a suon di tribunale. Allora è proprio vero: siamo fascisti fin dentro quella camicia di liquido amniotico che come dice l’autore ci condiziona fin dal principio? Forse no, non tutti, altrimenti non saremmo qui a parlare. Fino a prova contraria.

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, comunismo, conti, democrazia, dittatore, fascismo, governo, italia, lavoro, mare, persone, stati uniti

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Claudio Fogazza

    2 Gennaio 2016 alle 19:54

    il Liberismo vuole l’economia libera, il Socialismo la vuole gestita dallo Stato, il Fascismo vuole una economia libera ma controllata dallo Stato: l’ Italia è rimasto uno Stato fascista ne ha mantenuto tutta la struttura burocratica, tutti gli ordini professionali e l’economia è libera ma condizionata anzi soffocata dallo Stato, il Parlamento ora è Fascista dominato da un partito unico, che la riforma elettorale gli garantisce i poteri assoluti e infine gli italiani cercano e seguono il duce del giorno, ultimamente Berlusconi e poi ora il piccolo Renzi, ma si agitano tanti ducetti

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