Chi è l’uomo che cammina. Sei tu, sono io, siamo tutti noi? L’uomo nasce, cresce, vive, ama, odia, prova invidia, fa la guerra, si riproduce, invecchia e poi muore. Ma cammina? Cammina nel percorso che gli è assegnato, nello stretto binario che la sorte, il fato, il destino gli hanno assegnato. Quanto è libero il suo cammino? Il cammino è una strada in salita che non finisce mai di salire, all’infinito. Finché un giorno si interrompe ma non puoi tornare indietro, puoi solo ripercorrerla nel ricordo come in una sequenza da film. Ma chi è l’uomo che cammina?
E’ la domanda che si è pone l’autore del libro, appunto, L’uomo che cammina. In questo caso l’uomo è il bambino (il bimbino) che fin dalla più tenera età si mette in cammino, da solo, e quando (testualmente) è “arrivato faticosamente all’età dove tutte le cose finiscono e mi sono trovato in compagnia con alcuni ricordi che mi permettono di tanto di tornare a vivere”. Allora, l’uomo che cammina, scrive. Perché? Ce lo dice lui stesso: per ora quello che mi preme di dire, è che io voglio raccontare agli altri le mie memorie, e ciò dipende…..di dove si incomincia? Aspetta, dalla nascita, Chi parla, anzi scrive, è Ezio Taddei, classe 1895. Luogo di nascita Livorno: la città labronica aperta al mare, libera per antonomasia. E così sarà Ezio, spirito libero, ribelle, anarchico a suo modo, antifascista e perciò vittima della repressione fascista e non solo, infine scrittore dimenticato.
A cura delle Edizioni Erasmo di Livorno è stato ristampato nel 2013 il testo inedito di “L’Uomo che cammina” pubblicato originalmente nel 1940 a New York come “Memorie di un anarchico nelle prigioni fasciste”. Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/l-uomo-che-cammina-il-viaggio-del-ribelle-taddei-nelle-carceri-fasciste-con-pertini-sempre-dalla-parte-degli-ultimi_2698.html
Mauro Taddei

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