
Con la frase “Vogliamo la pace attraverso la forza” la Presidente Von der Leyen ha aperto i lavori della Commissione straordinaria richiamando la locuzione attribuita a Platone “si vis pacem, para bellum” cambiandone le parole senza alterarne il significato. Francamente, non riesco a comprendere i Capi di Stato che ieri si sono riuniti a Bruxelles per parlare di guerra e stanziare 800 miliardi in armamenti, in una Unione Europea che è nata per promuovere la pace. L’appello al pericolo russo mi sembra pretestuoso e privo di fondamento. Certo, è stato giusto sostenere l’Ucraina, e non dobbiamo lasciarla sola. Anzi, dovremmo accoglierla nella NATO e poi nell’Unione Europea, o viceversa. Tuttavia, qualcuno dovrà pur dire che i conflitti tra Russia e Ucraina sono questioni interne a Paesi che anni prima erano considerati fratelli siamesi. Ora, per quale motivo dobbiamo farci trascinare in un conflitto che sembra rinnegare i principi sanciti dal Manifesto di Ventotene? Sono ormai tre anni che Zelensky, in un modo o nell’altro, partecipa alle nostre riunioni in tuta mimetica, ricordandoci il pericolo che corriamo anche noi, sostenendo che se il suo Paese avesse ceduto al primo attacco, l’esercito russo sarebbe arrivato fino a Berlino per ricostruire il muro. Va bene tutto, ma non possiamo essere trattati come creduloni. O forse, essere considerati tali, è il preciso interesse di chi, con la scusa dell’Ucraina, vuole spingere al riarmo? E sembra proprio che ci siano riusciti, visto che alcune ore fa ci siamo riuniti con urgenza a Bruxelles per alimentare la macchina da guerra che avevamo fermato con la nascita dell’Unione Europea, giurando “mai più conflitti”. Perché dobbiamo farci trascinare in un massacro? La riunione di ieri avrebbe avuto senso solo se avesse deliberato di piantare tende nella Piazza Rossa, sotto il Cremlino, in attesa di incontrare Putin per convincerlo alla pace, cancellando le sanzioni, inclusa la condanna emessa dal Tribunale Penale Internazionale dell’Aia nei suoi confronti. Invece, ancora una volta, abbiamo lasciato agli Stati Uniti, ed in particolare a Donald Trump, l’iniziativa e le trattative che avrebbero dovuto riguardare il Vecchio Continente. Sinceramente, non mi pare che ci siamo mai intromessi nelle controversie tra Stati Uniti e Messico, risalenti ai tempi di Zorro. Cosa c’entriamo con i conti in sospeso tra americani e messicani da oltre un secolo? Niente, appunto! Insomma, a Bruxelles sono saliti sul palco i promotori della guerra, convincendo gli altri partecipanti sull’opportunità di destinare cifre esorbitanti per armarci fino ai denti, facendo sicuramente rivoltare nella tomba Rossi e Spinelli. Intanto, la sanità e la scuola stanno finendo nelle mani dei privati, cancellando altri due pilastri delle politiche sociali che avevano caratterizzato l’Europa del dopoguerra. Ora, sarà difficile fermare la frenesia degli interessi dei produttori di armi, soprattutto americani, ma noi dobbiamo tentare con ogni mezzo pacifico a nostra disposizione di fermare questa follia del riarmo, sacrificando, tra l’altro, gli investimenti destinati alla ricerca medica e scientifica. Non facciamoci incantare dalle parole delle “cartomanti” per trovare 800 miliardi, perché a sorpresa ci taglieranno le spese o ci aumentiamo le tasse! Tutto ciò con l’idea che la Russia possa invaderci come ha fatto con l’Ucraina. Ma chi racconta queste sciocchezze? e soprattutto chi ci crede? se non coloro che puntano a spartirsi il ricco bottino del riarmo!
Angelo Santoro
(da “Avanti online”)

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