L’ultimo grande regalo di Fassino agli ex colleghi sindaci, quando la politica prevale sulle ambizioni personali
“Revisione, pareggio di bilancio e decreto legge “Enti Locali”: importanti passi in avanti ora i sindaci chiedano una buona legge di Stabilità”
E’ stato “asfaltato” (con quella bruttissima metafora tanto in voga oggi nella vulgata popolare) dal Movimento 5 stelle al ballottaggio dello scorso 20 giugno cancellando di fatto 5 anni di buona amministrazione. Ma che Piero Fassino sia stato un bravo sindaco della grande città di Torino nessuno lo può negare anche se gli ostinati detrattori sostengono che abbia vissuto il quinquennio in fascia tricolore beneficiando dei meriti e dei progetti del suo predecessore Sergio Chiamparino. Tutte balle, la statura politica dell’uomo e della sua attenta gestione amministrtiva la si vede nella importante carica che ancora ricopre di presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e dagli ultimi risultati ottenuti in favore degli ex colleghi sindaci nelle lunghe trattative con il Governo nonostante la grande delusione che lo ha visto al ballotaggio sconfitto dalla giovane e inesperta pentastellata Chiara Appendino. E a testimonianza di quello che scriviamo arriva l’annuncio ufficiale che dalla sede romana dell’Anci ha dato l’ex Guardasigilli ed ex segretario nazionale dei Democratici di Sinistra. “L’approvazione definitiva alla Camera della revisione della legge 243/2012 e al Senato del decreto legge sugli enti locali (dl 113), rappresenta un passaggio positivo e importante per consentire ai Comuni una migliore gestione della propria attività. Provvedimenti da noi sollecitati che apprezziamo che Governo e Parlamento abbiano accolto”. Così il Presidente Nazionale dell’Anci Piero Fassino ha espresso soddisfazione per l’approvazione di provvedimenti a favore degli Enti Locali.
“La revisione della 243, che regola il pareggio di bilancio degli enti territoriali – ha sottolineato Fassino – rimuove un sistema di vincoli insostenibile per la gran parte dei Comuni, ed è più coerente con il nuovo saldo di competenza ’potenziata’ introdotto nel 2016 e con la nuova contabilità pubblica già avviata dal 2015. Il Parlamento ha inoltre migliorato la disciplina delle intese regionali e nazionale per la redistribuzione degli spazi finanziari in corso d’anno, che consentirà ai Comuni di attivare maggiori capacità di investimenti”.
‘’Escono così rafforzate – sottolinea il presidente Anci – le prospettive di ripresa degli investimenti locali, mortificate dai lunghi anni di tagli e dai vincoli del vecchio patto di stabilità. Ci auguriamo ora che il Parlamento e il Governo accolgano la richiesta di stabilizzare la declinazione del saldo di competenza già utilmente sperimentata quest’anno, comprensiva del Fondo pluriennale vincolato, anche per il triennio 2017-2019’’.
‘’Anche il decreto enti locali – prosegue Fassino – contiene utili innovazioni normative, in particolare per ciò che riguarda l’abolizione di regole obsolete e l’allentamento di alcuni vincoli sulla gestione del personale dei Comuni di minori dimensioni. Vengono inoltre mitigate le sanzioni per violazioni del patto di stabilità 2015, ultimo anno di applicazione, azzerandone la parte economica per le Città metropolitane e gli enti di area vasta e limitando la sanzione al 30% degli sforamenti nel caso dei Comuni. L’istituzione del fondo per il sostegno agli enti più piccoli a fronte di sentenze esecutive per danni, è un primo passo per trattare un fenomeno che desta crescenti preoccupazioni negli amministratori locali, così come importante e’ l’istituzione del fondo a favore dei Comuni che vogliano estinguere anticipatamente mutui contratti con Cassa Depositi e Prestiti’’.
‘’L’Anci – conclude Fassino – nell’apprezzare i provvedimento adottati, si attende adesso una buona legge di stabilità che prosegua sulla stessa strada e dia soluzioni a temi ancora non risolti: dalla copertura delle spese sostenute dai Comuni sedi di uffici giudiziari, ai minori gettiti da terreni montani realizzati nel 2015 dai Comuni già considerati esenti, ad una più organica e coraggiosa azione di semplificazione contabile e ordinamentale, fino alla revisione della disciplina di fusioni, unioni e associazioni intercomunali, su cui attendiamo di discutere con il Governo le proposte che abbiamo da tempo formulato’’.

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