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L’Ue torna al nucleare. von der Leyen annuncia piano di 200mln

L’Europa torna al nucleare. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen al Summit mondiale sul nucleare di Parigi annunciando un piano da 200 milioni di euro per sostenere gli investimenti privati nelle tecnologie nucleari innovative, nell’ambito di una nuova strategia europea volta ad accelerare lo sviluppo dei piccoli reattori modulari (SMR), da rendere operativi entro il 2030. A Parigi, Ursula von der Leyen ha dichiarato: “La corsa alla tecnologia nucleare è iniziata. L’Europa ha tutto ciò che serve per essere leader. Abbiamo mezzo milione di lavoratori altamente qualificati nel settore nucleare. Abbiamo l’ambizione di muoverci rapidamente e su larga scala, affinché l’Europa diventi un polo mondiale dell’energia nucleare di prossima generazione”.

di Salvatore Rondello | 13 Marzo 2026

L’Europa torna al nucleare. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen al Summit mondiale sul nucleare di Parigi annunciando un piano da 200 milioni di euro per sostenere gli investimenti privati nelle tecnologie nucleari innovative, nell’ambito di una nuova strategia europea volta ad accelerare lo sviluppo dei piccoli reattori modulari (SMR), da rendere operativi entro il 2030.
A Parigi, Ursula von der Leyen ha dichiarato: “La corsa alla tecnologia nucleare è iniziata. L’Europa ha tutto ciò che serve per essere leader. Abbiamo mezzo milione di lavoratori altamente qualificati nel settore nucleare. Abbiamo l’ambizione di muoverci rapidamente e su larga scala, affinché l’Europa diventi un polo mondiale dell’energia nucleare di prossima generazione”.
L’annuncio è arrivato a poche ore dalla pubblicazione del pacchetto energia della Commissione europea, che oltre allo sviluppo dei micro-reattori negli Stati membri prevede una serie di iniziative per rafforzare le reti, tutelare i consumatori e garantire un mercato più aperto (tra cui l’invito ai governi a facilitare il passaggio da un fornitore all’altro).
Con il “Citizens Energy Package”, Bruxelles propone un insieme di misure mirate a ridurre le bollette, aumentare la trasparenza dei contratti energetici e consentire ai cittadini di produrre e condividere la propria energia pulita. Tra le iniziative figurano cambi di fornitore più rapidi, riduzione di tasse e oneri sulle bollette elettriche e nuovi strumenti per contrastare la povertà energetica, con particolare attenzione ai consumatori più vulnerabili.
L’iniziativa arriva in un contesto geopolitico ancora segnato da tensioni e instabilità, che continuano a mettere in evidenza la vulnerabilità dell’Europa rispetto alle importazioni di combustibili fossili e alla volatilità dei prezzi, anche alla luce delle recenti tensioni nelle aree del Golfo.
Se in paesi come l’Italia un referendum ha sancito il no al nucleare, molti altri guardano con interesse alla svolta della Commissione.
In Europa sono attivi circa 100 reattori: la maggior parte si trova in Francia, che da sola produce circa il 45% dell’energia nucleare europea e ha in programma nuovi investimenti per ulteriori impianti.
La Polonia è quella con il piano più ambizioso: ha pianificato  investimenti per circa 150 miliardi di euro entro il 2040 per la sua transizione energetica, con una forte accelerazione prevista tra il 2025 e il 2026. Per ridurre la dipendenza dal carbone, Varsavia ha avviato la costruzione della sua prima centrale nucleare (tre reattori AP1000) a Lubiatowo‑Kopalino, con entrata in funzione prevista nel 2033, e sta valutando anche lo sviluppo di SMR.
Il Belgio, pur avendo programmato la dismissione dei suoi sette reattori, che coprono circa il 40% del fabbisogno energetico nazionale, ha esteso la vita operativa di alcuni impianti fino al 2045 per garantire la sicurezza energetica.
Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria e Romania restano fortemente orientate al nucleare e stanno pianificando nuovi reattori o l’estensione della vita di quelli già attivi.
In Finlandia, Olkiluoto 3 è un reattore EPR di terza generazione da 1.600 MW, il più potente d’Europa, e uno dei cinque reattori attivi nel Paese.
Svezia, Slovenia, Paesi Bassi e Romania operano centrali nucleari e stanno valutando nuove costruzioni o l’adozione di SMR.
Il ministro dell’Ambiente e dell’Energia, Gilberto Pichetto Fratin, presente al vertice di Parigi, ha aggiornato la posizione dell’Italia: “Nel 2023 abbiamo istituito la Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile, che ha riunito le migliori competenze tecnico‑scientifiche del Paese, consentendo di integrare per la prima volta lo scenario nucleare nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima. Le ipotesi elaborate prevedono, entro il 2050, una capacità installata tra 8 e 16 GW, con una copertura potenziale della domanda elettrica compresa tra l’11% e il 22%”. Una scelta molto penalizzante per l’Italia.
Tuttavia, si tratta di scelte che saranno realizzate a distanza di alcuni anni, quando, invece, per le esigenze attuali, sono necessari tempi molto più brevi per la transizione energetica dell’Europa ed anche dell’Italia. Ancora una volta, la miopia politica non fa vedere la possibilità di fare la transizione energetica in tempi molto brevi, soprattutto in Italia, attraverso la geotermia.
Una scelta poco costosa, realizzabile in tempi brevissimi (anche entro un anno), senza nessuna dipendenza per importare il combustibile (uranio per il nucleare) e senza correre pericolosi rischi per eventuali malfunzionamenti o incidenti di percorso.
In Italia, venti impianti geotermici, come quello di Lardarello in Toscana, coprirebbero il 50% del fabbisogno di energia elettrica nazionale. Il Bel Paese, sarebbe ancora più bello se riuscisse a fare subito la scelta della geotermia per la transizione energetica.

Salvatore Rondello

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Salvatore Rondello

Salvatore Rondello è nato a Trapani il 11 luglio 1954. Dal 1982 vive e lavora a Roma.
Dopo aver conseguito la maturità con il massimo dei voti, ha proseguito gli studi in economia e commercio presso l’Università degli Studi di Venezia “Ca’ Foscari”.
Studioso di problematiche sociali, economiche e politiche con particolare attenzione alle tematiche del credito, del welfare e del mercato del lavoro, ha organizzato diversi convegni ai quali sono intervenuti importanti personalità del mondo accademico, politico e sindacale.
Opinionista, consulente artistico e poeta, ha coordinato diversi dibattiti culturali tra i quali sono annoverati diverse presentazioni di nuove pubblicazioni librarie.
Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati in diverse riviste e quotidiani. Da settembre 2016 collabora con la Redazione del quotidiano “Avanti on line”.
Nel febbraio 2015 pubblica per Aletti Editore la raccolta di poesie “Vagazioni” classificata finalista nella II edizione del Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo”.
Si è sempre battuto socialmente per la tutela del patrimonio artistico e naturale, per la diffusione della cultura, per la difesa Resistenza dei diritti umani e dei valori della Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza.

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