
Il Regno Unito ha minacciato pesantemente nuove sanzioni contro Israele se non si arriverà in tempi rapidi a un cessate il fuoco a Gaza. Lo ha detto il ministro degli Esteri, David Lammy, ai media britannici, sottolineando che Londra sta considerando nuove azioni in accordo con i partner internazionali, “se non vedremo un cambiamento di comportamento” nella Striscia e la fine “delle sofferenze” per i palestinesi. Il mese scorso il governo laburista di Keir Starmer aveva imposto sanzioni contro i due ministri israeliani d’ultradestra Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich.
“I civili non possono essere bersagli. Mai. Le immagini provenienti da Gaza sono insopportabili. L’Ue ribadisce il suo appello a favore di un flusso libero, sicuro e rapido degli aiuti umanitari. E per il pieno rispetto del diritto internazionale e umanitario. I civili di Gaza hanno sofferto troppo, per troppo tempo. Bisogna finirla ora. Israele deve mantenere le promesse fatte” scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Almeno 16 palestinesi sono stati uccisi e decine sono rimasti feriti in un attacco israeliano a Gaza City, nel nord della Striscia. Lo scrive Times of Israel citando fonti palestinesi. Secondo The Guardian, che cita le autorità sanitarie di Gaza, i carri armati dell’Esercito (Idf) hanno aperto il fuoco sulle tende che ospitavano gli sfollati nel campo di al-Shati, nella parte occidentale della città. Nessun commento finora da parte di Israele. “Se perseguite la divisione e la destabilizzazione, lo percepiremo come una minaccia diretta alla nostra sicurezza nazionale e interverremo” ha dichiarato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, rivolgendosi ai gruppi presenti in Siria, come riferisce Anadolu. “Israele, non volendo vedere un Paese stabile nel suo vicinato, mira a dividere la Siria” ha detto il capo della diplomazia di Ankara, facendo riferimento agli interventi dello Stato ebraico, nel contesto della crisi a Sweida.
“Ho parlato con l’Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas della situazione a Gaza. Le ho detto che Hamas sta conducendo una campagna di menzogne, creando deliberatamente attriti tra la popolazione civile, i centri di distribuzione degli aiuti e l’Idf. È Hamas a sparare ai civili e a torturarli quando cercano di prendere gli aiuti” scrive su X il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar. “Continuiamo a mantenere il genocidio israeliano contro la popolazione di Gaza, che supera di gran lunga quello dei nazisti, nell’agenda di tutta l’umanità” ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, durante un discorso pubblico a Istanbul. “La sofferenza dei bambini di Gaza, ridotti a pelle e ossa perché non è consentito l’ingresso di aiuti umanitari, è la nostra sofferenza” ha aggiunto il leader di Ankara, affermando che “chiunque rimanga in silenzio di fronte al genocidio a Gaza è complice dei crimini contro l’umanità commessi da Israele”, riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara. Civili bruciati vivi, altri lanciati dai palazzi, giovani rastrellati e fucilati in una piazza pubblica. Sono solo alcune delle scene terrificanti provenienti da Sweida, capoluogo meridionale siriano teatro di scontri armati e sistematiche violazioni da parte di forze governative e ausiliari del governo di Damasco. Queste e diverse altre scene, che ritraggono civili, tra cui donne, bambini, anziani, uccisi nelle loro case, appaiono in una serie di filmati, diffusi in queste ore da attivisti siriani dopo essere stati verificati grazie a testimonianze incrociate e analisi georeferenziate. I ribelli yemeniti Houthi hanno lanciato un secondo missile contro Israele che è precipitato lungo il suo percorso. Lo riferiscono i media di Tel Aviv citando fonti militari. “L’uccisione di civili in cerca di aiuti a Gaza è indifendibile. Ho parlato di nuovo con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar per ricordare il nostro accordo sul flusso di aiuti e ho chiarito che le IDF devono smettere di uccidere le persone nei punti di distribuzione” scrive in un tweet l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas, avvertendo che “tutte le opzioni restano sul tavolo se Israele non mantiene le sue promesse”. L’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) “condanna con la massima fermezza” gli attacchi di ieri alla residenza del suo personale a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale, così come “i maltrattamenti inflitti a coloro che vi si erano rifugiati e la distruzione del suo magazzino principale”. Ma cosa fate per evitarlo?
Giuseppe Basilico

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