La vicenda ha del surreale, per questo ha un senso raccontarla, perché se il declino di una città dipende dalla classe politica che la governa, è indubbio che a questa categoria va ascritta anche l’opposizione, o presunta tale, e dunque giova trattarne qui per fare un quadro completo della inarrestabile decadenza fiorentina. Dopo un dominio della sinistra che si è protratto per un tempo infinito senza che ci fosse la possibilità di un ricambio, ma senza che nessuno abbia mai neanche tentato di offrire questa opportunità alla città, viste le ridicole candidature del passato – e la tragicomica vicenda Valentino è la summa di tutti i disastri del centrodestra fiorentino e della sua sostanziale incapacità di individuare persino un candidato degno di tale nome – a pochi mesi dalle elezioni amministrative si verifica un evento imprevisto: la giunta Domenici viene squassata da un’inchiesta della Magistratura, le cui conclusioni per ora ovviamente non si conoscono, che scuote la città dalle fondamenta perché mette a nudo un sistema affaristico della gestione del potere che ricade come una bomba sul Pd e sui suoi esponenti più in vista. Ora, in un normale meccanismo democratico bipolare – ma esiste davvero in Italia un tale meccanismo?! – l’esplodere di un simile bubbone nella vita politica cittadina alla vigilia delle elezioni amministrative comporterebbe una sorta di tripudio dell’opposizione, e non per mero e condannabile sciacallaggio politico, ma perché nel precipitare degli eventi e nello svelarsi dei comitati d’affari – veri o presunti sarà la Magistratura a chiarirlo – si troverebbe la molla per lo scatto d’orgoglio, per il cambio di passo, per la proposta politica dirompente ed innovativa, almeno, e sarebbe bastato, per un tempistico ed immediato organizzarsi intorno ad un nome e ad un progetto alternativi al riconfermarsi dello strapotere del Pd messo fortemente in crisi. Invece, cosa fa il centrodestra fiorentino? Nulla, assolutamente nulla se non qualche ridicola carnevalata in consiglio comunale, con le mascherine di carta sul viso, per protestare contro l’assenza di Domenici. Stop. Passano i mesi ed il silenzio resta tale, non una voce, non un progetto, non una proposta, senza neanche provare per questo il minimo imbarazzo o quantomeno il sincero bisogno di spiegare alcunchè ai propri elettori, che già sono pochi ma devono anche essere dotati di una straordinaria pazienza nonché di un non comune senso di rassegnazione, forse in base alla convinzione che peggio del precedente Valentino non si possa fare. Ed invece si può. Perché nel frattempo, in mezzo a mille contraddizioni, il centrosinistra dà il via alle primarie più confuse e peggio organizzate della storia – e noi per primi ci abbiamo scherzato sopra – venendo travolto dalle correnti interne che rinnegano la logica del candidato unico ed impongono alla fine una tornata elettorale con cinque candidati ed una replica con primarie di coalizione. A questo punto, si ode finalmente la voce del centrodestra che, per bocca del coordinatore nazionale Verdini, fa sapere che il candidato del centrodestra verrà reso noto solo dopo che si conoscerà l’esito delle primarie del centrosinistra, e questa già ci sembra un’affermazione stupefacente anche se, dobbiamo confessarlo, non ci stupisce affatto essendo la coerente – a suo modo – conseguenza del rapporto che il Pdl intrattiene con il proprio elettorato: mettiamo un gazebo in piazza e raccogliamo firme su un modulo prestampato, praticamente un copia-incolla della legge elettorale che prevede per i cittadini una possibilità di scelta pari a zero. Dunque si presume che un candidato sindaco per Firenze – Firenze , non un villaggio sperduto dell’Uganda – non lo si scelga per le proprie capacità, né per la propria esperienza amministrativa, né per il proprio radicamento sul territorio, né tantomeno sulla base di un programma di governo articolato e studiato sulle esigenze, che sono ormai vere e proprie emergenze, della città, ma solamente come il nome di maggiore presunto appeal in contrapposizione a quello espresso dal centrosinistra. Il tutto ovviamente ad insindacabile giudizio del partito, chè gli elettori, si sa, sono seccatori e potrebbero persino pretendere di avere voce in capitolo, quindi è bene che si limitino ad andare a votare a testa china senza poter scegliere, ci mancherebbe anche questa. Ma siccome questa strepitosa enunciazione di un principio di selezione del candidato non deve essere sembrata sufficiente, ecco che all’improvviso gli esponenti del centrodestra ed il loro giornale di riferimento ritrovano la voce e cominciano a sparare a zero sulle primarie del centrosinistra, definendole farlocche e chiaramente ispirate ad una guerra per bande tra le correnti interne del partito, e giungendo, con un editoriale scritto con vero sprezzo del ridicolo ed anche dell’intelligenza dei lettori, ad affermare che i numeri che usciranno da queste primarie saranno fasulli, ovvero che le migliaia di cittadini che avranno partecipato in realtà NON avranno partecipato perché di fatto, se le primarie sono fasulle – per decreto del Pdl – anche coloro che vi partecipano lo sono. Chi scrive è liberale, lo sapete, dunque non ha titolo per partecipare alle primarie del Pd né tantomeno si riconosce nel Pdl, per cui da osservatore non coinvolto si permette di fare la seguente considerazione: se anche le primarie del centrosinistra fossero solo un’espressione della frattura interna del Pd, gli elettori hanno avuto comunque la possibilità di scegliere fra cinque candidati che si sono messi in gioco ed hanno fatto una campagna in piena regola esponendo ai cittadini le loro differenti posizioni ed i loro progetti di governance cittadina. Dunque riteniamo questo sistema migliore di chi pensa – e scrive – che un candidato sindaco lo si scelga in base al nome, come un richiamo per le allodole, e ad esclusivo giudizio del partito, senza che i propri elettori abbiano la minima possibilità di esprimersi liberamente e democraticamente. Detto questo: come mai siamo convinti che ora più che mai, pur essendosi create impreviste condizioni politiche, il centrodestra non abbia alcuna intenzione di fare neanche un tentativo di governare Firenze?!
ChiBo

Ma scusate tanto ,perchè credete che nel PDL “emerga” una candidatura tipo Valentino ,ed oggi Giovanni Galli ?
Pechè il grande manovratore VERDINI non può designare una persona capace, politicamente parlando ;ed a Firenze destinata ,per quello ,a sovrastare la posizione personale del grande banchiere.
Meglio un “nome” noto ,ma destinato a restare allineato e coperto.Una seconda fila rispetto ai mammasantissima. E poi ,siccome l’affare è grosso , per riuscire ci vogliono i c.d. attributi : e chi ce li ha ,nella Verdini band ? Siamo sportivi …l’importante è partecipare ,tanto a far galleggiare la baracca basta Berlusconi ; e se non ci riuscisse , farebbe un favore a tutti ,avversari e caudatari .
Marzio, sono d’accordo, l’abbraccio, come dici tu, si conquista appartenendo e lasciandosi appartenere alla città, vivendo qui, lavorando qui, stando fra la gente e condividendone le battagli,e le esigenze e, perchè no, le ironie, ma soprattutto le radici. Invece si continua la politica del nome ad effetto, adesso ci mancava l’ex calciatore, bravissima persona, per carità, ma esperienza amministrativa?! Governare Firenze è difficile, ora più che mai, e lo specchietto per le allodole non basta neanche a cominciare l’impresa.
Giampaolo: no, io non amo declinare in termini sessisti, detetsto cose come ministra o presidentessa, per cui mi ritengo comuqnue un osseravtore…anche perchè la frase è letta daun “chi scrive” che è neutro. Ti abbraccio, cis entiamo su Fb.
Chiara, dici cose giuste, infatti il centrodestra fiorentino non esiste. Ma perché? Per restare a una metafora perché per governare Firenze bisogna espugnare S.Maria del Fiore, non l’Arcivescovato, ma proprio S.Maria del Fiore, l’abbraccio della madre. E questo abbraccio si conquista molto prima della politica, strategia di cui il centrodestra nemmeno sospetta l’esistenza. Per cui Firenze restarà saldamente la città più retriva d’Italia, il ridotto di ciò che fu. Anche se Berlusconi candiderà un mago. M.S.
Ti leggo sempre attentamente e volentieri. Anche sulle questioni fiorentine, come in questo caso.
Però devo beccarti. Hai scritto: “….per cui da osservatore non coinvolto….”. Non può essere da te!
Conoscendoti preferisco vedere scritto: “…..per cui da osservatrice non coinvolta…..”.
Un amico ed estimatore del libro delle facce (FB).
Accettato? Ciao, Paolo M.